Soooo I drew Lance with a t-shirt similar to the one my bff brought me. I suited us both I think :P And his hair in a bun as an extra.

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Soooo I drew Lance with a t-shirt similar to the one my bff brought me. I suited us both I think :P And his hair in a bun as an extra.
Evienne Stark, alias Lance’s gender bender version.
She’s so hot, it’s so unfair.
Will soon try to post the coloured version..
Bussò alla porta con veemenza, senza nemmeno pensare al motivo per il quale lo stesse facendo. Aveva bisogno di vederlo. Il suo corpo non riusciva a smettere di tremare per l'agitazione. Riusciva a malapena a respirare, dopo la corsa che aveva fatto. Non era mai stato così affaticato in vita sua. Gli sembrò di morire nell'attesa. Sentiva solo i battiti del proprio cuore, accellerati, risuonare nelle orecchie, impedendogli di udire altri suoni. Si sorprese, infatti, quando la porta venne aperta. Per un momento gli sembrò come di aver dormito e di essersi risvegliato bruscamente. Gli occhi di Leeroy erano a metà tra lo stupito e l'incazzato. "Che vuoi? Stavo giocando” disse il difensore, cercando di avere un tono di voce il più distaccato possibile. Lance si accorse subito che l'altro aveva subito distolto lo sguardo dal suo e ciò lo infastidì come sempre. Voleva gli occhi di Lee su di sé, non voleva essere ignorato da lui. Non lo sopportava.
Bruciò la poca distanza che li separava con un passo per poi afferrarlo per la nuca, obbligando a baciarlo. Chiuse la porta dietro di sé con un calcio. Lasciò le proprie mani scivolare fino ai glutei del difensore per afferrarli con forza, facendogli uscire dalle labbra un gemito di dissenso. L'avrebbe preso in giro in un altro momento dandogli della ragazzina, ma non ora aveva voglia di giocare. Lo agguantò per le cosce e lo prese in braccio, per poi girarsi bruscamente e far sbattere la schiena di Lee contro la porta. Riprese subito a baciarlo. Sentì le mani dell'altro afferrarlo per i capelli e tirarglieli di lato in modo da fargli inclinare la testa ed appofondire il contatto.
Lance dormiva con un orso in letargo accanto a lui. Avrebbe giurato che era il tipo che russava la notte, e invece si era sbagliato. Era strano. Non lo infastidiva averlo lì. Non gli interessava che fosse Lance, ma allo stesso tempo lo rendeva felice, perché in un certo senso si sentiva vittorioso dalle loro solite liti. Il telefono squillò. Sul display comparve il numero di Daniele. Che voleva quel cretino alle quattro del mattino?
“Dimmi?” chiese con aria scontrosa; voleva fingere di essere stato svegliato nel cuore della notte.
“Quel genio di Abigail e delle sue amiche mi hanno mollato nel mezzo del nulla e non ho idea di come tornare a casa. Vieni a prendermi?”. Leeroy strabuzzò gli occhi. “Ma sei scemo? Chiama tuo padre per queste cose”. Solo dopo aver parlato si rese conto di aver avuto un tono troppo alto. E se Lance si fosse svegliato?
Vide il portiere rigirarsi nel letto per poi mettersi su un fianco, con il volto rivolto dalla parte opposta. “Okay, vengo a prenderti”. Sbuffò. Non avrebbe mai lasciato quel disgraziato nei guai da solo. “Ma dimmi una cosa, sei andato in bianco?”, scherzò per sfotterlo. La voce dell'italiano risultò molto nervosa all'inglese.
“Fottiti, okay? Muovi il culo, sono in mezzo al nulla qua.”
“Sì sì, dammi 20 minuti, è lunga la strada.”
“Muoviti.”
Leeroy fece per scendere dal letto, ma si sentì afferrare e abbracciare per la vita, subito dopo le labbra di Lance accarezzavano il suo fianco sinistro lentamente. “Chi è al telefono?”, chiese il rosso ad occhi chiusi ancora assonnato. Il difensore mise una mano davanti al microfono dell'iPhone. “Chi c'è con te, Roy?”, domandò l'italiano.
“Parla piano, cazzo.”
“Se magari non urli alle quattro del mattino, continuerei a dormire”.
Jurassic Worlk AU drawing coming soon :P
Lance + beanie = hotness overload.
Don't want to colour it though...
Here he is, slimshadyviolet. :)
Si svegliò all'improvviso sbattendo più volte le palpebre. Nella parte accanto alla sua del letto c'era Lance, che dormiva con le coperte che lasciavano vedere la schiena nuda. Aveva il viso rivolto verso la finestra; ciò lo rassicurò un po'. Quando la mattina lo vedeva dormire con il volto rivolto verso il suo si sentiva strano: si diceva che non poteva essere felicità, al massimo euforia. Si fece più vicino, finché con le labbra non sfiorò la pelle bianca della spalla. Aveva un buon odore, ma quello lo sapeva già. Gli dava sempre l'idea di un animale cresciuto in luoghi selvaggi, tra mare e brughiere. Quella sua pelle così bianca gli faceva venir voglia di morderla; era troppo candida, ma Lance non era candido. L'assaggiò con la lingua e la morse. Era salata. Sapeva di vento e mare. Non sarebbe durata... Le persone come Lance facevano ciò che volevano, senza pensare ai sentimenti di chi li circondava. A volte intenso, a volte distante. Era come il vento. E Leeroy l'aveva elaborato già da tempo. Ma anche lui era egoista, anche lui come i mulini aveva bisogno del vento per muoversi, senza sarebbe stato immobile, senza alcuna utilità. Andò ad accarezzare delicatamente il tatuaggio sulla nuca del portiere, ripassando ogni singola lettera. Sentiva la pelle leggermente rialzata. Il calore della sua pelle era in netto contrasto con il colore. Spesso si chiedeva come potesse essere così caldo. Si chiese perché gli piaceva stargli vicino quando non sopportava il caldo ma prediligeva il freddo. Quel dolce freddo pungente che senti a notte fonda mentre le stelle illuminano il cielo e il vapore esce dalla tua bocca accompagnando ogni tuo respiro. Era questo ciò che gli piaceva... Non le braccia calde di Lance.
Erano al solito bar con i compagni di squadra, e stranamente stavano vicini. Non era mai successo, ma nessuno lo notò. La coscia destra di Leeroy stava involontariamente attaccata a quella di Lance. Sentiva il calore della pelle del portiere attraverso la stoffa dei jeans. Eppure continuava a discutere e a prendere in giro il rosso, e in testa aveva solo i ricordi della notte precedente. Aveva la pelle d'oca, ma riusciva così bene a conviverci che non sembrava neppure strano.