Credevo di avere un problema con Stephen King.
Credevo di avere un problema con Stephen King perché anni fa mi hanno detto “ma come, non hai mai letto niente di Stephen King, io ho letto It ed è bellissimo per non parlare del film poi mamma mia che paura devi leggere assolutamente il libro e guarda il film dai”.
Ho comprato It, ho iniziato a leggerlo ma no, ero neanche a metà delle sue centinaia di pagine e volevo infilare la testa nel microonde per la noia. Perché queste descrizioni bellissime ma infinite, questi personaggi che poi ti sembra quasi di conoscere come fossero persone vere, ma poi non sentivo più la necessità di andare avanti, ok quel pagliaccio farà sicuramente paura e oddio sotto il ponte con i palloncini ma è tutto troppo tirato per le lunghe e sicuramente non ero dell’umore adatto e scusami Stephen King non sei tu sono io e così il libro è stato riposto nella libreria.
Un giorno stavo vagando senza meta su internet quando ho trovato un link che qualcuno aveva condiviso su twitter che consigliava alcuni titoli per iniziare a leggere Stephen King, ed io le cose sui libri ed i consigli sulle letture le prendo abbastanza seriamente.
Nella breve lista c’era Le notti di Salem, che poi ho cercato su Amazon e in preda a quell’impulso incontrollabile che ti fa comprare le cose online per poi fartene pentire quando ti arrivano a casa, l’ho comprato.
Ma non me ne sono pentito.
Ho lasciato chiusi tra le pagine di It tutti i pregiudizi e le opinioni negative che potevo avere su King ed ho iniziato a leggere tranquillamente Le notti di Salem, salvo poi farmi assorbire completamente come quelle volte che alzi la testa e ti accorgi che hai passato le ultime due ore a leggere.
All’inizio ero stato tratto in inganno dal titolo, perché avevo pensato a Salem e alla serie tv sulle streghe che avevo iniziato e poi abbandonato nel 2014, quando invece questa storia è ambientata a Jerusalem’s Lot e quindi non streghe, no, ma vampiri.
E non quei vampiri che vogliono integrarsi e mandano i figli al liceo o sono vegetariani ed hanno la pelle glitterata quando si espongono al sole, ma i vampiri quelli veri, quelli come Dracula, quelli che escono solo dopo il tramonto ed infettano qualcuno e poi in città iniziano ad assumere tutti un comportamento strano e chissà come mai le persone muoiono e poco dopo non si trovano più i corpi.
I vampiri che fanno paura, il classico personaggio dell’orrore che ti fa girare le pagine con angoscia e oddio chissà se riescono a scappare dalla casa prima che sia troppo tardi. Quelli che quando chiudi il libro resti per un po’ a dondolarti sul letto come un bambino speciale prima di riprenderti.
E tutto accade in una piccola città come Jerusalem’s Lot, dove la violenza domestica, l’alcol e la droga fanno parte della vita quotidiana, dove c’è una casa maledetta in cui un uomo ha ucciso la moglie e si è impiccato e dove uno scrittore torna dopo anni per cercare di affrontare le sue paure causate da una prova di coraggio fatta da piccolo e che lo tormenta da allora.
E poi ci sei tu, che pagina dopo pagina ti lasci assorbire dal flusso di parole di Stephen King e decidi che sì, è passato qualche anno e forse puoi dare un’altra possibilità anche a It.
N.B: Se instagrammate il libro poi non aprite il tag del titolo perché sì, vi renderete conto che la vostra foto è immancabilmente la più bella delle centinaia che trovate nel feed, ma troverete anche persone profondamente maleducate, insensibili, di quelle che sicuramente picchiano cuccioli di labrador nel loro tempo libero che scrivono spoiler sulla trama e vi rovineranno il momento in cui troverete risposta alle vostre domande. (Sorvoliamo con un unico gesto fluido il fatto che Le notti di Salem è stato scritto trent’anni fa, gli spoiler non si fanno MAI.)