“Ma, nonché in quel momento, neanche più tardi, mi indugiai a ragionarci su. Non cercavo di suscitare in me alcun fittizio orrore pel contegno di una ragazza così spaventosamente precoce nel male. D’ altronde non è all’ età che avevo e neanche molto più tardi che si giudica male la donna che al primo sguardo ci si abbandona. Al contrario, siamo quasi propensi a trovare ciò naturalissimo; e se diciamo: Povera donna! mettiamo già in questa considerazione molta modestia”
(...)
“Ora, nella vita e sin nei libri, ci si beffa volentieri di chi, avendo sorpassato la beata età dell’ inesperienza e della spensieratezza, la pretende a giovane. Ed a ragione, quando questa pretesa assume una forma ridicola; ma quando così non è, quando al contrario è degna di rispetto come il sentimento che la detta, la fierezza cioè che si rifiuta di decadere, l’atteggiamento resta insensato, non lo nego, visto che è vano; ma bello tuttavia come lo sono tante cose insensate”
Le diaboliche; Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly














