Recensione “La spada di Shannara” di Terry Brooks
- Edito da Mondadori (la prima pubblicazione risale al 1977, ci sono più versioni).
-Pagine: dipende dalla stampa (il mio ne ha 516, ma ce ne sono da 476 o da 616)
-Genere: Fantasy, High fantasy
Si tratta del primo libro dei tre libri che compongono “Il ciclo di Shannara”.Per ora (2018), in totale i romanzi legati a Shannara sono 36.
La trama in breve: Il Signore degli Inganni, che molti ritenevano morto da secoli, è tornato, e come ogni cattivo che si rispetti vuol fare cose brutte&cattive. L’unico modo per fermarlo è usare la spada di Shannara, arma che può essere impugnata solo da un discendente del re degli elfi. Il prescelto è Shea Ohmsford, mezzo elfo e metà umano, ovviamente orfano (come in tutti i libri fantasy che si rispettino), che incontra il mago Allanon e dopo qualche resistenza, parte con una specie di Compagnia dell’Anello molto meno interessante dell’originale alla ricerca di suddetta spada.
...credo si sia già capito cosa penso di questo libro, ma entriamo nel dettaglio. Ho letto LOTR (Il Signore degli Anelli) nel 2013, e da lì mi si aperto un mondo. Sappiamo tutti che questo libro ha influenzato - e influenza ancora adesso - il modo di pensare&scrivere il fantasy; un sacco di libri/film/videogiochi ricalcano la storia dell’eletto che parte con un gruppo eterogeneo di persone per andare a sconfiggere il kattiwo di turno, ne sono un esempio, per certi versi, Le Leggende del Mondo Emerso (e sequel vari), Il Trono di Spade, Harry Potter.
Sinceramente credo sia abbastanza normale ispirarsi ai grandi classici del passato, e di solito queste rivisitazioni mi piacciono anche, ma in questo caso il problema è che la storia va decisamente troppo lenta - tra momenti di stallo e spiegoni della morte (e pensare che io di solito li adoro) e si notano uno per uno i momenti/personaggi/ecc. copia-incollati da Il Signore degli Anelli.
E questo rovina tutta l’atmosfera.
E’ un peccato perchè ci potrebbe essere del buono, anzi c’è, ma la lentezza esasperante e i momenti “wtf” mi han reso questo libro davvero difficile da leggere - aka mi annoiavo ogni volta che lo prendevo in mano.
Parlando dei momenti wtf: sì, ci sono delle situazioni trash, e avrei anche potuto apprezzarle, ma il libro si prende troppo sul serio per potersi fare una risata e rende tutto semplicemente strano o inspiegabile ai fini della trama. Mi spiego meglio: in almeno due situazioni abbiamo dei personaggi/scene che strillano “l’autore non sapeva che inventarsi e quindi vai di botte di culo a casissimo per salvare il protagonista e i suoi amici”, insomma si vede che Terry proprio che non c’ha nemmeno provato a rendere la cosa sensata.
Pazienza, ho letto dei libri davvero belli quest’estate - libri che mi hanno fatta crescere, in qualche modo - quindi uno “scivolone” ci può stare.
Riprenderò in mano questa saga? Essendo assolutamente enorme (36 libri, pazzesco!) probabilmente sì. Riproverò - ricomincerò - da un’altra parte, con qualche sequel o prequel non strettamente legato a “La Spada di Shannara”.
Ps. Voto 6.

















