Non ho mai avuto particolari talenti. Almeno ho creduto così fosse. Dunque mi sono detta: “un passo dietro l’altro”.
Il 17 settembre scrivo pubblicamente.
Qualche volta mi è capitato di scrivere pubblicamente quello che osservo, quello che ascolto con le orecchie o con la pelle.
…qualche volta scrivo quello che vedo dentro di me;
immagino circostanze e persone, odori. Però molto spesso è quando cammino che mi vengono in mene le cose che più sento dentro.
Perché io cammino. Cammino per delle ore.
Spesso accade di sera, quando la gente è nelle proprie case e sento il rumore dei piatti contro il tavolo o l'olio che fa quel rumore scoppiettante quando si scalda sul tegame.
Io cammino perché non so dove andare e a casa mi sento troppo sola. In questa città che ho scelto per stare accanto ad una persona che in realtà non conoscevo affatto.
E’ senza dubbio l'aggettivo che mi sono ritrovata a pronunciare e con cui ho convissuto di più in questo anno e mezzo.
Lo ero mentre mangiavo la sera, senza televisione o amici, in una casa di 34 metri quadri che avevo potuto prendere solo grazie ad una firma di mio padre.
Sola mentre facevo la spesa in un supermercato in cui tutti si conoscevano, e in cui a me veniva solo nostalgia del cassiere che per tutti gli anni universitari mi aveva chiesto se sarei rimasta con loro per le feste.
Sola persino quando dormivo con lui che soffriva poco e male il mio corpo disteso accanto al suo anche quell'unica notte a settimana che mi CONCEDEVA di stargli accanto ma senza poterlo abbracciare.
Chissà perché avevo sopportato tutto quello strazio.
Avevo sopportato l'infelicità per cosa?
Il peggio doveva ancora arrivare.
Ma intanto, oggi io cammino da sola molto spesso, ripercorrendo le stesse strade, entrando nei vicoli o lungo il fiume. Mi tiene compagnia M. spesso per un pezzo del tragitto o mia zia.
Loro provano, come possono, a scaldarmi il cuore. E ci riescono la maggior parte delle volte, nonostante le grandissime distanze che ci separano.
Bisognerebbe accarezzare queste persone tutte le volte che possiamo; sono loro il più profondo soffio d'aria fresca quando i muri si fanno talmente stretti tutt'intorno che diventa impossibile respirare.
Ciò accade non solo perché manca quello che crediamo ci debba tenere in vita ma anche perché, SE qualcosa c'è ha l'odore di poco pulito.