Major breakthrough at #COP28 as nations finalize operationalizing the Loss and Damage Fund! Check out the details on this pivotal initiative aimed at assisting vulnerable countries affected by climate disasters.
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Major breakthrough at #COP28 as nations finalize operationalizing the Loss and Damage Fund! Check out the details on this pivotal initiative aimed at assisting vulnerable countries affected by climate disasters.
La Cop 27 si è da poco conclusa. Il suo scopo è quello di rendere concrete le azioni decise durante gli Accordi di Parigi del 2015. Ciò che è emerso dalla conferenza non è molto confortante e, come ha detto il Segretario Generale dell’ONU, sono stati dati “troppi compiti e poco tempo”. D’altronde il tempo per salvare il pianeta è davvero poco e le cose da fare sono davvero tante. Ma, quindi, cos’è successo alla Cop 27? Cos’è la Cop 27 La Cop 27 è la 27esima conferenza delle Parti della Convezione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il suo scopo è rendere concreti gli Accordi di Parigi.La conferenza si è tenuta a Sharm El Sheik, in Egitto, dal 6 al 18 novembre scorso e ad essa hanno partecipato 197 delegazioni.Inoltre, la conferenza si è anche prolungata di due giorni, rispetto a quanto prefissato. Ciò che era emerso nei primi giorni era tutt’altro che incoraggiante. Ma alla fine qualcosa di buono ne è uscito. Come è messo il pianeta? Diciamo la verità: il pianeta non è messo bene, questo è quanto è emerso dalla Cop 27. Ovviamente, non è nulla di positivo, ma potrebbe essere un modo per spronare tutti a fare qualcosa e a farlo il più velocemente possibile. Cop 27L’ultima conferenza delle Nazioni Uniti a Glasgow aveva fatto emergere un quadro non molto roseo. Quasi nessuna delle nazioni “ricche”, infatti, aveva portato a termine i propri impegni sul clima.La conferenza è iniziata, quindi, con un’atmosfera decisamente tesa e poco serena. I punti nevralgici della Cop 27 I punti nevralgici di queste due settimane di conferenza sul clima sono stati l’addio alle fonti fossili, il fondo per le perdite e i danni, la conferma del riscaldamento globale entro il grado e mezzo, la finanza climatica.Le proposte sono incoraggianti, alcune di esse sono realizzabili, altre lo sembrano un po' meno. Ma quella che doveva essere una Cop devastante è riuscita a terminare con un po' di speranza. Il loss and damage fund Il punto più chiacchierato e criticato di tutta la Cop 27 è il fondo per le perdite e i danni, fortemente voluto dai paesi più poveri e contrastato dai paesi più ricchi. Alla fine si è arrivati a un accordo e il loss and damage fund è stato istituito!È stata la questione centrale di questa conferenza e in poco parole dice che i paesi ricchi e inquinanti (fautori del cambiamento climatico) devono pagare i danni inflitti alle altre nazioni.Stati Uniti, Canda e Unione Europea erano fortemente contrarie al fondo, ma alla fine hanno ceduto. Tuttavia vorrebbero portare ancora a dibattito la questione, affinché anche altre nazioni contribuiscano al fono. In particolar modo le nazioni che ad oggi sono quelle che inquinano di più in assoluto: Cina e India. Cop 27 e controllo sulle emissioni Un altro argomento fondamentale è stato il controllo delle emissioni. Alcune nazioni, infatti, hanno accusato altre nazioni di aver fornito dati falsi a riguardo, in particolare Malesia e Vietnam. Più controllo sulle emissioni di gas serraTuttavia, si può porre rimedio a questo, perché da qualche anno i nuovi osservatori di emissioni di gas serra e i satelliti sono in grado di fornire dati dettagliati e con essi sarà possibili stanare le emissioni e smascherare coloro che hanno fornito dati falsi.Con i dati satellitare è possibili stilare una lista dei luoghi più inquinanti del pianeta. Obiettivo 1,5°C L’obiettivo principale degli accordi sul clima prevede di limitare il riscaldamento globale a 1,5° e di non superare questo limite. Gli scienziati hanno posto come limite massimo per mantenere fede a questo punto il 2030. Sfortunatamente ciò che è emerso è che molti stati non saranno in grado di mantenere questo impegno entro il 2030.Purtroppo non è stato fatto molto durante la Cop 27 per questo punto. Tutt’altro ciò che è emerso è che tale obiettivo si stia allontanando ancor di più a causa della crisi degli approvvigionamenti da Post Pandemia e dalla crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina.