DELICATISSIMO
ph - Luca Gasperoni ( www.olivander.net )
La ragazza ascolta. E il ragazzo parla ad alta voce, ad altissima voce.
Stiamo solo aspettando di andare in cielo, no?
Tocca pianissimo il fortepiano, circumnaviga la mia gola con la corda molle, quella del suo sesso che giace inerme fra le gambe, e si nasconde, mostrandosi solo una volta chiusa la morsa: fra la gola e le palle. Sempre pensato che il sesso fosse di per sé un momento di corruzione, di cedere al proprio istinto, alla bestia che si nasconde spesso nel corpo di una bella. Non ho mai voluto toccarmi, non conosco il mio corpo, non mi ritengo di appartenere ad un identità, sessuale. Mi piace godere, sì, ma lascio fare agli altri, sono una persona pigra, stanca di avere, essere, decidere. Forse sono nato stanco, con il moccio già giù per il naso, con la gola bloccata dal catarro, con il naso spiovente e aquilino, il capello unto, non sono una bella persona. Non mi sento una persona, innanzitutto, non ascolto musica, mi paralizzo di fronte alle immagini in movimento, mi danno fastidio i rumori di fondo, non vado al cinema. L'unica cosa che faccio è trattenere più muco possibile per le narici, fino al momento in cui non me lo sento colare all'esterno delle cavità nasali, a quel punto, e solo a quello, aspiro, rimandando tutto dentro, indietro.
Sono scappato verso il mare pensando di trovarti, eppure non c'eri, eppure c'eri, ma dall'altra parte degli abissi, sull'altra sponda, costa, spostato di otto ore e mezza avanti nel tempo. Chissà che sapore avranno i baci che ti ho dato nel passato, ti arriveranno con un retrogusto del presente, insaporito già di nostalgia. Ho cercato fra conchiglie e gigli, bacche e rospi, tra le frasche di onde, ma senza tuffarmi. Per il freddo, per le teche delle meduse, chiesto a delfini, pinguini e piranha. Ho scovato l'inverno e in fondo ti ho trovato, quieto e addormentato.
Sono scappato.
Per vela con una barca, senza una barca, con una zattera, senza un remo, con deltaplano dai fiordi del Sud Africa alle pendici dei balcani transalpini, escogitando con la mente il modo di recupera tutto quel tempo per mancarsi. Volevo essere sempre, dimostrare di esserci sempre stato, poiché mi sento come se prima non fossi stato. Hai creato un nuovo bisogno, per questo sono già stato dannato.
Ho amato il mate, poiché dovevo amare l'amaro. Il the nella sua forma più pura, di foglia, secca, aggrinzita, vuole sprigionare sulla mia lingua tutta la sua violenza e la sua storia. Tutte le sue battaglie, di inondazioni e piaghe, palanche, racconti amari, di amanti inadempienti.









