Another fanart for audieGRIMM
I love how he looks suspicious and curious at the same time
@audiegrimm
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Another fanart for audieGRIMM
I love how he looks suspicious and curious at the same time
@audiegrimm
“You see a figure in the mist...”
~
So I’ve joined a Star Wars tabletop group! :D In our current small campaign, it is the year 20 ABY and we are a group of Padawans investigating a Jedi temple and searching for a missing Luke Skywalker. I’m being incredibly self-indulgent by playing Ludari jai Namtarra, a Force-sensitive Kaleesh who happens to be one of the few surviving grandchildren of a certain...fallen...war hero...... 9_9 ...and who is hoping to make a good name for Kalee, which doesn’t have...the greatest reputation....for reasons.
But yes, one trial involved all of us trapped in this mystical, mysterious mist, and subsequently separated. Ludari got mad at the mist for plaguing him with distressing visions, and demanded it help him and show him the right path to complete the trial. ...Then this happened.
Goosebumps for the Gospel?
Goosebumps for the Gospel?
Handing out the Gospel of Luke in Slavonski Brod, Croatia Our colleagues in Slavonski Brod, Croatia, continue to hand out copies of the Gospel of Luke and 50 chronological Bible stories in the village near where we used to live. Not long ago they went to 40 different homes and offered a printed copy while also playing the audio through portable speakers. Only one family refused (since they are…
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Editing, testing and checking finished in Ludari!
Editing, testing and checking finished in Ludari!
Sergej and Zoki checking the final chapters of Luke with two Roma from the local community to make sure they understand & to get their feedback Thank you for praying for the translation work. Here are some updates: Yesterday, Zoki, Sergej and I finished the final checks in the Ludari language for the Gospel of Luke, 50 chronological Bible stories and the glossary. Today I sent the text of the…
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Dover 23.11.26
- Quindi te ne stai andando?
Irina ha il tono soffice di chi ha perdonato ogni cosa, ogni sguardo vuoto che le ha rivolto e carezze sciape che le ha dato. Lui la osserva con lo sguardo sorpreso di chi fissa un'opera d'arte, un gioiello prezioso che non può nemmeno toccare, dietro una teca di vetro.
- Yuri mi ha chiesto di riprenderli, non di restare qui.
- Ma per noi tu sei il nuovo Tatal del clan..
Scuote il capo accennando una risata mentre la mano si preme contro il petto magro, le dita strofinano il tessuto contro la pelle pallida, gli occhi fissano un punto indefinito sull'asfalto bagnato, qualcuno poco lontano sta suonando il violino e lui sorride chiudendo gli occhi.
- Ravi è un brav'uomo, ha ricostruito e aiutato i cugini, no?
- Si, ma che c'entra?
- Ravi è un buon Tatal, ha sposato te, che sei stata mia moglie prima, de drept lo accetta.
Quando riapre gli occhi lei lo guarda con biasimo, non con rabbia o con fastidio, non con quell'affilata occhiata carica di nervosismo che gli rivolgeva quando erano sposati, lo fissa con il dolore di chi sta perdendo qualcosa e fa male, di chi comprende e lascia andare, è lei a chiudere gli occhi adesso, per prendere un respiro profondo e riaprirli, lo guarda come mai ha fatto e allunga le mani per sfiorare il volto di lui, spingendolo a fissarla.
- Avrei voluto amarti come meritavi Irina
- Lo stai facendo prendendoti cura dei nostri gioielli.
- Sono di nuovo solo
- Non sarai mai solo
Non piange da anni, pensava di non poterlo più fare e con un pensiero irrazionale immagina che quella lacrima sia di lei, come quella sera dopo la morte di Ylenia, la sera del loro primo bacio.
Qualcuno suona il violino e lei sorride ritirando le mani che non l'hanno mai sfiorato, nel suo vestito bianco accenna una risata e scuote il capo, ride di lui e dei suoi sogni ad occhi aperti. Qualcuno esce dalla roulotte sui cui scalini si è seduto, si fa da parte per lasciar passare Ravi che gli posa una mano sulla spalla stringendola forte prima di allontanarsi, distrutto. Lui, in abito elegante, si volta nuovamente verso Irina, ma non c'è nessuno.
I fantasmi gli hanno dato il permesso, può tornare a Philadelphia.
Dover 13.08.26
Il campo è in fiamme.
Il campo è in fiamme e lui non riesce a spegnerle.
Le donne piangono e abbracciano uomini a terra.
Il suo sangue è sparso per le strade.
Il sangue del suo sangue.
Vadir
Ha seguito l'odore della morte e della paura fino al vagon di suo nonno, si è trascinato con le mani sporche di cenere e sangue fino ai gradini lavorati di una roulotte che fin dai primi passi è stata la sua casa, un porto sicuro dove rifugiarsi. Perchè nonostante il dolore Yuri è sempre stata la sua unica famiglia.
Vadir
Yuri Kopanari giace a terra, il sangue che si allarga sulla maglia, gli inumidisce il petto largo e le mani grandi non riescono a trattenerlo. Sta morendo. Si china su di lui premendo su quel sangue, cercando di trattenerlo senza successo. Trentasette minuti. Si è allontanato per trentasette minuti e questo è ciò che l'ha aspettato al ritorno, la rabbia cieca di chi odia il diverso, di chi lo considera una minaccia. Qualcosa da trasformare in cenere.
Inger ... ha provato.
Inger ha cercato di fermarli.
Li hanno presi, tutti i nostri gioielli.
Vadir, riprendi ciò che è nostro.
ciò che è tuo.
La voce profonda di Yuri ora è sporcata da gorgoglii, sembra che stia affogando, ma non c'è acqua. Si china sul suo petto e annuisce lentamente senza parlare, non ha più voce per dire nulla, non ha più fiato, solo una rabbia cieca che lo scuote fin nelle ossa e gli fa stringere i denti fino a rischiare di romperli. Yuri soffia l'ultimo alito di vita contro il suo volto e lui lo lascia a fatica per uscire a cercare di spegnere le fiamme. Le fiamme di un Clan sterminato di cui lui per nascita è ora capo.
Cosa faremo ora Vadir?
Qual'è il nostro destino?
Guidaci nei giorni bui.
Lasciaci liberi nei giorni di gioia.
Solo per ora, fino alla nostra vendetta.
Saremo il clan fantasma delle fiamme blu.
Philadelphia again
Alza il volume della radio mentre supera il cartello stradale che da il benvenuto a Philadelphia, città dove tutto è crollato e che ha abbandonato con la coda tra le gambe trascinandosi via non solo la sua casa su quattro ruote, ma anche tutto ciò che possedeva, ritrovandosi ora a tornare su i suoi passi con la schiena rotta e il petto che fa troppo male.
- Non mi piace questa canzone.
- Pensavo dormissi.
Abbassa il volume, senza togliere la mano dalla piccola manopola nera accanto allo schermo verde della radio, tentenna e infine lascia andare, riportando la mano sul volante, il volto stanco e il corpo abbandonato sul sedile. Ha guidato per così tanto tempo che non sente quasi più le gambe.
- Siamo arrivati?
- Ancora un oretta prima di raggiungere il Luna Park, ti piaceva li, no?
- Rivedremo Jo?
- Non lo so, ma sicuramente aggiusteremo un po' le cose, abbi fiducia.
Il silenzio in risposta gli fa aumentare il peso sul petto, socchiude gli occhi mentre continua a guardare la strada, concentrandosi solo ed esclusivamente su di essa, dietro di lui la roulotte è immersa nel buio, non una luce o un segno di vita vera.
- We are Freak, tata?
Ha un dejavù, le mani tremano mentre stringe il volante dell'auto. La fronte aggrottata e la determinazione nello sguardo.
- Da, Freak and Proud.
Risponde con lo stesso tono con cui rispose nemmeno un anno prima, come se cercasse lo scontro contro qualcuno di invisibile avanti a se, pronto a scommettere sulle sue stesse parole. Inspira profondamente ingoia un grumo di saliva che fatica a scendere.
- Saremo al sicuro li?
Freak and Proud
Un viaggio di almeno due giorni. Quindici ore seduto davanti al volante del vecchio furgone, anche quando era notte e gli sarebbe bastato strisciare sul materasso nel retro. Ha le mani strette intorno al volante del furgone anche quando aspetta un ora e cinque minuti alla vecchia stazione di servizio dove ha appuntamento con Ravi. È uno scambio nel cuore della notte come il peggio dei ladri e spacciatori che l'ha reso nervoso e agitato.
Quando Ravi riparte sgommando con il vecchio pick-up giallo canarino lui rilassa le spalle e prende un profondo respiro di sollievo aprendo le mani e sbrogliando quei pugni dolorosi.
⁃ And now?
Perde quindici minuti a fissare il nulla oltre il parabrezza mentre quattro occhi chiari lo guardano dallo specchietto retrovisore cercando risposte che non sa. Chiude le labbra in una linea sottile e cerca di recuperare una risposta quantomeno accettabile.
⁃ We can handle it.
Ma non ne è sicuro, e la voce dietro di lui pare saperlo, e replica in tono quasi arreso una verità che gli fa comprendere tutto, che gli da risposte che non vorrebbe avere.
⁃ mama is pregnant.
⁃ Oh.
⁃ We ar freak tata?
Stringe le labbra, lancia uno sguardo ai due bambini seduti sul materasso dietro le sue spalle e alza il mento in un gesto di stizza, nemmeno cercasse uno scontro.
⁃ Da. Freak and proud.
⁃ Niciodatā mai sclav.
Il coro di voci lo fa sorridere, l'orgoglio che ha avvertito in esse gli riempie il cuore di certezze, sciogliendo ogni dubbio. Ce la può fare, non ha bisogno di niente ed è in grado di prendersi cura del suo clan, annuisce ai suoi stessi pensieri inserendo la marcia e partendo, direzione Philly.