Nati da una costola dei Lvcyfire e da un'altra dei Cultes des Ghoules i Sodality sono un’oscura identità della Polonia che entra nella corte della Norma Evangelium Diaboli: un contratto che conferma la qualità di questo album. Quello che sentirete non è il classico black metal di stampo religious ma un black metal gorgheggiante con diverse sorprese: in quasi quaranta minuti i Sodality confezionano un’oscura opera caotica, complessa e misteriosa, caratterizzata da un songwriting non convenzionale che alterna strutture irregolari, atmosfere occulte e intermezzi dissonanti. Quando si parla di questo tipo di black metal a molti verrebbe in mente gli Skáphe o i Serpent Column: dimenticateveli subito perché Benediction pt.1 non ha assolutamente quell’astratta densità dai riff vorticosi e fangosi. Anzi, le chitarre sono aperte come da tradizione swedish; eppure si dividono fra ipnotiche e ritmiche; fra interludi visionari e aggressioni bestiali. La batteria si occupa di rendere il tutto più dinamico attraverso i cambi di tempo e dirigendo letteralmente le composizioni, come un infernale maestro d’orchestra. Il basso è in primissimo piano, a volte minimale e a volte è libero di percorrere le proprie personali strade, come in "Rapture". Questo brano in particolare inizia con un urlo lancinante che sembra la sirena di un ambulanza e porta i Sodality a confrontarsi direttamente con Attila Csihar, col De Mysteriis dom Sathanas, con gli Ondskapt e coi Funeral Mist ma rimanendo in un personalissimo girone. "The Nativity aka Heathen Angel" è il fulcro dell’album: una traccia diabolica, visionaria che ha tanto di diavoli quanto di streghe e fantasmi. Cori disturbanti e insani lamenti vanno ad intrecciarsi con arpeggi semi-acustici e atmosfere terrificanti. Benediction pt. 1 è uno dei migliori album black metal rilasciati nel 2023.










