Vafurlogi | Í vökulli áþján | 2024
Icelandic Black Metal
Artwork by View From the Coffin
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Vafurlogi | Í vökulli áþján | 2024
Icelandic Black Metal
Artwork by View From the Coffin
Aluk Todolo Wolf City Fest 2024
Kodak Tri-X 400
VERBERIS
[Adumbration Of The Veiled Logos, Black Metal, New Zealand, NoEvDia, 2022]
https://www.youtube.com/watch?v=O5yoBwaMQO0
Nel 2007 i Dissection erano ancora vivi e i Watain avevano sfornato un capolavoro: Casus Luciferi. Sworn to the Dark non aveva fatto altro che ingrossare il suono e la produzione dell’album precedente. Il termine di paragone più vicino era World Without End dei Katharsis, opera ben più caotica ma sempre dalle stesse muscolari corporeità. In questi anni si è iniziato a sentire qualcosa del Misanthropic Luciferian Order (successivamente diventato Temple of Black Light) e di questo movimento satanico basato sulla teoria del chaos (Shamaatae/Arckanum snocciolerà delle pillole più legate al mondo pagano-ellenico) fatto di ben precise simbologie che i Watain sfoggiano (e che faranno altrettanto i Dissection con Reinkaos). La differenza abissale fra queste due band spettacolari è che Jon & co si sono arenati musicalmente in un album stanco, che fatica a decollare, mentre Erik e i suoi hanno rielaborato il black metal svedese in maniera ineccepibile.
“Legions of black light” è un continuo cambio di passaggi lenti e veloci, melodici e anche heavy; c’è tutto il black metal svedese degli anni ’90 ma con una resa cristallina, violenta, atmosferica senza disdegnare le tipiche armonie che caratterizzano la zona geografica.
Brani come “Satan’s Hunger” o “The Serpent’s Chalice” sono entrati nella cosmogonia dei Watain creando anche una specie di trademark. “Under the Cenotaph” riesce a creare una certa atmosfera pur mantenendo solo due chitarre; riff, arpeggi, passaggi di batteria e urla disumane si alternano continuamente in questo gioco di scambi, di rituali, di invocazioni sataniche. Un parallelismo che si faceva all’epoca (e che vale ancora) è fra Casus Luciferi, Draco Mit Sihi Dux degli Ondskapt, le rispettive dipendenze da De Mysteriis Dom Sathanas e le rispettive evoluzioni da parte di entrambe le band. Sia gli Ondskapt che i Watain partono dal caposaldo dei Mayhem per poi evolvere in una maniera, personale ma se Acerbus &co insistono sulle dissonanze, sui lunghi arpeggi col tremolo, sulla percussione di tutte le corde una per una, i Watain sono più compatti, diretti e, piuttosto scelgono di utilizzare il modo in cui veniva suonato il basso su De Mysteriis...: creando dinamismo nei riff più lunghi e ripetitivi (”The Serpents Chalice” è sempre uno degli esempi migliori per capire questo tipo di songwriting, soprattutto alla fine, quando il brano diventa decisamente più heavy).
Se Casus Luciferi era la puzza di incensi per avviare il rituale, Sworn to the Dark è l’avvolgimento totale in esso, denso di presenza maligna.
Drastus "La Croix de Sang" - Full Album
Verberis | The Apophatic Wilderness | 2024
New Zealand Black/Death Metal
For fans of Deathspell Omega