DIARIO DI UNA VACCINAZIONE
29.05.2021
Il giorno è arrivato, il momento è arrivato. Oggi mi vaccino contro il virus malvagio.
Arrivo al centro vaccinazioni allestito per l’occasione in un polo fieristico. Non c’è coda all’ingresso e percorro velocemente il percorso creato con le transenne per entrare, sono in anticipo di venti minuti sui dieci minuti richiesti come anticipo per la somministrazione del vaccino. Io ritardatario cronico mi stupisco di questo, va beh aspetterò.
All’ingresso un addetto mi chiede cortesemente di prendere una mascherina da un contenitore che mi porge, quella che indosso a quanto pare non serve a nulla. - Prenda una di queste per favore. - La mia non va bene? - Si sente figo con quella mascherina? - I-io, no, non credo. - Così nera intensa, che raccoglie la barba e le sta aderente sul naso seguendo il suo volto. - Beh si in effetti è comoda. - Si sente figo? - No, le dico di no. - Bene allora non avrà problemi a prendere una mascherina chirurgica. Prendo e indosso in un angolino, quasi a vergognarmi, la mascherina chirurgica.
ORE 17:40 Entro nell’edificio, mi accoglie un altro addetto che mi punta un specie di macchina fotografica mista a un binocolo con parti assemblate di teodolite. Come quelli usati dai geometri per i rilievi topografici.- Nelle foto non esco bene. - Come scusi? - Dico che nelle foto non esco mai bene, se vuole entro e mi riprende mentre non guardo… con espressione naturale. Se mi metto in posa esco male. - Guardi che le devo solo controllare la temperatura. - Ah. Mi scusi.
ORE 17:41 Secondo passaggio, un’addetta mi preleva il numerino per l’attesa:- Lei è il numero 230. - Quando l’estrazione? - L’estrazione? Guardi vada a sinistra c’è una sala d’attesa grande e aspetti che la chiam – la frase viene interrotta da una voce all’altoparlante “Numero 230, cabina 17!” – l’hanno chiamata ora! - Ho vinto qualcosa? - Ma… vada, vada che tocca a lei.
ORE 17:43 Arrivo alla cabina 17, mi accoglie un medico.
- Lei è Libero De Mente? - Si, ecco il documento e la prenotazione. - Bene. - Però manco l’attesa, eh? - Cioè? - L’attesa dico, stare in sala a friggere un po’. Leggere i commenti dei complottisti novax per sentirmi in affanno. Cioè così diretto appena entrato. - Perché tutto questo, mi scusi? - Ma scusi, l’attesa della vaccinazione non è essa la vaccinazione? Mi guarda fisso il dottore – Lei è sicuro di stare bene? - Sissì. Che vaccino posso scegliere. - Nein nein! Qui faccino zegliere noi, kaiaro? - Ja! - Però lei mi è simpatico, guardi abbiamo una vasta scelta di vaccini – e comincia a illustrarmeli cortesemente – Abbiamo l’AstraSeneca a base di cultura, istruisce il vaccino e gli chiede gentilmente d'istruirsi e non fare il barbaro. Consigliato da Alberto Angela.Poi abbiamo il Pfeiffer, le verrà inoculato direttamente da Michelle Pfeiffer. Se sarà fortunato le apparirà anche l’attore Al Vaccino che le reciterà il monologo tratto da “Ogni maledetta domenica”. Figata.Come terza scelta le offriamo “Classica”, il vaccino somministrato con in sottofondo l’Aria sulla quarta corda di Bach” e la presenza di Piero Angela che racconta di come si stiano estinguendo gli uomini che “sanno quello che vogliono”.Ultimo vaccino, ma non meno importante, Gionson & Gioansen. Lascia la pelle liscia e lubrificata. Oliosa e profumata, ottimo per combattimenti da wrestler o per coppie nei Motel. Lussurioso.Cosa fa il prossimo giovedì sera - Guardo Ulisse con Alberto Angela. - Bene, esca da qui e segua il corridoio e vada nel settore di somministrazione di AstraSeneca.
ORE 17:53 Seguo il corridoio con le indicazioni, arrivo nel settore AstraSeneca, mi viene indicato di mettermi in fila a un’altra cabina, la numero 17 (ancora!)
ORE 17:57 Il mio turno è arrivato, un medico mi si avvicina e dandomi del voi mi chiede: - Voi mi potete dare i documenti? - Noi glieli diamo, eccoli. - Voi chi? - Noi, le ci ha dato del voi. - Lei sente delle vocine? - Si, spesso. - Ok, allora tutto a posto.
ORE 17:55 Si avvicina l’infermiere con la siringa.- Quale braccio preferisce? - Oh guardi per me è lo stesso. - Lei ha una proficua attività sessuale? - Io? Cos’è il sesso? - Lei è mancino? - No. - Ok, allora braccio sinistro.
ORE 17:58 L’ago entra, il liquido entra in me. Ora il bastardo che ha ucciso decine e decine di persone che conoscevo è dentro di me. Anche se istruito e non più barbaro. Mi si avvicina i dottore – Voi, cioè lei e le sue vocine, quando arrivate a casa prendetevi una Taichipirinha 1000 con lime o dell’Oki con ghiaccio, agitato e non mescolato. Attenda quindici minuti nella prossima sala prima di andare a casa.
ORE 18:00 Raggiungo la sala di attesa post vaccino.Tutto bene, credo che le sensazioni che sento dentro di me siano più dovuti alla mente e a tutto quello che ho letto, che altro. Dopo cinque minuti una mano si posa sulla mia spalla.- Tutto bene? - Tutto bene graz… ooh, ma lei è Alberto Angela! - Si sono io – sento in sottofondo la musica di Heart of Courage dei Two Steps From Hell – ora sei divulgato mio caro. - Mi sento un po’ strano Alberto. - Sono le legioni degli anticorpi che stanno marciando in te. - Davvero? - Si delimiteranno i confini dell’impero appena sotto la tua pelle. - Ma tu non porti la mascherina. - Io alito cultura, che annienta ogni virus. Compreso quello del “ho sentito dire”. Passo i restanti minuti ascoltando Alberto che mi spiega come sebbene indossi spesso un completo blu con la camicia nera, risulti comunque un euro manzo di eleganza. Di come studi scientifici dimostrano che, tra i vaccinati, si sia abbassata la percentuale di quelli che usavano dire “se avrei”; che una delle prossime puntate di Ulisse sarà dedicata alla ricerca, si alla ricerca di tutte quelle persone che hanno seguito le mie indicazioni stradali, si proprio le mie, io che mi perdo anche con il navigatore inserito.
ORE 18:15 Alberto Angela si congeda – Ora è tempo che io vada – allargando le braccia e cominciando a levitare si dissolve in una nuvola di fumo, con i titoli di coda.
ORE 18:17 Esco dal centro di vaccinazione. Lei è li che mi aspetta, Scarlett Johansson intendo, mi aspetta a bordo di una Bugatti Veyron. Insieme rientriamo nella dimora che ci ha donato Tony Stark.
ORE 18:45 Il Wi-Fi a casa mia non ha mai funzionato così da dio. Sono arrivato a otto tacche e vedo DAZN, senza aver sottoscritto l’abbonamento. Per telefonare mi basta allungare pollice e mignolo di una mano e portare la mano all’orecchio, come se fosse una cornetta del telefono. Mi siedo sul divano e chiamo il centro vaccinale:- Pronto? - Pronto buonasera, sono appena stato da voi a fare il vaccino. - Mi dica tutto bene? - Guardi mea culpa, mi sono dimenticato di chiedere una cosa importante! - Mi dica – la centralinista è allarmata. - Posso mangiare la pizza questa sera? - Tu-tu-tu-tu-tu Chi tace acconsente, giusto? Che pizza sia.
Scrivo queste righe il giorno dopo, in pieno stato da farneticazione. Credo che mi sdraierò per un po’. La botta è arrivata, le legioni stanno avanzando dentro di me.
Vi ho sempre amato “sapevatelo”, non a tutti, ma qualcuno si. Dai. Pensate positivo, magari siete tra quelli.Magari no. Volete saperlo?
Sono un uomo a dieta e ho fatto il vaccino, mi sento come una donna in pre ciclo… no niente, non ho niente. Arrivateci da soli.
Quando passerà tutto tornerò alla mia grama vita. Sicuro.
Per ora godiamocela, mi chiama Scarlett, devo andare. Ciao.










