{solo il desiderio di potermi abbandonare nei miei discorsi con qualcuno accanto che mi accompagni, senza sapere dove stiamo andando}
zoe 23.11.23

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{solo il desiderio di potermi abbandonare nei miei discorsi con qualcuno accanto che mi accompagni, senza sapere dove stiamo andando}
zoe 23.11.23
Cerco sempre di stare più alla larga possibile dalle persone che, qualunque discorso si faccia, hanno sempre da ridire e da criticare qualcuno o qualcosa sull'argomento. Anche se gli stai dicendo che è giovedì e la mamma ha fatto gli gnocchi.
Per fortuna li riconosci subito: hanno lo sguardo cattivo, il volto rincagnato e la pelle triste e rinsecchita di chi mangia mipiacecosì.
Dicevano che la felicità era per gli stupidi
@itsmyecho
La principale causa di morte dei rapporti umani | Immanuel Casto | TEDxPisogne
La mia precedente relazione stabile è stata con un uomo di San Francisco. Una relazione intercontinentale quindi molto costosa da portare avanti. Certo mi riferisco ai soldi ma anche costosa a livello emotivo, di sacrifici lavorativi e sociali. Però ne valeva la pena. Il punto è questo, cioè quando ne vale la pena si fanno cose che magari sulla carta non avremmo mai fatto. Poi progressivamente la relazione si è svuotata dall'interno, finché ho sentito che non ne valeva più la pena; ciò che ottenevo dalla relazione non valeva le risorse che io pagavo per stare nella relazione che era diventata un cattivo investimento emotivo. Una relazione che è stata forte per lungo tempo, stavamo anche pensando di sposarci, è rimasta uccisa da un male silenzioso molto molto comune che oggi chiamerò la sciatteria. Su questo ci torneremo. Io ho un approccio estremamente irrazionale all'affettività, proprio ne parlo in termini fiscali. Mi raccomando non c'è un modo giusto di parlare d'amore ci sono preferenze soggettive, ne si può parlare anche in termini spirituali ma oggi non lo faremo, oggi ne parliamo in termini commerciali però. Secondo me la principale causa di morte dei rapporti umani in generale è nella sua tetra semplicità: il darsi per scontati, atteggiamento che trovo ben riassunto nel termine sciatteria - parola un po' desueta. Temo che il darsi per scontati, dare per scontata l'altra persona, sia proprio la naturale evoluzione - purtroppo - all'acquisizione di una certezza affettiva l'idea che se abbiamo un rapporto di qualsiasi natura "Vabbè andrà avanti da solo in maniera spontanea". Ecco, no. L'idea che l'altra persona ci sarà sempre - che poi ce lo diciamo proprio noi "io per te ci sarò sempre", cioè è molto bello da dirsi, però ho scoperto che questa cosa non è da prendere alla lettera, ci sono sempre in realtà delle condizioni anche se non si esplicitano per mancanza di consapevolezza o diseducazione alla comunicazione emotiva. Infatti adesso parliamo un attimo di questo: per evolvere dovremmo proprio capire collettivamente molto bene la differenza tra innamoramento e amore. Le commedie romantiche non raccontano storie d'amore, sono storie di cotte, di innamoramenti che è una cosa bellissima eh cioè l'innamoramento ricambiato è una delle emozioni più forti che si possano provare, però è una cosa diversa dall'affetto poi stabile duraturo, quei film finiscono prima che inizi l'amore. Il film finisce quando i protagonisti possono mettersi insieme risolti i problemi che li tenevano distanti per tenere in piedi la narrazione in sostanza. A me piace dire che l'innamoramento è come un superalcolico di entrambe le cose. Infatti diciamo che da alla testa, non riusciamo a ragionare, siamo storditi, è anche bello eh, ripeto mi raccomando non sto minimizzando questa cosa al contrario. L'amore però è come l'acqua, è trasparente, non sa di molto diciamolo però ti tiene in vita, lo bevi tutti i giorni e ti tiene in vita. Limitiamoci a dire che nel passaggio dall'innamoramento le farfalle nello stomaco, a volte proprio avvoltoi nello stomaco, lasciano spazio a qualcosa di meno intenso ma molto più duraturo, sostenibile, la fiducia per evolvere.
“La voglia di baciarti
in qualsiasi situazione,
in qualsiasi posto,
in mezzo a qualsiasi folla,
a metà di qualsiasi discorso
davanti a qualsiasi persona,
a qualsiasi ora.
È estenuante.
Sfiancante.
Mi divora.
Ti prego,
fa che non mi passi mai.”
— Sofocle, Antigone
Sopra a un'onda che mi tira su 🎶 Rotolando verso Lourdes 🎶
Come a Lourdes, quanti miracoli su questi social.
Possiamo stare comodi nella nostra comfort zone ed essere chiunque vogliamo, che volte è un peccato incontraci dal vivo.
Qui nel virtuale possiamo sempre essere un "ahahahah" mentre la vita, lì fuori, è un teatro dell'orrore.
Possiamo indignarci con chiunque e per qualsiasi cosa, tanto l'indignazione è un leitmotiv qui, buono anche per mascherare quelli a cui realmente gli rode il culo.
L'amore, ah che spettacolo qui dentro. Un circo di single sposati e single per legittima difesa. Alcuni credono di trovare il sogno nel cassetto, ma qui dentro siamo in un cassonetto.
Meglio ubriacarsi o amarsi? Non lo so, ma molti di voi sono fatti l'uno per l'alcol.
Anche io mi innamorai follemente, ma la psichiatra mi disse che "lei" non esisteva.
Forse la mia vita è una puntata pilota, poi aggiusteranno le cose per la serie vera e propria. Credo.
Esiste gente che di social campa, altri che sopra i social vivono, ma sotto i social molti crepano. Un po' come la capra e la panca.
Se potessimo inserire il tempo e gli sforzi, usati nei social, nei nostri Curriculum saremmo come quelli che dopo la Laurea hanno fatto un Master. Dalla Laurea della strada al Master sui marciapiedi.
Un aspetto utile dei social sono i ricordi, ovvero la possibilità di rileggere ciò che abbiamo postato anni prima. Così da comprendere che con l'avanzare dell'età e dell'esperienza si stava meglio prima, quando non si capiva una mazza.
Beati i rincoglioniti perché sono felici, dicono. A questo punto della vita miro a un'anzianità felice, sperando nella demenza senile.
Che alla fine l'esistenza, di chi ha preso coscienza, si racchiude in una scelta tra vivere con gli ignoranti o vivere da ignorati.
Forse, invece di pubblicare i miei pensieri sui social, dovrei iniziare a bere come fanno in tanti. Tanto domani è un altro porno.
E sono d'accordo con me.
Il discorso di Piantedosi.
Un’ultima cosa…