C’era una volta… il Beautiful Day
Domenica scorsa 1 dicembre, arrivando alla nona edizione del Beautiful Day, ho visto la coda per entrare al Teatro dal Verme di Milano, e dentro lo staff di EKIS, come fiammelle con magliette rosse, che accoglievano e sorridevano.
Sono andata a prendere il mio cartellino da addetta stampa, e con in mano la lista degli ospiti ho pensato: questa sarà una di quelle giornate di grande ispirazione. Pensando poi che tutto era in favore della Fondazione Magica Cleme, che aiuta bambini gravemente malati e le loro famiglie, essere lì era la cosa migliore senza ombra di dubbio.
Il tema di quest’anno è stato “Ritorno al futuro”, per prendere in mano il timone della nostra vita e ritornare a pianificare, a fare progetti. E questa cosa dell’ispirazione l’ho pensata più volte man mano che sentivo le persone che salivano sul palcoscenico.
Ora che il tempo necessario perché i fatti si tramutassero in parole è passato, dopo aver scritto “ispirazione” ho ricordato l’insegnamento di Igor Sibaldi: “Non usare parole di cui non conosci il significato”, e per non rischiare sono andata a cercarla.
"Ispirare: viene dal latino, composta da IN in, dentro, sopra e SPIRÀRE soffiare, e anche tirare il fiato. Figurativamente instillare nell’anima un pensiero, un affetto, un disegno.”
E allora sì, sono tranquilla di aver usato la parola giusta. Le 1200 anime presenti sono state ispirate da persone diverse, e qualche vecchia idea non più funzionale ci ha alleggerito tirando il fiato.
Vi racconterò prossimamente cosa ho colto da ogni ospite di questo meraviglioso evento ideato da Stefano Monticelli e Livio Sgarbi.














