“Se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello solo dopo un temporale anche la vita forse ci maltratta un po' per poterci offrire qualcosa di prezioso.”
— L. Tangorra
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“Se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello solo dopo un temporale anche la vita forse ci maltratta un po' per poterci offrire qualcosa di prezioso.”
— L. Tangorra
Questa società.
Viviamo in un mondo in cui ci si deve nascondere per fare l'amore, mentre le violenze accadono in piena luce del sole, in cui realizzare un graffito è un atto criminale e maltrattare un toro è una forma d'arte e tradizione culturale, in cui ciò che indossiamo ha più valore di ciò che pensiamo, viviamo in un mondo in cui la pizza arriva molto prima di un veicolo di soccorso, in cui si fa fatica a stringere rapporti duraturi e sinceri e gli animali diventano i migliori amici dell'essere umano, in cui non si vogliono trovare soluzioni ai problemi ma si impara a conviverci.
“Quando la vita ti maltratta,
ci sono canzoni
che sanno accarezzarti
meglio di tante persone.”
— A. Curnetta
“Quando la vita ti maltratta,
ci sono canzoni
che sanno accarezzarti meglio di tante persone.”
— A. Curnetta
Negli Ottanta era tipico maltrattare i ragazzi dandogli dal leggere "Cuore" di Edmondo De Amicis: una raccolta di mini racconti catto-orridi, scritta con lo scopo di esaltare le vite di bambini poveri, sfigati e tonti al cubo.
La Quarta Rivoluzione, La Rivoluzione Affettiva
La quarta rivoluzione è la rivoluzione affettiva, quella che rifiuta ad ogni costo ogni forma di maltrattamento e uso della forza. Abbiamo già parlato dell'esistenza della gentilezza in Natura. Un’altra cosa che in natura non esiste è la parità. Anche questa è, prima di diventare realtà, una fantasia. Come quella che racconta che, a un certo punto della nostra storia, gli umani si siano divisi in due tribù: i sissipole, che pensavano sempre più al senso della possibilità che a quello dell'impossibilità. I sissipole pensavano che tutti erano pari tra loro. Non solo i maschi e le femmine ma anche gli adulti e i bambini, tanto è vero che pensavano che era la parità a rendere possibile la gentilezza. La gentilezza genera un connettivo, non solo tra noi umani, ma anche con tutto quello di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Tutte le volte che non siamo gentili generiamo invece dei detriti relazionali. In parte questi vengono assorbiti nella relazione che ognuno di noi ha con sé stesso, e in parte vengono trasferiti a persone con le quali siamo in relazione, anche in relazione di prossimità. Questo succede perché abbiamo sperimentato che non è così grave rinunciare alla gentilezza pur di ottenere risultati che vogliamo ottenere. Il nostro senso della possibilità genera sia la gentilezza che il maltrattamento: dipende da come lo orientiamo. Ci sono state tre rivoluzioni nella storia dell'uomo sapiens. La prima è stata quella del pensiero. Abbiamo imparato a pensare. Read the full article
Maltrattare Per Educare Educa A Maltrattare
Maltrattare per educare, anche con minime dosi di scortesia, alla lunga può portare più svantaggi che vantaggi. L’educazione si dimostra gentile se tutto va secondo i suoi progetti. Ma, appena qualcosa non va come prevede, torna a frequentare un vecchissimo compagno di viaggio, il maltrattamento. Il quale nel frattempo si è molto evoluto e raramente ricorre a quelle forme inaccettabili di punizione fisica. Ma si lascia ancora tentare da ogni tipo di punizione affettiva. Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre.Sydney J. Harris Sappiamo bene come fare. Prima di tutto l’insistenza. Il motto è "forzalo un po’ e vedrai che alla fine raggiungerai il risultato che volevi". Non vuole andare all'asilo? Forzalo un po’. Gli serve a imparare che non può sempre fare quello che vuole. Soprattutto in campo affettivo. Se si sente meno amato non importa. Tra poco dimenticherà tutto. Non c’è un bambino che ricordi come abbia iniziato la sua relazione con l'istituzione scolastica. Si ricorda, però, che si è sviluppata con un affetto decrescente. Molto all’asilo, meno alle elementari e poi sempre meno, a mano a mano che cresceva l’impegno cognitivo. Quello che voglio sottolineare è che noi decidiamo, per i nostri bambini, che una certa dose di adattamento alla scortesia, al maltrattamento, è indispensabile per ottenere i risultati voluti. Non solo sul piano pratico ma anche sul piano relazionale. Read the full article