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art by Johanna Tarkela
Tu l’hai visto Bitten?
3 stagioni x 10 episodi
a vedersi ho pensato di poterlo divorare in tempi ristretti, considerati i record che ho macinato in passato con serie TV ben più articolate in trama e puntate, invece ho avuto la necessità di assaggiare a piccoli morsi questo sci-fi controverso.
Dunque abbiamo una protagonista femminile, unica nel suo genere, nella sua razza, nelle sue capacità. Tipo il giochino: cosa faresti se fossi l’ultima donna sulla faccia della Terra? Elena Michaels in un certo senso lo è.
Si presenta sin da subito nel suo tormento interiore, quando si dice che la donna porta in sè una serie infinite di seghe mentali tra cuore e cervello, la prima stagione ne è un’alta manifestazione. Non accetta la nuova natura che le è stata concessa, non accetta la doppia vita, non accetta l’isolamento, ma si sente legata alle regole di quell’alpha che l’ha aiutata nel momento difficile e dalle cui labbra continua a pendere anche quando le confessa di aver manipolato la sua relazione personale con il creatore (mannaro che l’ha contagiata) non che “uomo della sua vita”. La prima stagione è un tira e molla tra l’azione e il romantico che tenta di non eccedere nel mielenso paradossale e con difficoltà, ci riesce. Colpi di scena interessanti, l’effetto molla che ti spinge ad iniziare la seconda stagione non manca il che significa che non è andata male.
E qui inizia il mal di pancia. Il primo branco della storia che si lega e si svela alle streghe, una congrega fin’ora apparentemente sconosciuta, nessuno pare sapesse che il mannaro è originato da una maledizione scaturita da una strega contro un uomo e che pertanto la minaccia alla congrega rischia di modificare la vita anche di ogni mannaro. Elena mossa dal sentimento di vendetta si schiera in difesa dei contagiati e diventa una sanguinaria, una perla rara, pedina indispensabile per il branco di Stonhaven. Un cambio di rotta non indifferente, motivato da una trama stabile, ma comunque piuttosto repentino se si vanno poi a considerare i tempi narrativi. Dunque tra alti e bassi, sfide e minacce, la seconda stagione finisce di -- cacca. Vengono sciolte le briglie al romanticismo che diventa smielenso ed a tratti insensato, la conclusione dei fatti fa un po’ acqua da tutte le parti e nodi interessanti vengono sciolti con brutale semplicità in una manciata di secondi. L’amore “impossibile” tra Nick e Paige ( ndr, che non è la Paige di Streghe!) maledetto e fattucchiera, sarebbe stato un interessante sconvolgimento delle redini del gioco, delle velate e passionali scene di sesso ben costruite dopo le quali mi sono chiesta come fosse possibile che lei non fosse rimasta incinta. Invece il povero bel mannaro scanzonato redento della sua vita di vizi e belle donne, viene friendzonato e la stagione finisce lasciandoti l’amaro in bocca.
Sinceramente? Mi sono chiesta se valesse la pena iniziare la terza stagione, l’ultima sperando fosse una degna conclusione e che magari recuperasse un po’ lo stile. Ho ceduto al leggero disturbo o.c. che mi viene per queste cose ed ho iniziato a seguire la guerra tra branchi: prima gli spagnoli, poi i russi, vecchie questioni irrisolte, relazioni interpersonali in bilico, i giochi mentali distanti dalla natura selvaggia del lupo della seconda stagione sono sostituiti da strategie belliche degne di uno scacchista. E’ una trama che si concentra sulla lotta tra la ragione umana e l’istinto bestiale e che finisce col tentativo di convogliare ambo le sfere in una quanto più pacifica convivenza, personale e sociale. Il futuro immaginato da Elena non è confermato, resta una sua speranza, ma del resto non si può dire che si siano sforzati molto ad immaginare o sbilanciarsi di più gli autori di Bitten. Dall’inizio alla fine hanno percorso un sentiero sicuro, hanno mostrato la vita del mannaro canonico dal più al meno controllato, con sfide diverse e scelte narrative cicliche e ripetitive.
In conclusione una serie mediocre che si lascia guardare, che tenta di darsi quel tocco thriller-psicologico con un pattern predominante grigio/verde, ma che sbaglia spesso le scelte sonore, in compenso il fonico non se l’è cavata male seppure abbia sentito la mancanza di qualche cinguettio spesso, dispersa nelle sequenze nei boschi o nella fitta vegetazione in cui si svolge 3/4 della storia generale. Gli attori rientrano nei canoni americani: bellocci a iosa, fissità costante, poca espressività, sguardi truci, petti nudi che non racconto. Personalmente ho apprezzato molto Nick nell’interpretazione di un mannaro di nascita al passo con i tempi e le situazioni, camaleontico e pedone costantemente presente nelle dinamiche di branco, senza mai perdere di vista i bisogni umani e che lo rendono “più normale” di chiunque altro.
« Devi rinchiuderci il cane che hai portato alla mia festa senza avvisarmi? »
- Pensavo il tuo momento preferito fosse essere libero nei boschi. - Io odio essere un mannaro, Seb. Quindi l'unica cosa bella sono le tue attenzioni dopo. - E se trovassimo un modo per renderlo più bello? Potrei studiare per diventare un Animagus. O mandarti il mio patronus nelle notti di Luna Piena. - E’ pericoloso. Non esiste. - Diventare Animagus? E tutte le maledizioni che ho subito? Almeno questo è un pericolo che scelgo di correre io. (per te)
« Non ci ho pensato, scusami. » E lo pronuncia con strana innocenza, per essere lui. « Non ci ho davvero pensato. » Piega il capo verso il basso, mordicchiandosi poco dopo le labbra e gonfiando il petto d’aria poco dopo, lasciandosi andare ad un respiro abbastanza sonoro, che vorrebbe rilassarlo, alla fine dei conti. « Dentro di me faccio un po’ il tifo che possiate diventare amici e fare branco »
« Quella che hai salutato non poteva essere Anne » spiccio, « premettendo che fosse l'unica come me alla festa, è comparsa per un attimo e poi improvvisamente è svanita nel nulla. Io posso avvertirla, come lei può avvertire me e chiunque sia un "essere" » provando a dargli una spiegazione sulla vicenda. « Una persona che sparisce nel nulla non è una persona che ha buone intenzioni, ero preoccupato per te »
«Branco?» riprende poi, ora deridendolo apertamente. «Smetti di parlare di cose che non sai, ti rendi solo ancora più ridicolo. O sei davvero convinto che dividere il giaciglio con un cane faccia di te un esperto in materia?» i branchi non si creano a tavolino perché quando succede, come ad Hogwarts, le cose non possono che finire male. «Non esiste un Beda per i Mannari, Waleystock.»
« E come ha fatto a sparire nel nulla? » Sospira « Forse voleva nascondersi da te pensando io non ti abbia detto di lei? Si può fare? Magari stava soltanto proteggendo se stessa e allora è fuggita appena ti ha sentito. »
« So che c'era, c'era qualcuno e poi si è dileguato e se c'era solo Anne come me lì dentro...mi viene da pensare che l'abbia fatto di proposito » tutto lì, congetture le sue. « Non abbiamo facoltà di questo tipo, forse ha usato la magia » perché è l'unica opzione. Il labbro che continua ad essere torturato.
«Non è della generalità dei miei simili che parlo. Parlo di me» quella che voi stupidi Grifondoro mettete sempre in secondo piano, nell`egoismo delle vostre scelte che non definireste mai come tali, perché i figli di Godric non fanno certe cose. «E se mi conoscessi anche solo un briciolo sapresti come sono fatta» non in quanto Mannara, Seb, ma in quanto Occlumante. Spia. Membro segreto della Lega. Niente della sua vita è pubblico se non lo decide lei, neppure una stupida adozione.
« Anne non mi farebbe mai niente. Vive dandomi fastidio, ma mi vuole bene a suo modo. E poi non avrebbe corso il rischio di rovinare la sua stessa festa. A casa sua, poi. »
« E se tu conoscessi me, Anne » ma lo conosce, lo sa che è così « sapresti che ti proteggerei sempre, anche se non hai bisogno di certo di protezione da me. Ma ti sono sempre stato fedele sempre. » un piccolo broncio curva le labbra verso il basso, in una smorfia a dir poco triste. « E’ per questo che mi dispiace. Perché non è mai voluto essere un attacco a te. Volevo solo fartelo conoscere e non ho visto che la mia enfasi poteva recarti danno. »
« Non mi fiderei, fossi in te, a prescindere »