art by Johanna Tarkela

seen from Russia

seen from United States
seen from Argentina

seen from United States
seen from Russia
seen from Russia
seen from Malaysia

seen from Italy
seen from United States
seen from Germany
seen from United States
seen from Italy

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from T1
seen from Ukraine

seen from Ireland
art by Johanna Tarkela
Il licantropo e il femminile: storia di un corpo selvaggio
Tra le molte creature che popolano la mitologia e la letteratura dell’orrore, il licantropo è spesso associato all’uomo: bestiale, violento, in balia dei propri istinti. Ma a ben vedere, la figura del lupo mannaro nasconde una potenza simbolica profonda, soprattutto quando viene letta attraverso la lente del femminile. Non solo perché la trasformazione fisica, ciclica e incontrollabile richiama da vicino l’esperienza dei corpi femminili, ma anche perché il licantropo infrange quei confini che la cultura patriarcale ha cercato a lungo di tracciare – tra umano e bestiale, tra ragione e desiderio, tra cultura e natura.
“La donna che corre coi lupi è quella che ha memoria lunga, corpo indomito e istinto vivo.”
— Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi (1992)
Corpo, sangue, trasformazione
Il corpo della licantropa è un corpo che cambia. Si deforma, si espande, si lacera, si apre alla metamorfosi come un ventre che accoglie o come un ciclo mestruale che ritorna. Non a caso, molte narrazioni gotiche e horror al femminile hanno saputo rileggere il mito del licantropo come una metafora della pubertà, del risveglio sessuale e della repressione sociale del desiderio.
Un esempio potente è il film Ginger Snaps (2000), dove la protagonista Ginger inizia a trasformarsi in licantropa proprio in corrispondenza del menarca. Il sangue è al centro del racconto: sangue mestruale, sangue violento, sangue desiderato. È lo stesso sangue che la società ha sempre cercato di nascondere, etichettare come impuro, contenere.
“Il licantropo è una creatura ciclica. La luna lo comanda. Ma cos’altro è la luna, se non il segnale celeste di una trasformazione tutta femminile?”
— Marina Warner, From the Beast to the Blonde (1994)
Istinto e desiderio: la creatura che rifiuta il controllo
Nella figura della donna-lupo si nasconde una forza sovversiva. Il suo istinto è ciò che la società patriarcale ha sempre temuto: la passione che travolge, la rabbia che esplode, l’eros che non si lascia domare. In questo senso, la licantropa è una sorella della strega: entrambe punite per il loro rifiuto della docilità, per aver scelto di essere corpo fino in fondo.
Il licantropo non finge. Non addomestica. La sua esistenza è lacerazione, urlo, pelle che brucia. E quando è donna, questo processo assume un significato ulteriore: è il ritorno alla carne, al diritto di sentirla, usarla, viverla senza essere giudicata o moralizzata.
“Le donne furono chiamate lupi per millenni. Il che dimostra che gli uomini sapevano benissimo cosa fosse un lupo.”
— Clarissa Pinkola Estés
Femminismo, metamorfosi e potere
Autrici contemporanee come Angela Carter, Tanith Lee e Kelley Armstrong hanno recuperato la figura della licantropa non come mostro, ma come archetipo di potere e rinascita. Carter, nel suo racconto The Company of Wolves (1979), reinterpreta Cappuccetto Rosso in chiave erotico-femminista: non più preda, ma colei che decide di spogliarsi e accogliere la bestia, in un gesto di consapevole abbandono all’istinto.
In Wolf (2008) di Gillian Cross, la protagonista adolescente scopre che la trasformazione del corpo non è una maledizione, ma una forma di forza ancestrale che riscrive le regole della vulnerabilità. E in Women Who Run With the Werewolves (titolo volutamente parodico ma significativo) appaiono raccolte di racconti scritti da donne che esplorano proprio la relazione tra genere, metamorfosi e potere.
In queste narrazioni, il lupo non è nemico ma compagno di strada. Non è qualcosa da temere, ma da comprendere, assecondare, interiorizzare. L’ibridazione tra umano e bestiale non è perdita di umanità, ma ampliamento dell’identità.
Alcuni titoli da leggere
Se vuoi esplorare questa tematica attraverso la narrativa, ecco alcuni titoli che affrontano il mito del licantropo in chiave oscura e profondamente femminile:
Angela Carter, The Bloody Chamber (1979) – In particolare il racconto The Company of Wolves, ispirato alla fiaba ma intriso di erotismo e consapevolezza.
Patricia Briggs, Moon Called (2006) – Una serie urban fantasy con una protagonista forte e indipendente che vive (e subisce) la sua natura di mutaforma.
Stephen Graham Jones, Mongrels (2016) – Anche se non centrato sul femminile, è una delle riletture più originali e crude del mito licantropo.
Kelley Armstrong, Bitten (2001) – Una delle prime serie ad avere una licantropa donna come protagonista, in lotta con il branco e con sé stessa.
Tanith Lee, Lycanthia (1981) – Un fantasy gotico che mescola desiderio, metamorfosi e decadenza.
Ginger Snaps (film, 2000) – Non un libro, ma imprescindibile per chi vuole esplorare la licantropia come metafora della pubertà femminile.
Werwolf - Artpril 17
Ein Oc für so ner Welt an der ich tüftle. Ich muss mich noch für einen Namen entscheiden, ich denke grad an Inno. Der Arme wird nicht wieder zum Menschen werden, weil er Schutz vor den Jägern bei Unserer Mutter Der Hexe gesucht hat.
An OC for a world I've been planning stuff with. I still need to decide on the name, I' m pending on Inno. Poor thing won't turn back into a human, for he asked asked Our Mother The Ogress for protection against hunters.
Un personaggio per un mondo a cui sto lavorando. Non ho ancora scelto il nome, ma pensavo a Inno. Il poveretto non tornerà ad essere umano, perché cercò protezione dai cacciatori da Nostra Madre L'Orchessa.
Outfit Board su Clawdia Wolf!
I LUPI MANNARI DEL BAYOU: leggende, misteri e realtà
Immagine creata con IA Il Bayou, un intricato sistema di paludi, corsi d’acqua e foreste nel cuore della Louisiana, è da secoli un luogo di storie e leggende. Tra i racconti più affascinanti e spaventosi della regione si trova quello dei lupi mannari del Bayou, conosciuti localmente come i “rougarou”. Questo mito si intreccia con la ricca tradizione orale cajun, influenzata da credenze francesi,…
View On WordPress
Un Popolo di Pecore, Crea una Civiltà di LUPI........
Domanda per le ragazze:
MA SOLO IO MI FAREI SBRANARE E MORDERE DA LORO DUE? CHIEDO EH.😂😂
No, a parte gli scherzi...ma quanto sono belli?😍
Io amo entrambi sinceramente.