Una banda di 7 ragazzini trova in un prato un neonato apparentemente abbandonato e decidono di sfruttare l'occasione per racimolare qualche soldo
#robertochevalier #massimogiuliani #lorisloddi
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Una banda di 7 ragazzini trova in un prato un neonato apparentemente abbandonato e decidono di sfruttare l'occasione per racimolare qualche soldo
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L’ultimo libro di Massimo Giuliani.
Intenso ed esaustivo Le terze tavole (Edb), di Massimo Giuliani, è più di un rendiconto di ciò che consegue, sul piano filosofico, dalla Shoah. La mia recensione su “Avvenire” del 20 luglio scorso.
Divorzio alla Romana
La pièce di Stefano Reali, Divorzio alla romana, diretta da Renato Giordano, che ha per protagonisti Massimo Giuliani, Gabriella Silvestri e Fabio Avaro, lo scorso 4 ottobre ha inaugurato la nuova stagione del Teatro Manzoni. La grande comicità della protagonista maschera in realtà un vero dramma fatto di solitudine. (more…)
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Massimo Giuliani e la filosofia ebraica
Massimo Giuliani e la filosofia ebraica. Su “Avvenire” del 19 settembre la recensione al libro di Massimo Giuliani La filosofia ebraica, edito da La Scuola.
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«Solo un uomo ha tentato un’impresa simile, quella di tradurre da solo i tre testi sacri di ebraismo cristianesimo e islam, e quest’uomo è stato André Nathan Chouraqui». Così scrive Massimo Giuliani nella prefazione di Lettera a un amico arabo nell’agosto del 2007. Prosegue: «È stata la modernità (invenzione dell’Occidente, di cui pure gli ebrei fanno parte) ad avere interrotto, spesso in modo doloroso e traumatico, i modelli culturali e i rapporti sociali che hanno prevalso nella “casa dell’Islam” per circa un millennio». In un momento come l’attuale la lettura di questo splendido libro che riguarda i profondi legami religiosi, anzi teologici, che uniscono il giudaismo al cristianesimo e all’Islam, scritto come lettera a un amico arabo, Ahmed Benghana, dall’ebreo francese-algerino Chouraqui che visse all’incrocio delle tre culture, è un antidoto ai veleni che la Storia secerne con dovizia e continuità.
Pare che sia giunto il momento per riflettere con tenacia su un argomento che pochi hanno contribuito a mettere a fuoco. L’osceno. L’osceno non si può archiviare facilmente, non si può ridurre a questioni di etichetta, di buone maniere, di convenienza (“questo non si dice”, “questo non va bene”). L’osceno è molto di più, o meglio: è sempre qualcosa d’altro. Come il sublime, l’osceno agisce da attrattore infinito per la creatività umana: muove dal basso, dal degrado delle periferie, dalla pancia della cultura popolare, dagli organi e dalle sensibilità da sempre considerate inferiori... e tuttavia il suo potere è sommo. Se sono vere le considerazioni che accompagnano in quarta di copertina il titolo, allora pare evidente che la rete è uno dei luoghi nel quale l’osceno compare come vero motivatore dell’attenzione e, forse con qualche certezza in meno, della creatività. Esplorare l’osceno, però, non è così semplice: sul piano concettuale e su quello iconografico. Disperso in mille rivoli e in mille declinazioni del medesimo, il rischio è la ripetitività ammansita del patinato e del luccicante, fosse anche solo l’elegante bianco e nero delle nudità esposte. In questo, e molti dei saggi raccolti nel volume lo accennano, indicando, forse paradossalmente, che là dove c’è osceno c’è sempre anche il tentativo di occultarlo, anzi che il vero compito della cultura, alla fine, è proprio quello di difendersi dalla sovraesposizione che l’osceno per sua natura comporta.
Disgusto e desiderio. Enciclopedia dell’osceno; saggi di Pietro Adamo, Pietro Barbetta, Andrée Bella, Fabio Cleto, Martino Doni, Massimo Giuliani, Pierre Lepori, Silvia Mazzucchelli, Roberto Medeghini, Davide Navarria, Andrea Ponso, Igor Salomone, Stefano Tomelleri, Enrico Valtellina, Sergio Zoretto
365 copertine Medusa Collana Grandi Saggi 11. EMIL FACKENHEIM, Tiqqun. Riparare il mondo Prefazione di Massimo Giuliani 2010 - ISBN 978-88-7698-086-2 - pp. 304. € 24,50.
365 copertine Medusa collana Hermes 22. ANDRÉ NEHER, L’esilio della parola. Dal silenzio biblico al silenzio di Auschwitz Prefazione di M. Cacciari; Postfazione di S. Quinzio 2010 - ISBN 978-88-7698-210-1 - pp. 240. € 19,50 Pubblicato per la prima volta nel 1970, e presentato qui in una nuova traduzione, questo libro è un grandioso esercizio di avvicinamento al Silenzio teologico, una pietra miliare irrinunciabile per una riflessione profonda sulle condizioni e sul destino del popolo ebraico e, di riflesso, di tutta la cultura occidentale. La Bibbia, nelle pagine di Neher, funge da filigrana per descrivere un incessante corpo a corpo con le pratiche umane più elementari: parlare, tacere, amare, odiare, soffrire. Sotto il segno di Giobbe, archetipo del giusto che patisce un’incomprensibile “congiura” ai suoi danni, ma anche sotto il segno di Saul, vero “Edipo ebreo”, e di Ezechiele, di Giona, di Abramo, di Elia, e di tanti altri piccoli o grandi protagonisti, Neher interroga le prove più dure e più feconde che hanno segnato l’esperienza biblica