" Sottomissione di Michel Houellebecq, in cui si svolge l’incontro tra i due personaggi, è uno dei pochi romanzi che sa raccontare il nuovo secolo europeo, e in particolare lo scacco culturale, oltre che economico, del continente. Chi sono i due protagonisti dell'incontro sulla terrazza dell'Istituto del mondo arabo? Mentre Mohammed Ben Abbes non esiste, il “principe saudita” esiste, anche se lo scrittore non lo dice. Per un curioso scherzo della storia, Mohammed Bin Salman diventa ministro della difesa e presidente del Consiglio per gli affari economici e di sviluppo dell'Arabia Saudita proprio nel gennaio 2015, lo stesso mese in cui esce il romanzo di Houellebecq, a pochi giorni dall'attentato alla sede di Charlie Hebdo a Parigi.
Da quel momento Mohammed Bin Salman consolida il potere, attraverso la gestione delle operazioni belliche in Yemen, che generano una tragedia umanitaria di lungo corso, e attraverso un nuovo profilo della monarchia dell'Arabia Saudita, il Paese centrale tra le petromonarchie del Golfo. In particolare, Mohammed Bin Salman lancia un ampio progetto di trasformazione dell'economia e della società saudita, Vision 2030, puntualmente amplificato dalle pubblicazioni economiche internazionali, attraverso una cassa di risonanza senza precedenti. All'inizio del 2016 viene annunciata la quotazione del gigante petrolifero Saudi Aramco, per un valore di “trilioni di dollari”, secondo le opinioni saudite riportate da The Economist. Il settimanale britannico chiede a Bin Salman se sta preparando in Arabia Saudita la rivoluzione di Margaret Thatcher, e lui annuisce con convinzione. Nel 2016 è di moda identificare il viceprincipe ereditario attraverso le sue iniziali, MBS, e rivendicare familiarità col suo profilo dinamico. MBS indossa giacca, camicia e jeans mentre incontra Mark Zuckerberg, abbigliato con la tradizionale t-shirt. Ciò desta attenzione, e in alcuni casi commozione: jeans e t-shirt segnano un tornante della storia. Il viceprincipe ereditario conquista la parola-pigliatutto del XXI secolo, “innovazione”, prima di conquistare l’eredità formale del trono saudita nel 2017, procedendo alla deposizione dell'erede designato Muhammad Bin Nayef, fino a quel momento personaggio di fiducia degli apparati americani. Fino a quando, a fine 2018, il giornalista saudita Jamal Khashoggi diviene irreperibile. È stato ucciso, e poi con ogni probabilità fatto a pezzi, all'interno del consolato saudita a Istanbul. Nelle copertine pochi mesi prima irretite dalla trasformazione saudita verso il 2030, viene esposta l’indignazione per la morte di Khasoggi, simbolo della libertà di stampa. Anche questo è il capitalismo. "
Alessandro Aresu, Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina, La nave di Teseo (collana Krisis -diretta da Massimo Cacciari e Natalino Irti- n°4), febbraio 2020. [Libro elettronico]