“In letteratura l’ odio diviene compiutamente tale quando non vi è più differenza tra ciò che un autore scrive per provocare, graffiare, indispettire e ciò che scrivendo egli attinge dal profondo della sua vita interiore. L’odio, in quanto criterio stilistico, è il coincidere di polemica e lirismo”. (Igor Sibaldi, postfazione a Il Maestro e Margherita)
“Analizzando i miei album di ritagli, ho contato nella stampa dell’ Urss, nei dieci anni della mia attività lavorativa, 301 menzioni che mi riguardano. Di esse: 3 sono elogiative, 298 ostil-ingiuriose.” (Lettera al Governo dell’ Urss)
Brucia, brucia, vita di un tempo!
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“Ah, non ascolti questa povera donna, messere! In quello scantinato da un pezzo ormai vive un’altra persona, e in genere non succede mai che tutto torni com’era.” Appoggiò la guancia sulla testa dell’ amica, abbracciò Margherita e si mise a mormorare:”Poveretta...poveretta...”.
“Non succede, dice?” disse Woland. “Questo è vero. Ma noi ci proveremo.” E chiamò:”Azazello!”.











