Mirtha Dermisache, 'Book Nº 8', 1970 – Sergio Chejfec, 'The Month of the Flies', Translated by Rebekah Smith and Silvina López Medin, Ugly Duckling Presse, Brooklyn, NY, 2024
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Mirtha Dermisache, 'Book Nº 8', 1970 – Sergio Chejfec, 'The Month of the Flies', Translated by Rebekah Smith and Silvina López Medin, Ugly Duckling Presse, Brooklyn, NY, 2024
Women in Concrete Poetry: 1959-1979
Artists and writers include Lenora de Barros, Ana Bella Geiger, and Mira Schendel from Brazil; Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Liliana Landi, Anna Oberto, and Giovanna Sandri from Italy; Amanda Berenguer from Uruguay; Suzanne Bernard and Ilse Garnier from France; Blanca Calparsoro from Spain; Paula Claire and Jennifer Pike from the UK; Betty Danon from Turkey; Mirtha Dermisache from Argentina; Bohumila Grögerová from the Czech Republic; Ana Hatherly and Salette Tavares from Portugal; Madeline Gins, Mary Ellen Solt, Susan Howe, Liliane Lijn, and Rosmarie Waldrop from the US; Irma Blank and Ruth Wolf-Rehfeldt from Germany; Chima Sunada from Japan; and Katalin Ladik and Bogdanka Poznanović from the former Yugoslavia Edited by Alex Balgiu and Mónica de la Torre
Mirtha Dermisache, "DIARIO NOº 1 AÑO 1", 1972
Mirtha Dermisache Carta 1970
MIRTHA DERMISACHE, TEXT, 1974
Mirtha Dermisache
Mirtha Dermisache, Diario No. 1, Año 1, 1972. Chinese ink and marker on paper, 46.4 × 35.6 cm.
(via Monoskop)
Ho iniziato a scrivere e il risultato è stato qualcosa di illeggibile. Di fatto l’illeggibilità è un aspetto fondamentale delle mie opere. Col senno di poi devo ammettere che tutte le mie opere creano una tensione tra i format comunicativi che offrono un quadro stabile, e il gesto di realizzazione della scrittura che offre la dimensione instabile. Forse si può dire che per me la liberazione del segno avviene all’interno della cultura e della storia, e non ai margini. In questo senso il mio è un lavoro attuale. A livello grafico, ogni volta che inizio a scrivere, sviluppo un’idea formale in grado di trasformarsi nell’idea del tempo. Il mio lavoro è caratterizzato dal movimento. Non esistono delle forme chiuse. Il mio lavoro non nasconde segreti. Sviluppo una forma fino al suo punto di massima evoluzione. Non si troverà nessun titolo in cui si faccia riferimento a un sentimento o a una dimensione psicologica. I titoli si limitano a identificare il formato, vale a dire il modo di organizzare le scritture sullo spazio del foglio ed eventualmente l’ordine di uscita in un determinato anno di produzione.