STREGHE E MISTICHE: IL CORPO IN PRIMO PIANO
Scritto da Monica Di Bernardo
Il 26 giugno 2009 su Rai3 il programma “Enigma” curato da C.Augias si è occupato di streghe e mistiche (la puntata si può rivedere sul sito www.rai3.it). Hanno partecipato al dibattito nel corso della trasmissione: E. Fattorini (storica), Luisa Muraro, L. Tomassoni (pastora valdese), un quanto mai inopportuno D. Argento, invitato forse per fare audience facendo leva sul filone strega uguale film horror? L’antropologo Lombardi Satriani e un esponente della Chiesa cattolica, immancabile in molti programmi della nostra televisione pubblica che osano occuparsi di argomenti che hanno a che fare con la religione!
Il dibattito in studio è stato molto interessante e denso di argomentazioni e di spunti di riflessione.
Una studiosa seria e femminista politicamente attiva come Luisa Muraro ha approfondito tutte le questioni poste all’attenzione dei presenti in studio ed è intervenuta per puntualizzare su fondamentali aspetti della stregoneria e del misticismo.
In particolare ha ricordato come la caccia alle streghe, l’olocausto che ha prodotto la morte sul rogo di milioni di vittime, soprattutto donne, è stata il frutto di una truffa, un inganno ideologico, politico e teologico che ha permesso di costruire la teoria del complotto, la moderna setta delle streghe al servizio del maligno che avrebbe giustificato le persecuzioni, inizialmente rifiutate dalla Chiesa che faceva riferimento al famoso Canon Episcopi.
La persecuzione delle streghe, ha ripreso la pastora valdese, ha significato il tradimento della dottrina evangelica; il centro del messaggio è divenuto infatti, in quel periodo, l’esercizio del potere in sé e non la pacifica convivenza civile. Importante l’ammissione di colpevolezza della chiesa protestante attraverso le parole della pastora; sconvolgente il fatto che il sacerdote presente in studio invitasse invece a storicizzare e a legittimare il sistema di pensiero degli inquisitori, rapportandolo all’epoca storica in cui sono vissuti. Essi si sentivano davvero sotto assedio e questo, secondo il sacerdote, non dovrebbe giustificare il loro agire ma almeno renderlo comprensibile! Davvero stupefacente ascoltare ancora parole di questo tenore da un esponente della Chiesa cattolica nel XXI secolo!
Alla fine, conclude Muraro, si afferma la medicalizzazione del corpo femminile e le streghe da indemoniate diventano isteriche, pertanto da curare e non più bruciare sui roghi, ma comunque soggetti devianti dalle norme sociali. Tuttavia precisa l’antropologo L. Satriani, diversa è la concezione della strega in alcune zone d’Italia, nel sud in particolare si ha un certo rispetto nei confronti di queste donne sapienti che rappresentano comunque una cultura dominata, ma pur sempre una cultura “altra”, che si tramanda oralmente attraverso le visioni profetiche, e che ,tuttavia, ha una sua valenza socialmente riconosciuta.
L’aspetto più interessante della trasmissione è stato non tanto in riferimento alle informazioni nuove ed inedite che i presenti in studio hanno fornito, quanto piuttosto alla modalità divulgativa con cui sono state presentate e al fatto che si parlasse in prima serata di un argomento così apparentemente ostico e lontano dagli squallidi palinsesti della nostrana tv spazzatura.
Chiare, eloquenti ed efficaci sono state le schede/filmato che hanno accompagnato il dibattito televisivo approfondendo alcuni temi ripresi e commentati poi dagli ospiti in studio.
In particolare ci si è soffermati su due casi emblematici di stregoneria: Giovanna d’Arco e Gostanza da Libbiano attraverso i fotogrammi di alcune delle più famose pellicole che hanno raccontato la loro storia (i vari film su G. d’Arco: Dreyer – Rossellini – Besson e il film su “Gostanza da Libbiano” di P. Benvenuti).
Nella seconda parte del programma si è focalizzata l’attenzione sul tema del misticismo. Rivoluzionaria la definizione che ha dato Luisa Muraro della mistica: una donna disobbediente che rivendica la libertà e cerca in Dio un amico e un riferimento immediato, piuttosto che rimandarlo nell’aldilà. Teresa d’Avila, secondo la filosofa, è stata una donna ribelle che ha osato insegnare nonostante il divieto previsto per le donne e la conseguente aperta ostilità degli apparati ecclesiastici nei confronti del suo operato.
Tutte/i convenivano alfine sul tema portante dell’intera trasmissione: cioè il fatto che a legare indissolubilmente streghe e mistiche, nonostante la diversa accezione religiosa, fosse la centralità ed esibizione del corpo femminile, oltre naturalmente al comportamento eccentrico e potenzialmente trasgressivo. In entrambi i casi si trattava infatti di donne ribelli che hanno rifiutato il ruolo subalterno cui erano confinate nella società del tempo e hanno rivendicato il diritto di parlare, seppure attraverso la parola mistica ed evocatrice legata alla visione. Le donne nel corso della storia, infatti, si sono spesso tuffate nella contemplazione e nel mondo interiore, proprio perché tagliate fuori dal resto delle attività della Chiesa e in quanto espropriate dell’esclusivo rapporto con il sacro che avevano sin dall’antichità. Gli scritti che ci hanno lasciato sono un tesoro di inestimabile valore della letteratura femminile, sottolinea Muraro, ancora tutto da scoprire.
Tema quanto mai attuale dunque, quello su cui verteva l’intera trasmissione, in passato come in questo difficile momento storico in cui, ancora una volta, le donne vengono messe in discussione proprio a partire dal corpo.
Il rapporto tra donne e corpo, quindi, può essere anche una chiave di lettura molto interessante della storia, un aspetto da cui partire per ripercorrere fenomeni ed eventi storici attraverso un punto di vista di genere.