La Grande Guerra, giorno dopo giorno: 13/05/1918 La riconquista di Monte Corno Sul Monte Corno, una delle cime del Pasubio, è da ormai tre giorni che infuria la battaglia. Le truppe italiane – composte da plotoni di Arditi, Arditi Reggimentali e unità della Brigata Murge – hanno conquistato quasi tutti gli obiettivi prefissati, la cima però rimane ancora in mano austriaca. Dalla cima gli austriaci disturbano le operazioni di rifornimento, sia di giorno che di notte. Il pomeriggio del 13, il Tenente Carlo Sabatini decide di tentare la conquista della cima, attaccando dal lato più impervio e quindi meno controllato: “una parete di roccia friabile alta 50 metri e quasi a strapiombo”. Sabatini si accinge alla pericolosa scalata insieme ad altri quattro arditi: il Sergente Maggiore Giovanni Degli Espositi e i volontari Lorenzo Brancato, Francesco Cataldo, Edoardo Torri. La salita è difficile e va effettuata nel più completo silenzio, “il nemico sembra non vigilare ma una pietra cadendo può dare l'allarme” riporta significativamente la relazione ufficiale del comando della Brigata Murge. Ma grazie a “miracoli di equilibrio”, queste le parole di Sabatini stesso, i cinque riescono ad arrivare alle postazioni nemiche inosservati. Il grido di Sabatini è selvaggio e diretto: “Bisogna ammazzarli tutti altrimenti ci butteranno abbasso”. “Mi alzai in piedi lanciando gli altri petardi” - racconta Sabatini nel suo diario - “poi sparai revolverate finché ebbi pallottole nella pistola, infine diedi mano a pugnalare. I miei compagni fecero lo stesso”. L'azione è tremenda e violenta, “qualcuno volle arrendersi” - continua Sabatini - “morì lo stesso, qualcuno volle fuggire, cadde pei dirupi, e dagli osservatori li videro e videro la lotta”. La guarnigione nemica, composta da 25 soldati e un ufficiale, è annientata, tutti morti tranne cinque prigionieri – tra cui l'ufficiale – e altri cinque bloccati in una caverna del sistema difensivo del monte. Tra gli italiani, Cataldo e Torri sono feriti. Per l'impresa a Sabatini viene concessa la Medaglia d'Oro al Valore Militare concessa inizialmente di moto proprio da S. M. il Re con decreto 3 luglio 1918, questa la motivazione nella versione definitiva: «Primo sempre ai cimenti, personificazione vera delle più elette virtù militari, con alto spirito di abnegazione e magnifico ardire, con una scalata che ebbe del prodigioso, poté primo, esempio ai quattro arditi che lo seguirono sotto i vigili occhi delle vedette nemiche, audacemente piombare su numeroso presidio avversario col quale ingaggiò violento corpo a corpo. Nessuno dei nemici fu salvo, i più furono uccisi e nella mischia rotolarono pei dirupi. Sei ne catturò compreso l’ufficiale comandante del presidio. Fattosi poscia raggiungere da forte nucleo dei suoi, si affermò saldamente sulla posizione. Monte Corno, 13 maggio 1918». Agli altri quattro arditi invece viene concessa la Medaglia d'Argento al Valore Militare con la seguente motivazione: “Mirabile esempio di estrema arditezza, mediante pericolosa scalata di circa cinquanta metri, raggiungeva la vetta del Monte e sgominava il presidio molto più forte del nucleo operante. Occupava saldamente la posizione e catturava prigionieri e materiali. Monte Corno 13 Maggio 1918”. Il Monte Corno – poi ribattezzato Monte Corno Battisti per ricordare l'irredentista Cesare Battisti qui catturato nell'estate del 1916 – è in mano italiana ma i combattimenti nella zona non sono finiti, numerosi sono infatti i contrattati austriaci che, pur riuscendo in alcuni casi a riprendere momentaneamente il controllo della cima, mai riusciranno a far sloggiare gli italiani dal monte. Nella foto, illustazione dell'assalto e una foto di quattro dei cinque Arditi - Sabatini, secondo da sinistra, insieme a Giovanni degli Espositi, Lorenzo Brancato e Francesco Cataldo. Manca Edoardo Torri, ferito e in ospedale. Tutte le citazioni sono tratte dal diario di guerra di Sabatini edito e pubblicato in queste settimane dallo storico Roberto Roseano. The Great War, day by day: 13/05/1918 Italian front, the reconquest of Mount Corno 13/05/1918 On the Monte Corno, one of the peaks of the Pasubio, the battle has been raging for three days now. The Italian troops - composed of platoons of Arditi, Arditi Reggimentali and units of the Murge Brigade - have conquered almost all the objectives, but the peak still remains controlled by Austrian troops. From their positions, the Austrians are able to disturb the arrival of supplies to the Italian troops, both day and night. On the afternoon of the 13th, the Arditi Lieutenant Carlo Sabatini decides to attempt again the conquest of the peak, attacking from the most impervious and therefore less controlled side: “a wall of friable rock 50 meters high and almost overhanging”. Sabatini will attempt the attack with only four other Arditi: the Sergeant Major Giovanni Degli Espositi and the volunteers Lorenzo Brancato, Francesco Cataldo, Edoardo Torri. The climbing is difficult and dangerous and has to be done in complete silence, “the enemy does not seem to watch but a falling stone can give the alarm” significantly states the official report of the command of the Murge Brigade. But thanks to “miracles of balancing”, these are the words of Sabatini himself, the five manage to get to the enemy positions undetected. Sabatini’s cry is wild and direct: “We have to kill them all or they’ll throw us down”. “I stood up throwing the other grenades” - Sabatini recounts in his diary - “then I fired with my pistol until I had no more bullets, then I started to stab. My companions did the same ”. The action is tremendous and violent, “someone tried to surrender” - continues Sabatini - “he died the same, someone tried to escape and fell from the cliffs, the observers saw them and saw the fight”. The enemy garrison, consisting of 25 soldiers and an officer, is destroyed, all dead except five prisoners - including the officer - and five others stuck in a cave in the mountain’s defensive system. Among the Italians, Cataldo and Torri are injured. For the action, Sabatini is awarded the Medaglia d'Oro al Valore Militare (Gold Medal of Military Valour) and the other four Arditi are awarded the Medaglia d'Argento al Valore Militare (Silver Medal of Military Valour) The Monte Corno - later renamed Monte Corno Battisti to commemorate the irredentist Cesare Battisti captured here in the summer of 1916 - is in Italian hands but the fighting in the area is not finished, the Austrians will launch several counterattacks but, although succeeding in some cases to temporarily resume the control of the peak, they will never be able to dislodge the Italians from the mountain. In the pictures, an illustration of the Arditi assaulting the enemy positions on the Mount Corno and four of the five Arditi after the action. All the quotes are taken from the war diary of Carlo Sabatini edited and published this month by the historian Roberto Roseano.















