“Quali erano le caratteristiche per cui il caso Moosbrugger [Moosbrugger è un personaggio creato da Musil, un falegname alto e forte, dall’espressione mite e bonaria, con precedenti criminali che lo avevano condotto più volte in un manicomio criminale, e che infine aveva ucciso barbaramente una prostituta di strada] destava tanto raccapriccio da essere, per due milioni di viennesi, qualcosa di paragonabile a una lite in famiglia? […] In fondo, tutti questi casi sono come fili che pendono da un orlo: se se ne tira uno, tutto il tessuto sociale si disfa”.
(Robert Musil, L’uomo senza qualità, Einaudi, Torino, 2005, Vol. 1, pp. 114 e 523).