Ciò che accomuna gli autoritari di ogni colore e appartenenza partitica, sono elementi fondamentali, che stanno cioè a fondamento della morale comune, quella che la società ha assimilato dogmaticamente per essere quel che è, e che insegna ai bambini. Questi elementi di base, riconosciuti e accettati da tutti (salvo dagli anarchici) hanno un carattere eminentemente antilibertario. Non sono moltissimi, ma sono quelli essenziali, quelli che bastano affinché la società si diriga nel verso voluto dai padroni. Uno di questi elementi è la credenza secondo cui la libertà senza ordine e disciplina porti alla catastrofe. Di fronte a questa convinzione si inchinano tutti, rossi, neri, gialli, verdi, azzurri, a pois, a strisce... non è vero? Cioè la libertà, secondo la nostra società fascista, è tale solo quando su di essa grava un controllo esterno che la disciplina. Tutti applaudono, la morale comune è salva e si perpetua, vero? Ah, l'educazione! Ma se i fatti concreti ci dicono esattamente il contrario, cioè che è proprio il controllo e la coercizione esterna a portarci alla catastrofe e a incattivirci, questo 'particolare' non interessa minimamente a nessuno. Non è un caso, dico, che il concetto della libertà sotto vigilanza altrui venne espresso chiaramente da Mussolini, quando disse appunto che 'la libertà senza ordine e senza disciplina significa dissoluzione e catastrofe'. Questa società fascista in nuce, prende i bambini, gioielli umanissimi di perfezione e antifascismo naturale, e li costringe a imparare che la libertà è sinonimo di limitazione, di costrizione imposta da norme esterne. Che grandi ossimori, ma chissene, vero? I bambini quindi imparano, devono imparare che la libertà si identifica sostanzialmente con la morale fascista, con il concetto di governo, ovvero con l'idea che sia bello, giusto, morale, educato, necessario che debba esserci qualcuno dall'esterno a imporci le sue leggi. Per difendere e giustificare questo dogma autoritario, i padroni hanno messo in piedi tutta una sovrastruttura istruttiva legata alla falsa idea secondo cui l'essere umano è cattivo di natura, ma di quest'altro elemento ne parlerò più avanti. Forse.
Paolo
fonte: La Fiaccola dell’Anarchia











