Per non dimenticare.
seen from South Korea
seen from Netherlands

seen from United States

seen from Belgium
seen from United Kingdom
seen from Yemen

seen from France
seen from United Kingdom
seen from United Kingdom

seen from United Kingdom

seen from Hong Kong SAR China
seen from United Kingdom
seen from Sweden
seen from South Korea

seen from United Kingdom
seen from United Kingdom
seen from Singapore

seen from Malaysia

seen from United States
seen from China
Per non dimenticare.
"Forse non possiamo fare molto contro l'andamento materialistico dell'attuale clima di non libertà, ma dobbiamo almeno imparare ad avvertirlo come una coercizione. Dobbiamo iniziare da qui, senza cadere nell'inganno, infatti se il mondo continua la sua evoluzione nel senso di questo impulso materialistico, arriveremo gradualmente al punto in cui sarà proibito a chi non ne avrà l'autorizzazione dallo Stato di fare qualsiasi cosa per la salute umana, non solo, sarà proibito ogni discorso che riguardi in qualche modo la scienza se non viene da coloro che per una sorta di voto si sono impegnati a non dire nulla che non vada nel senso materialistico del mondo. Oggi vi sono già molte proibizioni di cui gli uomini non avvertono la pressione, ma andiamo verso tempi nei quali saranno vietate pressoché tutte le cure non autorizzate per la salute dell'uomo, e sarà proibito a tutti parlarne, ad eccezione delle istituzioni garantite e autorizzate dai poteri materialistici."
- Rudolf Steiner, un altro pazzo che parlava a vanvera già nel 1916.
Obbligo di esibizione e possesso del green pass per docenti e ATA per recarsi a scuola dal 1° settembre al 31 dicembre 2021.
Ma non è che stiamo un tantinello esagerando?
Quando dicevo sul mio blog lo scorso marzo che si cominciava con l'obbligo per il personale sanitario e poi si sarebbe arrivati a un'imposizione sempre più massificata, mi pareva una distopia, ora è una realtà.
https://aitanblog.wordpress.com/vaccinazione-vessazione-liberta-personale-e-sicurezza-pubblica/
E non mi fate ripetere per l'ennesima volta che io ho scelto di vaccinarmi, ma questo non mi fa sentire più sicuro. E non sto parlando della sicurezza sanitaria.
Ciò che accomuna gli autoritari di ogni colore e appartenenza partitica, sono elementi fondamentali, che stanno cioè a fondamento della morale comune, quella che la società ha assimilato dogmaticamente per essere quel che è, e che insegna ai bambini. Questi elementi di base, riconosciuti e accettati da tutti (salvo dagli anarchici) hanno un carattere eminentemente antilibertario. Non sono moltissimi, ma sono quelli essenziali, quelli che bastano affinché la società si diriga nel verso voluto dai padroni. Uno di questi elementi è la credenza secondo cui la libertà senza ordine e disciplina porti alla catastrofe. Di fronte a questa convinzione si inchinano tutti, rossi, neri, gialli, verdi, azzurri, a pois, a strisce... non è vero? Cioè la libertà, secondo la nostra società fascista, è tale solo quando su di essa grava un controllo esterno che la disciplina. Tutti applaudono, la morale comune è salva e si perpetua, vero? Ah, l'educazione! Ma se i fatti concreti ci dicono esattamente il contrario, cioè che è proprio il controllo e la coercizione esterna a portarci alla catastrofe e a incattivirci, questo 'particolare' non interessa minimamente a nessuno. Non è un caso, dico, che il concetto della libertà sotto vigilanza altrui venne espresso chiaramente da Mussolini, quando disse appunto che 'la libertà senza ordine e senza disciplina significa dissoluzione e catastrofe'. Questa società fascista in nuce, prende i bambini, gioielli umanissimi di perfezione e antifascismo naturale, e li costringe a imparare che la libertà è sinonimo di limitazione, di costrizione imposta da norme esterne. Che grandi ossimori, ma chissene, vero? I bambini quindi imparano, devono imparare che la libertà si identifica sostanzialmente con la morale fascista, con il concetto di governo, ovvero con l'idea che sia bello, giusto, morale, educato, necessario che debba esserci qualcuno dall'esterno a imporci le sue leggi. Per difendere e giustificare questo dogma autoritario, i padroni hanno messo in piedi tutta una sovrastruttura istruttiva legata alla falsa idea secondo cui l'essere umano è cattivo di natura, ma di quest'altro elemento ne parlerò più avanti. Forse.
Paolo
fonte: La Fiaccola dell’Anarchia
Forse non è giusto (o almeno non è opportuno) parlare su un social di un argomento controverso come l'obbligo vaccinale (me lo ricordava opportunamente anche @b0ringasfuck). Il contesto in cui si esplicano i nostri discorsi è importante e io, proprio per questo, sbaglierò ora a provare a continuare a parlarne in una pagina pubblica della grande rete dove possono leggere persone con un livello di comprensione e conoscenza molto diverso dal mio (per eccesso e per difetto).
Comunque, io (per quanto bivaccinato) non credo che si possa definire colpevoli o ignoranti tutti quelli che esprimono dubbi sull'obbligatorietà di questi vaccini.
Mi spaventa ogni posizione fideistica nei confronti della scienza e della medicina.
Mutatis mutandis erano medici anche i salassatori che hanno imperversato fino a un paio di secoli fa.
La scienza è una vittima incosciente della storia.
E poi quella del green pass mi sembra una misura ambigua ed opaca.
Avrei capito di più un Vaccino di Stato Obbligatorio che questa carta verde.
In teoria puoi scegliere di ottenere o non ottenere il green pass, ma poi, se non ti fai il benedetto vaccino (sponsorizzato ora anche dal Papa), ti faccio perdere il posto di lavoro; anche se (paradossalmente) ti trovi in un ambiente lavorativo in cui sono vaccinate 99,9 persone su 100 e tu sei l'unico privo di "protezione".
È una questione etica complessa.
Forse Freccero & Co. hanno qualche ragione ad affermare che "il mainstream identifica la scienza con un vaccino che, secondo il suo stesso bugiardino, non è stato sperimentato e lo sarà soltanto se le vaccinazioni si protrarranno sino al 2023. Come possiamo definire scientifico un dispositivo non sottoposto a verifica sperimentale?"
Eppure, ribadisco, io mi sono vaccinato e tornerei a farlo, se penso che questa possa essere una strada che assicura quanto meno un decorso della malattia meno pesante per me e per le persone con cui entro in contatto. È un principio di precauzione. Tuttavia, resto spaventato da un'imposizione basata, da quello che capisco, su scarse basi scientifiche.
Poi, probabilmente, continuo a scriverne proprio per essere smentito da chi ne sa più di me e magari potrebbe chiarire le idee pure ai passanti più incerti e meno attrezzati.
__________
Da Obbligo e Verità
Chiedo lumi.
Ma se noi vaccinati siamo vaccinati e il vaccino, dicono, ci protegge all'80-90% dagli attacchi del virus e ci allontana in modo pressoché definitivo dall'eventualità di finire in terapia intensiva, perché dobbiamo coercitivamente impedire a chi ha scelto di non vaccinarsi di entrare in contatto con noi?
Se davvero stanno così le cose, quali rischi comporterebbe la presenza di alunni o personale scolastico non vaccinato in una scuola in cui la stragrande maggioranza delle persone si è vaccinata seguendo i dettami governativi?
Mi riferisco ai rischi puramente sanitari, perché su quelli che riguardano la libertà personale e la coercizione autoritaria preferisco ragionare in altra sede.
Gaetano Vergara
“Il carcere è un tassello fondamentale e funzionale della società in cui viviamo. In esso vengono tutt'ora messi in atto dispositivi di coercizione e isolamento, volti all'annientamento delle peculiarità e dell'identità individuali del detenuto. E' un luogo dove lo Stato continua la sua vendetta punitiva nonostante le continue riforme penitenziarie, volte a mostrare il carcere come luogo più “umano”, correttivo e di reintegrazione sociale. L'ipocrisia che si cela dietro questa parvenza democratica resta ai nostri occhi lampante: esempi chiave sono l'articolo 41-bis (anche noto come carcere duro) e il 14-bis, mediante l'applicazione dei quali sono previste misure disumane come isolamento, censura, negazione dei colloqui e dell’aria, per non parlare del carcere a vita, pena detentiva dove cade palesemente la paventata maschera del reinserimento sociale. Seppur con una maggiore limitazione della libertà, questo tipo di dispositivo è un riflesso del mondo in cui viviamo. Pensiamo ad esempio alle scuole, ai luoghi di lavoro, alle città: anche in essi non si riproducono forse i ruoli di sorveglianti e sorvegliati, premiati e puniti, inclusi ed esclusi? Esistono molteplici forme di esclusione e contenimento riguardanti il mutamento delle città, dove i centri assomigliano sempre di più a centri commerciali, e la riqualificazione e la speculazione edilizia stravolgono tanto i quartieri, quanto la vita dei loro abitanti. Un ulteriore inasprimento delle misure di repressione e controllo è reso possibile tramite l'aumento del numero delle telecamere di sorveglianza, ormai copiosamente disseminate lungo tutto il territorio cittadino, delle guardie private, degli organi di polizia e militari; sono inoltre introdotte nuove e apposite norme -vedi il “daspo urbano”- volte all'allontanamento di tutte le persone non ritenute idonee al “decoro cittadino”, che non rispecchiano i canoni di perfetto produttore-consumatore. Gran parte dei detenuti presenti nelle carceri italiane vi è rinchiusa a causa di reati commessi contro il patrimonio e la proprietà. In un mondo dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, è facile intendere come chi possiede poco o niente si trovi spesso nella condizione di delinquere per sopravvivere. A prescindere dal reato commesso, o presunto tale, non pensiamo che l'artefice debba essere punito con la reclusione o socialmente reintegrato: siamo convinti che il carcere non sia la soluzione, ma solamente una parte del problema. Per questo motivo non contempliamo l'idea di un carcere più giusto, né auspichiamo un suo miglioramento; anzi condanniamo e contrastiamo qualsivoglia forma di reclusione e negazione della libertà, volte al controllo di questa società e al mantenimento delle ingiustizie su cui si regge.”
fonte: TeLOS
Fabrizio Corona: Verità, falsità e il peso del silenzio. Il patto invisibile del potere.
È in corso uno strano, inquietante silenzio e si propaga come un’eco che non trova pareti contro cui frangersi. Non è solo l’assenza di suono, ma un silenzio pieno di cose non dette, di parole trattenute, di accuse assorbite senza reazione.Al centro c’è un nome, Fabrizio Corona, e il suo format “Falsissimo”, una serie di rivelazioni tanto esplosive quanto abilmente confezionate (sicuramente……
View On WordPress