So cosa vuol dire stare male fino a diventare tu quel mostro che ti divora.
Ogni Maledetto Giorno - Mostro
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So cosa vuol dire stare male fino a diventare tu quel mostro che ti divora.
Ogni Maledetto Giorno - Mostro
Forse influenzato dall’educazione che ho avuto, o forse terrorizzato dall’idea di bruciare all’inferno, ho sempre cercato di essere una brava persona. Certo, mi è capitato di fare delle cose a cui ancora a distanza di 16/17 anni mi pento, però non credo, o almeno non credevo fossero cose così gravi.
Si, perchè come mi ha ripagato la vita per aver fatto il bravo? Beh, ho un vero inferno nella testa in cui mi ritrovo sia da sveglio che quando dormo e ogni volta che ho pensato di avere un momento di felicità poi ho ricevuto solo il doppio delle inculate. Yuppie!
Nella mia testa c’è un inferno, uno vero intendo. Se dovessi rappresentarlo per come l’ho visto potrei descrivervelo come una città immensa e distrutta di cui rimangono solo macerie.
Il tempo poi è proprio gradevole, l’ideale per una bella vacanza. È sempre giorno, se giorno si può chiamare, visto che il sole, rosso, è sempre eclissato integralmente dalla luna. Senza contare la costante tempesta di zolfo infuocato che va avanti giorno dopo giorno.
Una bella città quindi, popolata da strane ombre senza volto che si trascinano in giro stanche fino ad accasciarsi morenti dove capita.
Al centro di questa cittá un’unico edificio intatto, una cattedrale non dedicata a nessuna religione particolare. Ampie vetrate colorate con colori cupi e un unico grande portale di accesso con strani simboli incisi sopra. Tutto molto kitsch. Entrando nel portale l’ambiente cambia drasticamente. Si, perchè si entra in un ambiente completamente bianco. Così bianco da essere accecante. L’unica cosa presente in mezzo a tutto questo bianco è una struttura decisamente fuori misura con una strana porta chiusa e guardata giorno e notte da quella che ho scoperto essere la mia anima.
Quella gran simpaticona, sempre piena di belle parole e di gran compagnia. Avete mai visto la vostra anima? Ve la immaginate come un pallino semitrasparente che galleggia nell’aria? Pensate sia invece come un fantasma, quindi uguale a voi? No, non è così. Quello che ho visto è un essere umanoide informe di cui si riescono a distinguere a malapena i contorni. Niente occhi, ma il suo sguardo se avete la sfortuna di incrociarlo è così penetrante da instillarvi la forma più primordiale della paura. Niente bocca, ma la sua voce è così strana e inquietante da far male. Che cosa sorveglia la mia anima?
Beh quella struttura è una prigione. All’interno sono ospitate tutte le versioni di me stesso che ho creato negli anni. Ogni versione che ho creato per relazionarmi con chi incontro è lì dentro, in attesa di essere chiamata. In genere stanno buone, stanno lì tranquille, parlano tra loro, alle volte invece mi sussurrano cose piú o meno interessanti. Tra queste invece ce n’è una che non avrei voluto vedere. È la versione di me che in molti definirebbero come il mostro interiore. È quella che si è formata da tutto l’odio, la rabbia, il rancore, le possibilitá che la vita non mi ha dato o che mi ha tolto. Non sta mai tranquilla. Si agita, cammina avanti e indietro. Grida, sbatte contro le pareti, graffia, batte. Desidera uscire, ogni giorno e ogni notte ci prova e mi tormenta. Giorno dopo giorno la sua forza cresce. Giorno dopo giorno mi trovo a dovermici confrontare. So che non posso farlo uscire, mai.
Se lo facessi non tornerebbe più indietro e a quel punto sarebbe un problema per tutte le persone a cui tengo, dal momento che il mostro vuole solo vedere il mondo bruciare e sa esattamente come e dove colpire.
La gente pensa che solo la violenza o la cattiveria possano causare danni. La gente non considera che anche la gentilezza e l’amore possono essere invece delle armi per far male a qualcuno.
L’ansia è il mio mostro interiore.