Siamo passati da generazioni di analfabetismo affettivo e sessuale ad una nuova consapevolezza dell’importanza sia dell’intimità affettiva che dell’intimità sessuale. Adesso abbiamo solo bisogno di trovare il nostro personale equilibrio tra queste due intimità che seguono leggi diverse. Perché alla fine quello che ci mette nei guai nell’amore è l’idea che, se ci amiamo, tutto debba venire semplice e spontaneo. Non è esattamente così. Se ci amiamo siamo più motivati a fare in modo che la relazione superi ostacoli ma non vengono annullate le nostre difese e gli effetti della nostra storia passata. L'intimità affettiva suscita sentimenti di tenerezza, di cura e di premura. L’intimità sessuale è legata al desiderio, alla paura di perdere l’altro, alla vicinanza fisica. Così se nella nostra coppia c’è tanta intimità affettiva potrebbe andare a detrimento dell’attrattività sessuale. È questo uno dei motivi per cui nelle relazioni, con il tempo, può diminuire il desiderio. Essere certi che l’altro ci sarà per sempre non è un afrodisiaco, dal punto di vista sessuale. Può essere molto rassicurante emotivamente ma poco attraente fisicamente. Così anche l’intimità sessuale ha bisogno di essere curata e coltivata perché è sensibile al biasimo e alla svalutazione ed è sensibilissima alla trascuratezza. Molte coppie usano la distanza sessuale come forma di punizione: non è l’idea migliore del mondo perché all’assenza di sessualità ci si abitua. E, alla fine, la cosa migliore per coltivare una relazione sana e duratura è sempre la solita vecchia formula magica: stare in ogni giorno come se fosse l’ultimo e, insieme, pensare che durerà per sempre.











