Ogni tanto fatelo un gesto delicato, una gentilezza che non si aspettano, una sorpresa che commuove.
Ogni tanto fatevi un regalo, correte il rischio della tenerezza.

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@dottssapatrizia
Ogni tanto fatelo un gesto delicato, una gentilezza che non si aspettano, una sorpresa che commuove.
Ogni tanto fatevi un regalo, correte il rischio della tenerezza.
Buongiorno...
Ci sono cose che sentiamo sulla nostra pelle, altre che vediamo con i nostri occhi, altre che battono nel nostro cuore.
Carlos Fuentes
“Quando ci lasciavamo, non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.”
Cesare Pavese, “L'estate” in “Feria d'agosto”.
proiettati nel futuro
Ho perdonato chi non è stato come avevo bisogno che fosse. Ho perdonato me per averne avuto bisogno.
A volte il perdono è una conquista.
Non esiste trasformazione senza fatica. Sappiamo di dover bruciare fino in fondo, e poi sederci sulle ceneri di colei che un tempo pensavamo di essere ..........e poi ricominciare da lì.
Clarissa Pinkola Estés Donne che corrono coi lupi.
Quanto abbiamo perso, smettendo di scrivere lettere. Non puoi rileggere una telefonata.
|| Liz Carpenter
AGIRE SENZA RICHIESTA
“Per apprezzare pienamente una situazione, per gustare il sapore di qualunque cosa, bisogna esserne liberi.
Finché si è nella richiesta, non si può toccare un corpo.
Si pensa di toccare il corpo dell’altro, ma si entra in contatto solo con se stessi: si incontra la propria problematica.
Quando non si avverte più il bisogno di toccare e di essere toccati, si accarezza in un altro modo, accade qualcos’altro.
E questo è vero a tutti i livelli. Finché abbiamo bisogno di qualcosa, quella cosa ci limita. Bisogna agire liberamente, senza bisogno.”
~ Éric Baret
Quel poco
E poi ci sono quelli che credono di non avere bisogno di aiuto, quelli che non lo chiedono mai, ma ne hanno più bisogno di tutti.
Quelli che feriscono perché la mancanza d'amore li ha spezzati dentro e ormai sanno sopravvivere.
Quelli che non si fanno sconti e si fanno male da soli.
Sono quelli che hanno bisogno di poco, ma di quel poco, hanno tanto bisogno.
...c'è una versione di te del passato che è felice e grata per quanto tu oggi sia diverso - il cambiamento è l'unica costante.
Viviamo in un tempo in cui la quantità ha sostituito la qualità:
più contatti,
meno amicizie;
più emozioni,
meno amore profondo.
La profondità richiede tempo,
coraggio e silenzio,
eppure l’autenticità resta un atto di resistenza.
Fonte: l-i-b-e-r-o71
Ci sono verità che non arrivano piano.
Ti sfiorano e, all’improvviso, cambiano tutto.
Sono verità che ti sorprendono nel momento meno atteso, che ti tolgono stabilità, che fanno vibrare dentro qualcosa che pensavi fermo.
Non danno segnali.
Non preparano il terreno.
Semplicemente si presentano e, quando lo fanno, lasciano un segno che non puoi ignorare.
E queste verità a volte parlano di ciò che dovrebbe essere sempre protetto:
la vita di una donna,
la sua libertà,
i suoi sogni,
il suo futuro.
Futuri che qualcuno ha deciso di interrompere, senza diritto, senza umanità.
Oggi, 25 novembre, non possiamo far finta di nulla.
Non possiamo usare parole che allontanano, come “situazioni”, “episodi”, “casi”.
Abbiamo un dovere molto più semplice e molto più grande:
dire i loro nomi,
ricordarli,
restituire dignità a ciò che è stato spezzato.
Giulia Tramontano.
Giulia Cecchettin.
Sara Campanella.
Martina Carbonaro.
Quattro nomi che fanno fermare il respiro.
Quattro vite che avrebbero potuto essere piene, luminose, libere.
Quattro donne che questo Paese non è riuscito a proteggere.
Quattro storie che non avrebbero mai dovuto finire così, soprattutto per mano di chi avrebbe dovuto essere presenza sicura, non minaccia.
Il 25 novembre non è una ricorrenza da ricordare “per obbligo”.
È un momento in cui siamo costretti a guardarci allo specchio come comunità.
A riconoscere che, ogni volta che promettiamo cambiamenti e poi non li realizziamo, qualcun’altra rischia di pagare il prezzo più alto.
A capire che le parole non bastano se non diventano comportamenti, cultura, scelte concrete.
Oggi ricordiamo Giulia, Giulia, Sara, Martina.
Una per una.
Con rispetto, perché la loro memoria merita delicatezza.
Con dolore, perché ogni sorriso perduto lascia un vuoto che non si colma.
Con amore, perché ogni vita meritava un domani diverso.
E anche con determinazione:
perché queste storie non devono ripetersi.
Questo 25 novembre non può scivolare via come una qualunque giornata segnata in rosso.
Deve trasformarsi in qualcosa che ci accompagna ogni giorno:
consapevolezza,
ascolto,
attenzione,
responsabilità.
Credere alle donne.
Ascoltare senza mettere in dubbio.
Non minimizzare.
Non giustificare comportamenti che fanno male.
Non aspettare che la situazione “si sistemi da sola”, perché quasi mai succede.
Educare fin da bambini al rispetto vero.
Diffondere una cultura che non confonda il controllo con l’amore, la gelosia con l’affetto, la pretesa con la cura.
Una cultura che sappia riconoscere i segnali quando sono ancora piccoli, che sappia intervenire, che sappia proteggere.
Non serve restare zitti un minuto se poi rimaniamo ciechi tutto l’anno.
Serve un impegno quotidiano, fatto di attenzione, di coraggio, di gesti concreti.
Serve che ciascuno di noi decida di non voltarsi più dall’altra parte quando sente una parola sbagliata, vede un comportamento che non torna, ascolta un racconto che fa capire che qualcosa non va.
Perché le prossime Giulia, Sara, Martina non devono diventare nomi da commemorare.
Devono restare qui.
Devono poter vivere, scegliere, ridere, sbagliare, ricominciare.
Devono continuare il loro cammino senza paura.
E questo dipende da tutti noi.
Ogni giorno.
Non solo oggi.
"C'era forse un desiderio umano più triste o più intenso di desiderare
una seconda possibilità in qualcosa?"
— Haruki Murakami
Ogni nostro sentimento ha senso solo se non rimane confinato nel nostro cuore ma viene regalato.
Siamo talmente disabituati ai modi gentili...
all'eleganza delle parole... che non sappiamo più riconoscere l'arroganza come tale ma tendiamo a schematizzarla come gran carattere in modo da renderla inoffensiva. -©Cat