La Nadef - Nota di aggiornamento al Def - inviata al Parlamento senza il Rapporto sull’evasione. Emerge discontinuità con l’azione di Draghi
Quel Rapporto in realtà non ha niente di così segreto. Ma registra un fatto forse considerato scomodo per l'attuale maggioranza: la lotta all'evasione digitalizzata funziona in termini di riduzione del tax gap e di recupero di gettito, come pure danno frutti la dichiarazione precompilata, la fattura elettronica, i Pos, gli scontrini elettronici, l'incrocio delle banche dati.
"Noi l'abbiamo chiuso nei tempi, il resto dipende dalla politica. Mi sento solo di dire che rinunciare all'analisi del rischio evasione tramite l'incrocio dei dati farebbe fare un passo indietro all'Italia e di sicuro metterebbe a rischio l'obiettivo del Pnrr di ridurre il tax gap al 15,8% entro il 2024, dal 18,5% del 2019". (Alessandro Santoro)
"Vogliamo ancorare i risultati dell'Agenzia agli importi effettivamente incassati da recupero dell'evasione fiscale e non alle semplici contestazioni, come incredibilmente avvenuto finora", ha detto martedì alla Camera.
In realtà non succede più dal 2009. Di qui lo stupore dell'Agenzia delle entrate, guidata da Ernesto Maria Ruffini, in sella col governo Renzi, Conte II e Draghi: "Ma se è stato proprio un governo di centrodestra a cambiare questa regola più di dieci anni fa!". Se ne incaricò l'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel Berlusconi IV, l'esecutivo in cui Giorgia Meloni era ministro della gioventù.











