Not today Justin

Kiana Khansmith

tannertan36

No title available

izzy's playlists!

Discoholic 🪩
hello vonnie

Andulka

@theartofmadeline
ojovivo
RMH
Sade Olutola
Show & Tell

祝日 / Permanent Vacation
NASA

❣ Chile in a Photography ❣
🪼

seen from Singapore

seen from Indonesia

seen from United States

seen from United States

seen from Singapore

seen from Malaysia

seen from France

seen from Singapore
seen from Indonesia
seen from Denmark
seen from United States
seen from United States

seen from Germany

seen from Malaysia

seen from Malaysia
seen from Türkiye
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Indonesia
@b0ringasfuck
Absolutely nope!
Jianan Natural Cave Road in China!
Pensioni, crollano le anticipate: -30% dal 2022. E i nuovi assegni sono sempre più bassi - la Repubblica
Il rendiconto Civ Inps quantifica la stretta del governo Meloni. Opzione donna e Quote quasi azzerate, età media in salita, nuovi assegni pi
Grazie gioggia
«Perché non li accogli a casa tua?» è una domanda cretina, perché da una società civile mi aspetto che siano tutelati i più deboli a livello collettivo. Le tasse dovrebbero servire a questo.
Detto ciò, ho visto il post di una ONG che cercava gente pronta ad accogliere rifugiati. Nei commenti intervenivano persone disposte a farlo. E ricevevano i peggiori insulti.
Quindi funziona così:
– Sei bravo a parlare, ma perché non li accogli a casa tua?
– Li accolgo.
– Fai schifo, spero che ti succedano cose orribili.
FINE
[L'Ideota]
indimenticabile renzi
Merde
Minchioni... guardate le posizioni apicali e la differenza di reddito.
Chiaramente ce ne sono tante perchè eh signora mia... DEI... ma guadagnano meno dei maschi perchè non se lo meritano.
GIÀ GIÀ GIÀ GIÀ
P.S. i politici attuali sono per la maggior parte dei servi
Questa immagine è stata scattata da Gianni Cuperlo poco fa alla Camera, nel giorno del dibattito generale sulla legge elettorale voluta da Meloni & C.
E quelli che vedete sono i banchi dell’emiciclo occupati dalla destra.
Drammaticamente, inesorabilmente, vuoti.
Evidentemente in questo venerdì estivo avevano di meglio da fare.
“Il relatore della legge” scrive Cuperlo “ha esordito dicendo che la legge elettorale è uno dei provvedimenti più importanti della legislatura”
Pensa se non lo fosse stato…
Lorenzo Tosa
Si vede che sono già tutti d'accordo a farla passare... perchè la tutela del culo proprio a destra è una sola, categorica, imperativa per tutti.
i do think lobbying for data centres over climate goals should be considered a crime against humanity btw
Data centers for what EXACTLY?
Generally the catch is in the choice of the utility function
Leggi su Sky TG24 l'articolo Terremoto Venezuela, un alert Android sugli smartphone ha salvato molte persone: che cos'è
Salvati dagli allarmi e dagli avvisi, non delle autorità ma degli smartphone.
Molte persone si sono messe al riparo grazie ai propri telefoni con sistema Android (IPhone: devi morire), che hanno allertato del pericolo di lì a pochi secondi.
L'app Google Android Earthquake Alerts si basa su dati raccolti tramite crowdsourcing dai sensori dei singoli telefoni cellulari per rilevare eventi sismici e inviare avvisi agli altri utenti di telefoni nella zona. Dal suo lancio nel 2020, il sistema si è notevolmente ampliato.
Mah, crediamoci. Una volta si guardava il comportamento di cavalli uccelli cani, oggi abbiamo gli smartphone.
Dallo stesso articolo:
Secondo l'US Geological Survey, diversi paesi dispongono di sistemi di allerta precoce per i terremoti (a volte abbreviati in EEW), tra cui Stati Uniti, Messico, Giappone, Turchia, Romania, Cina, Italia e Taiwan.
Per altro l'elenco non è completo.
C'è anche da notare che a causa della diversa geografia e distribuzione dei centri abitati a volte i sistemi di allerta precoce hanno senso solo per le infrastrutture, dove si possono implementare sistemi automatici di protezione sufficientemente veloci.
Salvo uno non abbia in casa il teletrasporto... se l'epicentro è molto vicino la differenza di arrivo tra onde P e S non è sufficiente per cercare di mettersi in sicurezza.
L’algoritmo identitario
Delle anomalie/aberrazioni dei social, l’engagement è - tra i tanti presenti, il più infido.
“L’algoritmo di una piattaforma social è una raccolta di regole, di segnali di classificazione e di altri calcoli che decidono la priorità dei contenuti e l’ordine di visualizzazione per ogni utente”, afferma M. Martin, aggiungendo, “alimentati dall’intelligenza artificiale determinano ciò che vediamo ogni volta che apriamo un’app social e utilizzano l’apprendimento automatico per evolvere e personalizzare costantemente l’esperienza dell’utente”. https://blog.hootsuite.com/Algoritmi dei social network: guida 2025 per tutte le principali reti
Ne consegue che, le regole, le classificazioni, le priorità dei contenuti, vengono mediate dall’IA per “evolvere” le nostre esperienze.
Pensa te che cretino che sono, convinto che l'evoluzione culturale abbia origine con il linguaggio e la scrittura.
Basterebbe già questo per chiudere ogni profilo e tornare alla socializzazione vecchio stampo, tra apprendimento ludico e connessioni interpersonali, lettura dei giornali stampati per conoscere l’attualità, o dei testi e delle riviste specializzate per conoscere culture e stili di vita, etc.
Nostalgia canaglia verrebbe da dire, ma, il punto oggi è che, ossessionati dagli schermi e dai social media, il pensiero critico viene sempre meno per paura di non ricevere il necessario engagement.
E, nella palude dei social, di cui alcune vere fogne a cielo aperto, i contenuti polarizzanti sono di fatto basati su odio, misoginia, sessismo, disprezzo dell’altro, xenofobia, rancore, etc.
Gli ultimi raccapriccianti commenti sul duplice omicidio in ambito familiare (famiglia tradizionale…), o, il troll da cinquantamila e più iscritti inneggianti lo stupro delle femministe, sono l’esempio calzante di algoritmo identitario di una struttura che proviene dal basso, ma, che non viene censurata dalle élite che hanno la governance dei social.
L.Bates, autrice di The new age of Sexism - si scaglia proprio contro l’IA facendo notare che, “la tecnologia discrimina le donne, tra immagini sessualizzate, abusi facilitati dalle App e disuguaglianze accentuate dagli algoritmi”, alla quale fa eco C.C. Danesi che dichiara, “credo che esista un rischio reale di aggravare disuguaglianze storiche attraverso l’intelligenza artificiale. L’Ia non nasce nel vuoto: apprende da dati prodotti da società che presentano già bias strutturali. Se questi dati riflettono disuguaglianza, discriminazione o esclusione, i sistemi tendono non solo a riprodurle, ma persino ad amplificarle, con una pericolosa apparenza di neutralità tecnica.” https://l'espresso.it/c/cultura/2026/5/21/intelligenza artificiale, quegli algoritmi misogini e sessisti | L'Espresso
E se i dati sono prodotti da società con bias già strutturati e, i medesimi dati sono il prodotto e il collante identitario di comunità nelle quali il dominio di genere è “bene supremo”, la discriminazione sarà sempre più marcata e amplificata, perché l’IA apprende sulla base delle interazioni e delle relazioni associative. Algoritmi dei social network: guida 2025 per tutte le principali reti
Afferma sempre Danesi, che, “un altro aspetto fondamentale è la violenza digitale, che finisce per trasformarsi in una forma di censura particolarmente dura nei confronti delle donne. Questo fenomeno colpisce soprattutto professioniste e giornaliste, silenziando voci femminili nello spazio pubblico digitale.”
Lo spazio di condivisione di democrazia e cittadinanza sarà sempre più marginale? Dobbiamo quindi rassegnarci al dominio dell’algoritmo/IA?
Non ve la dovete prendere con il mezzo, ma con come viene usato.
Siamo tendenzialmente opportunisti, quindi non necessariamente investiamo nell'imparare come usare un mezzo al meglio e a volte si rivela un po' una fregatura, anzi spesso è la strada con cui ci rifilano la fregatura.
Gli ebook sono bellissimi... se rompete le balle con l'odore della carta siete vecchi e vi soffermate su uno degli aspetti meno rilevanti. Oltre al costo della tecnologia per comperarsi degli ebook seri, con formati ampi e buona risoluzione, che permettano di leggere anche libri con illustrazioni (che poi si finisce a leggere in pdf per varie ragioni...), il problema è che salvo non li piratiate... NON SONO VOSTRI. Spesso non potete nemmeno regalarli.
Cellulare, email, IM, Teams e le discussioni dal vivo... imparate a usare questi mezzi e a non farvi usare. Capite quale di questi strumenti è più adatto a quale urgenza e con che modalità etc...
La politica sui social... perchè no.
Ma veniamo al punto... gli "algoritmi" per aiutarvi a scegliere cosa potrebbe essere per voi di maggior interesse non sono il male... il problema è che non sono pensati per proporvi quello che vi interessa ma appunto per aumentare l'engagement.
I bias dell'AI non sono inevitabili, è che è "indirizzata" e che il lavoro di curatela delle informazioni che l'AI digerisce non è trasparente ed è fatto per interessi che non sono i vostri.
Non è la tecnologia che discrimina... è chi la controlla.
Poiché i modelli di intelligenza artificiale apprendono dai media prodotti dall'uomo, è inevitabile che ne ereditino i bias culturali. Tuttavia, le società umane non sono statiche: evolvono e superano i propri pregiudizi nel tempo. Il vero problema dell'IA, quindi, non è la presenza iniziale di questi bias, ma il modo in cui l'algoritmo viene indirizzato.
Anche una TV "neutra" sarebbe lossy nella sua rappresentazione della realtà... ovvero presenterebbe il fenomeno più "rilevante". Tutte le "rappresentazioni" sono lossy.
Non allontanatevi dalla tecnologia, capitela e cercate di controllarla, è uno strumento potente (anche se meno di quanto hyped in questo caso, non datevi per vinti) a cui è sciocco rinunciare.
Non è vero che la cultura è incompatibile con l'AI ne che abbia origine nel linguaggio e nella scrittura. Anzi, il linguaggio (quale? anche le formule o il cinema) e la scrittura sono "mezzi" a cui non abbiamo trovato sostituto migliore.
Questo è anche abbastanza interessante da notare proprio perchè le AI più "popolari" sono le LLM (Large Language Model) e oltre al fatto di essere oggetti statistici e mancare del concetto di "vero", uno dei loro limiti è la "rappresentazione" del mondo tramite "linguaggio".
I nostri pensieri non nascono strutturati in una lingua specifica come l'italiano o in formule matematiche. Il cervello elabora le idee a un livello più profondo e astratto, una sorta di codice concettuale puro o "mentalese", che solo in un secondo momento viene "tradotto" in parole, immagini o simboli.
Visto che ancora non siamo telepatici e non ci sono biblioteche di pensiero... ci tocca ripiegare sulla scrittura che è un mezzo tecnologico come la fotografia o gli mp3...
Magari un giorno con i chip nel cervello ci comunicheremo pensieri. E nuovamente, questa cosa che può magari spaventare, probabilmente spaventa per i motivi sbagliati. Chi controllerà i chip?
Curious minds want to know: non manca letteratura anche se minoritaria[*] rispetto a quella del "i neural network INTRINSECAMENTE AMPLIFICANO i bias". (né più né meno della TV, anzi se "neutri" potrebbero aiutare a superarli... come sarebbe stato vero per le speranze che si erano riposte in Internet e che per le stesse ragioni sono state disattese).
(Abeba Birhane, Evgeny Morozov, Sendhil Mullainathan...)
[*] a proposito di bias...
Vi ricordate del ragazzo cubano pestato in un commissariato a Roma, lo scorso agosto?
Non appena lo seppi, chiesi chiarimenti e presentai un'interrogazione a riguardo. Oggi apprendo che i sei agenti coinvolti sono stati sospesi dal servizio. È un ottimo segnale. Non succede quasi mai.
In sedici anni passati tra aule di tribunale, di sospensioni ne ho viste pochissime. Ho visto soprattutto il contrario. Il Generale Casarsa, che falsificò le annotazioni per proteggere sé stesso e i suoi uomini, comandava i Corazzieri del Quirinale quando le indagini sul depistaggio sono arrivate a toccarlo. Lo hanno spostato solo allora. È arrivato alla prescrizione. Il Generale Tomasone, che mentì alla stampa sulle condizioni di mio fratello, è arrivato in pole position per la carica di Comandante Generale dell'Arma. Nessuno dei due è mai stato sospeso un giorno.
Nel frattempo ho visto un altro carabiniere, un semplice appuntato scelto, Riccardo Casamassima, la prima persona in divisa ad aver avuto il coraggio di dire la verità su mio fratello, ricevere quindici provvedimenti disciplinari e tre trasferimenti che non aveva chiesto.
È questo il mondo al contrario: carriera per i primi due e nemmeno un gesto di scuse per il terzo.
I provvedimenti presi nei confronti dei sei agenti di Roma dovrebbero essere la regola, non l'eccezione.
Ilaria Cucchi