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Reparations for Iran. Paid by Republicans.
A full surrender by the Dept of War.
Il giorno 20 giugno il museo è gratuito al pubblico dalle 19 alle 23 indistintamente, italiani e no, neri o bianchi, antifascisti o fascisti.
Beh, che un fascista senta l'esigenza di recarsi seppure gratuitamente in un museo, mi pare una roba impossibile ma tant'è.
Comunque sotto il post su FB di Guida Torino, decine e decine di AF stanno a rompere le palle con le solite lamentele sui privilegi degli immigrati nei confronti dei petti italici, etc etc.
Bhe si, avere un cervello pare ormai un privilegio che i fasci di merda non possono più permettersi, altrimenti per le puttanate sempre più abnormi che continuano a ripetere dovrebbe esplodergli la testa
La meloni è occupata a spolverare le scrivanie della Casa Bianca...
Mah, sempre tenendo conto che i sondaggi sono sondaggi e le urne sono un'altra cosa, da qui si evince che gli elettori fascisti stanno al 46%, un risultato merdoso se si considera che la Repubblica Italiana è nata dall'antifascismo.
Un 46% che pesa tantissimo se poi si tiene contro della capacità dei fascisti di restare uniti pur di governare, alla faccia delle finte differenze che sbandierano tra loro.
È più facile che wannacci e salvini restino incollati tra loro e alle poltrone che PD e 5palle riescano a formare un governo che duri non dico una legislatura ma un paio di settimane.
Seguitemi per altre valutazioni ottimistiche.
Senza poi contare l'ulteriore disaffezione degli elettori progressisti che magari non sono proprio tutti sveglissimi ma che non si fanno proprio fregare dalla promessa di 1000 euro con un click e i pogrom per gli omosessuali che faranno impennare il PIL ogni cazzo di volta.
Amici di Nuoro che non guidate un'auto, prendetevi una bici o un monopattino.
Fabrizio Uda
Facciamo un gioco. Immaginiamo che la proposta Vannacci di remigrare o espellere in massa chiunque non aderisca alla "nostra cultura" si realizzi domattina.
Niente burocrazia, niente trattati internazionali a rompere le scatole, un colpo di bacchetta magica e via: fuori tutti quelli che non superano il test di italianità.
Bello, vero? Il sogno di una certa destra da talk show che finalmente diventa realtà. Peccato che ventiquattr'ore dopo il Paese non sarebbe più "puro", sarebbe semplicemente fallito.
Perché la propaganda si nutre di pancia, ma la realtà si muove sui numeri. E i numeri ufficiali dell'INPS e della Fondazione Leone Moressa dicono che senza quei 3 milioni e mezzo di lavoratori stranieri l'Italia si spegne come una lampadina. Parliamo di 177 miliardi di euro di valore aggiunto che spariscono nel nulla: il 9% del nostro PIL cancellato con un decreto.
Vogliamo vedere dove si fermerebbe l'ingranaggio? Nelle campagne l'immigrazione pesa per il 18% del valore prodotto, nell'edilizia superiamo il 16%. Significa tonnellate di cibo a marcire nei campi e cantieri paralizzati. Ma il vero dramma colpirebbe le famiglie dentro casa: senza badanti e colf, migliaia di italiani dovrebbero licenziarsi per assistere i propri anziani. Un capolavoro di efficienza economica.
Poi c'è la bomba demografica, quella che i venditori di fumo fanno finta di non vedere. L'Italia perde 400mila italiani all'anno e ha un'età media da ospizio: il 26% degli italiani ha più di 64 anni, contro appena il 6% degli stranieri. Nelle banche dati INPS ci sono quasi 4 milioni di lavoratori immigrati attivi che pagano i contributi, a fronte di pochissimi pensionati stranieri. Indovinate di chi stanno pagando la pensione? Esatto, la nostra. Toglierli dall'equazione significa mandare l'INPS in default immediato.
Crolla anche la favola degli immigrati che "ci costano". Tra tasse, IRPEF e contributi, questa gente versa miliardi e pesa pochissimo sulla sanità perché è giovane. Il saldo netto per lo Stato è in attivo di oltre un miliardo di euro.
La gestione dei flussi richiede serietà, regole ferree e una pretesa assoluta di rispetto delle nostre leggi. Ma pensare di risolvere i problemi culturali o sociali svuotando le fabbriche, le campagne e le case di riposo non è politica, è solo un suicidio assistito spacciato per patriottismo.
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NdDR: immigrazione come il COVID o il cambiamento climatico, gli italici petti fascisti non vogliono gli immigrati (specialmente quelli dalla pelle nera) come non volevano i vaccini, come non vogliono le rinnovabili o le auto elettriche, alla faccia dei dati che per loro sono inutili, molto meglio credere alla propaganda dell'ultimo wannacci che si presenta a prenderli per il culo. Così l'Italia piano piano sprofonda e continuando a far governare i fascisti, sprofonderà sempre di più.
C'è di più...
il pil prodotto pro capite per gli immigrati è leggermente più alto che quello prodotto dagli italiani (ricordo che il PIL non distingue tra lavoro in regola e lavoro in nero).
Gli immigrati per questioni anagrafiche versano al fisco 11 miliardi di IRPEF
MA
spendono circa 5000 euro in meno pro capite di welfare.
Gli italiani, i più cretini e guai se glie lo dici che si impuntano ancora di più, hanno bisogno di credere di essere migliori in qualche cosa che gli è stato sottratto ingiustamente, ma anzichè pensare a chi se li incula pagandoli poco o avendo aumentato la pressione fiscale al massimo degli ultimi 11 anni se la pigliano con i negri, i musulmani, i gay... e visto che una volta provare il fascismo non gli è bastato, vogliono credere in un epoca di gloria che non c'è mai stata.
I fasci questa speranza di raccattare magicamente quello che gli è stato sottratto glie la danno. Maltrattare altri poveracci.
La "sinistra" a cui le campagne elettorali sono pagate dalla stessa gente che le paga ai fasci chiaramente non può mica offrire soluzioni serie.
E così ci ritroviamo i fasci e siamo anche più pezzenti.
Spiace, ma anche no, correggere il surreale ministro alla giustizia Carlo Nordio e rammentargli che il libro più importante del nostro sistema giuridico è la Costituzione Italiana.
Costituzione, peraltro, antifascista. Specifico - antifascista - perché da tempo qualche giurista alla Ignazio Benito Maria La Russa va cianciando che la parola “antifascista” non è presente in Costituzione.
Vero come, però, è altrettanto vero che nella Bibbia non c’è la parola la parola “monoteista”, ma sfido chiunque a sostenere che il cristianesimo religione monoteista non sia.
Tornando a Nordio, il nostro ministro, per polemizzare con chi chiede il patentino antifascista agli scrittori che vogliono presentare propri volumi in pubbliche fiere, se ne è uscito con questa frase, sbagliata appunto: “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il codice penale, reca la firma di Mussolini”.
Frase che svela, spiegando tante cose, che il ministro della giustizia in carica è fermo al codice penale fascista e non si è accorto che nel frattempo c’è stata la Resistenza, la Liberazione e, appunto, la Costituzione.
Qualcuno lo aggiorni e già che c’è gli dica che anche le Leggi razziali non sono più in vigore, pure quelle firmate dal dittatore Benito Mussolini.
William Beccaro
La pressione fiscale è al massimo da 11 anni... però il fascismo ha fatto anche cose buone.
OKKEY
Nothing?
Un chiarissimo invito agli utili idioti sotto controllo: ANDATE A SPARARGLI.
L'informazione mainstream non combatte l'odio, E' ESSA STESSA ODIO.
Vi sta sul culo la realtà.
Elon Musk’s empire of wealth is built on suffering.
Il ballo del quaquaraquà !
Perchè i Democratici si guarderanno bene dal metterlo ai ceppi.
Ignazio La Russa in una trasmissione tv, alcuni anni fa, affermò che i soldati italiani prigionieri della Germania che, in seguito all’8 settembre 1943, dissero "NO" all'arruolamento nella Repubblica Sociale avevano fatto “una scelta di comodo”, solo per non “rischiare la vita”. Peccato che decine di migliaia di loro non fecero mai ritorno.
Dopo l'8 settembre 1943, i militari italiani presenti nei territori controllati dalla Germania furono disarmati e catturati dalla Wehrmacht. Di questi, oltre 650.000 vennero deportati nei campi di prigionia e di lavoro del Terzo Reich. Per volontà di Hitler furono classificati come "Internati Militari Italiani" (IMI), una categoria giuridica creata appositamente per sottrarli alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra. Ai soldati italiani venne proposta una scelta netta: aderire alla RSI e quindi vendersi alla Germania nazista, oppure affrontare l’internamento: circa il 90% dei militari catturati rifiutò la collaborazione. Il loro rifiuto venne ripagato con fame, freddo, malattie, percosse e ritmi di lavoro massacranti. Tra il 1943 e il 1945 morirono oltre 50.000 internati, molti altri portarono per tutta la loro vita nel fisico e nella mente il prezzo della prigionia.
Per lungo tempo questa vicenda è rimasta in secondo piano nella memoria pubblica italiana.
Quei soldati ricordavano al paese la guerra fascista, con i suoi fallimenti e crimini. Ma gli IMI erano perlopiù umili lavoratori e non soldati di professione, trascinati in un conflitto che non volevano combattere e che col loro coraggio avevano riscattato quella storia orribile.
Dimenticati dalle istituzioni, anche e soprattutto dai vertici militari, gli IMI vennero ovviamente espulsi dalla retorica patriottarda delle destre, che non potevano e non possono accettare il loro rifiuto del nazismo.
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Degli IMI parla il nostro libro “Mio nonno diceva sempre di No”. Partendo dalla riscoperta del diario di suo nonno, l’autore racconta questa storia che non dobbiamo più dimenticare.
da Cronache Ribelli
20000 bambini trucidati da Israele a Gaza, centinaia di giornalisti ammazzati intenzionalmente, gli ospedali, le scuole e le moschee rase al suolo, i minori usati come bersagli, i double tap, la fame e la violenza sessuale usata come strumento di guerra; gli effetti collaterali di Erri, che sprofonda nell'ignominia
Ora, a me di quello che dice Erri De Luca, frega il giusto, ovvero poco, ma in questo caso SUPPONGO intedesse dire che si sottovalutano i danni collaterali. Non voglio andarmi a cercare il resto di quello che abbia detto per sincerarmene e farmi un'effettiva idea di dove volesse andare a parare.
Nelle poche occasioni in cui vado in macchina stavo ascoltando radio popolare.
Il dibattito era incentrato, prendendo spunto appunto da Erri, su [drum rolls] se fosse meglio criticare le OPINIONI degli altri o esporre le proprie.
E uno, con una proprietà di linguaggio sicuramente meno curata del conduttore che continuava a parlare di OPINIONI, c'era anche quasi arrivato... ma se le OPINIONI sono delle palle?
Ecco... il passo successivo sarebbe considerare i fatti.
e evito le immagini più truculente...
Ma a GENNAIO 2025 si parlava di 14000 bambini palestinesi uccisi, a SETTEMBRE 20000... a FEBBRAIO 2026 70000 civili uccisi...
ah già... le opinioni e nella costituzione non c'è scritto antifascista quindi è un DIRITTO che i fascisti esprimano le loro OPINIONI.
È merda. MERDA... non sono opinioni è MERDA. Lo dicono i FATTI.
Alan Paul Panassiti
La copertina del LaVerità (giornale ossimoro) di due giorni fa da luogo a una serie di riflessioni.
Sembra la copertina di un universo parallelo dove il metodo scientifico è stato sostituito da “mio cugino su Facebook ha letto uno studio bulgaro in PDF”.
Il problema non è discutere criticamente pandemia, lockdown, errori politici o comunicazione istituzionale, quello è legittimo.
Il problema è il gigantesco frullatore retorico in cui vengono messi insieme:
ipotesi ancora discusse,
errori reali commessi durante l’emergenza,
revisioni scientifiche normali,
frasi estrapolate,
e conclusioni completamente sproporzionate.
Per esempio:
“La scienza dà ragione ai complottisti” è una frase propagandistica, non scientifica.
La scienza non “assolve tifoserie”: corregge continuamente se stessa.
Il fatto che alcune misure abbiano avuto limiti o effetti collaterali non significa che “era tutto falso”.
Citare singole dichiarazioni di Fauci, Rezza o studi specifici fuori dal contesto temporale del 2020-2021 crea l’illusione del “ve l’avevamo detto”, quando in realtà molte decisioni furono prese con dati incompleti in piena emergenza mondiale.
“Vaccini poco efficaci” è una distorsione enorme: i vaccini hanno ridotto in modo massiccio ricoveri e mortalità nella fase più dura della pandemia. Questo è documentato da una quantità gigantesca di studi internazionali.
La parte più tossica di queste prime pagine è il tono da resa dei conti:
“i complottisti avevano ragione”, “la verità nascosta”, “i miti cadono”.
È il giornalismo trasformato in wrestling ideologico.
E la cosa ironica è che durante il Covid c’erano davvero errori, opacità, comunicazione isterica, contraddizioni politiche, interessi economici, esperti mediatici imbarazzanti…
…ma certa stampa ha deciso di affrontare tutto nel modo più rumoroso possibile:
con il megafono del bar sport epistemologico.
Una specie di:
“Abbiamo trovato tre crepe nel muro? Bene. Allora la Terra è cava, i virologi sono rettiliani e il green pass era scritto da Darth Vader.”
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NdDR: questo post FB di APP mi ha fatto ricordare l'inizio del 2020, quando non ero ancora un PdM e la coop per cui lavoravo aveva l'appalto dei trasporti merci dell'ospedale di Imola. La cosa iniziò senza che ce ne rendessimo conto, si sapeva del COVID ma mica eravamo informati come si deve, fu la realtà a farci capire cosa stesse succedendo. Fino a quei giorni si lavorava abbastanza, sostituendo gli autisti della AUSL specie il sabato, la domenica, i festivi e di notte, si trattava di due o tre viaggi al giorno, divisi tra il collega Calice e il sottoscritto. Improvvisamente il lavoro "esplose", c'erano chiamate a ogni ora, giorno e notte, i reparti (non tutti ma tanti) dell'ospedale, ogni volta che c'era un tampone da inviare al CRREM di Bologna, chiamavano e il telefono suonava in continuazione. Arrivai al punto di non andare più a dormire ma finii per stazionare nel parcheggio dell'ospedale tutta la notte, stazionare per modo di dire visto che c'erano chiamate ogni momento. Dentro il Pronto Soccorso era pieno di gente coi sintomi, solo qualche infermiere girava con la mascherina, nessuno di noi conosceva davvero la pericolosità del COVID e non so come sia stato possibile, nessuno di noi della Coop si ammalò, se non molto tempo dopo e in maniera leggera. Imola, Bologna, Imola, Bologna, avanti e indietro senza quasi passare da casa, almeno è quello che si ricorda mio figlio che non mi vedeva più né di giorno, né di notte. A un certo punto non ce la facevamo più da soli in due e la coop ci mandò degli aiuti, altri quattro o cinque colleghi con cui dividere onori e oneri. La disorganizzazione da parte della AUSL e dei reparti dell'ospedale era totale, ci volle almeno un anno per normalizzare la situazione e rendere il nostro lavoro meno stressante, i costi dei nostri trasporti aumentarono a dismisura, come immagino tutti i costi legati all'emergenza COVID a livello nazionale. Quando leggo che carta igienica come quella citata sopra accusa di errori, incapacità, interessi economici chi si è trovato ad affrontare quel periodo in posizioni di responsabilità nella Sanità, penso che siamo stati fortunati ad avere uno Speranza (per dire). Non oso pensare se a controllare la Sanità Pubblica italiana fosse stato un fascioleghista novax come ce ne sono tantissimi negli attuali partiti di governo.