C'è da dire che il sistema dei trasporti ferroviari italiani è una porcheria che ci ritroviamo dopo decenni in cui abbiamo privilegiato quello su strada e l'attuale menestrello delle infrastrutture semmai se ne fosse occupato seriamente, ben poco avrebbe potuto fare.
Resta il fatto che parcheggiarlo lì, invece che agli interni come sognava, ha significato abbandonare completamente un ministero essenziale per una nazione.
Non so in quale altro buco potevano nasconderlo, forse si poteva fare un cambio con la Santanchè o con quello sconosciuto menestrello che sta all'Ambiente, così avrebbe potuto continuare a fare la sua merdosa propaganda nazista anti immigrati e combinare meno danni.
Quello di oggi è solo l'ultimo episodio di una lunga serie iniziata col fantomatico Ponte sullo Stretto e via via su strade, autostrade e ferrovie.
Non è stato in grado nemmeno di regolamentare in tempi decenti gli autovelox in una nazione che vede ogni anno migliaia di morti e feriti sulle strade, a causa della velocità.
Oggi chi prende una multa di quel tipo si rivolge al giudice di pace e nella stragrande maggioranza dei casi può evitare di pagare e perdere punti o la patente, anche se andava a tremila all'ora a causa della mancata omologazione di un enorme numero di apparati di controllo.
E tornando alla rete ferroviaria, è da notare anche come dopo aver abbandonato il sud a sé stesso, non è stato capace nemmeno di evitare i problemi al nord e l'irritazione che prova è sicuramente dovuta al fatto che la ferma odierna dei treni è avvenuta in padania, la sua inesistente regione del cuore.
















