A saperlo...
Mi capita spesso di fermarmi e chiedermi “Che cosa faccio nella vita?”
Questa domanda mi torna in mente sempre dopo aver incontrato qualcuno che mi racconta, tronfio come molti, i mirabolanti successi della propria vita.
Così mentre ascolto l’elenco dei successi, dei trionfi e delle vittorie mi chiedo mentalmente “Che cosa faccio io nella vita?”.
Poi sul mio volto appare un sorriso, perché realizzo che io non devo fare proprio nulla. Tanto ascoltandoli fanno tutto loro, rompendo anche i coglioni.
Però se poi hanno dei problemi mi chiamano, spesso mi sento dire che sono bravo e ho pazienza nell’affrontare i problemi che sembrano insormontabili. A saperlo nascevo Houston.
Perché sono accomodante, a saperlo nascevo divano.
Perché so sorvolare su molte cose, a saperlo nascevo drone.
Perché sanno di contare su di me come punto fermo e inamovibile, a saperlo nascevo soprammobile.
Perché so piacere a tantissime persone, a saperlo nascevo pizza.
Perché so capire bene, a saperlo nascevo Alberto Angela.
Perché so dare le risposte giuste, a saperlo nascevo Google.
Perché so riflettere, a saperlo nascevo specchio.
Perché sono tutto d’un pezzo, a saperlo nascevo puzzle.
Perché so quando bisogna lasciar correre, a saperlo nascevo tapis roulant.
Perché sono trasparente, a saperlo nascevo domopak.
Perché so dare tranquillità, a saperlo nascevo Lexotan.
Perché non sono una testa di minchia, allora mi chiedo cosa ci faccio con alcuni coglioni. Mah.
Comunque a saperlo nascevo incapace, come molti di quelli che a sentirli fanno tutto loro.














