Parlami. Raccontami di tutte le nostre prime volte. Poi, taci, lascia che a parlare siano i sensi... Incrocio di mani, unione di labbra, incontro di lingue, fusione di corpi. Io e te: un cuore, un'anima.
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Parlami. Raccontami di tutte le nostre prime volte. Poi, taci, lascia che a parlare siano i sensi... Incrocio di mani, unione di labbra, incontro di lingue, fusione di corpi. Io e te: un cuore, un'anima.
A volte sento nel silenzio cose che non vorrei sentire,cose superate cose buttate alle spalle cose che non dovrei sentire più a volte le sento più forte di prima, forse perché sono io ad essere più fragile,o forse quelle sensazioni erano le uniche cose che mi rendevano veramente felice. Non so se c'è una risposta e se pure ci fosse non so se la vorrei sentire.
Alchimia31
No, non avere paura
Quando vai a dormire sola
Se la stanza sembra vuota
E se senti il cuore in gola
Non avere paura
Mi prenderò cura io di te
Tommaso Paradiso - NON AVERE PAURA
Sai come?
A sussurrare errori e timori,
a luci spente.
È nel silenzio della notte e nella veglia che trovi le risposte per il cuore.
con te mi fido della vita e non ho paura di camminare di toccare il bordo delle mattonelle di calpestare la riga gialla di non andar dritto sulle strisce bianche di correre mentre piove di sprofondare nella notte e io voglio i tuoi occhi e le tue mani e i tuoi sorrisi e non spostarti che non riesco a farne a meno che non riesco ad amarti di meno.
Cristiana Tognazzi
Ti ho conosciuta prima che ti andasse via dagli occhi tutto quel mare.
Adesso sei una qualche particella che si aggira su e giù nell'aria.
Ti muovi sospesa
e ondeggi.
Vai, vieni.
Vieni, vai.
Capirai che qui non c'è accenno
a quel che abbiamo reso fragile
e resterai sui tuoi passi.
Quanto ti piace.
Quanto ti logora.
Tu,
nella tua stanzetta colorata
a rimproverarti
di una qualche cosa che non vedi più.
Tu,
a tirare su lo sguardo
per poi tornare a perderlo ancora.
13 Settembre, 2017.
Continuo a volere te. Che stupida!
Dovresti avere pietà di me! Lasciami in pace! Sei tu che te n’è sei andato, lasciandomi senza troppi giri di parole. Sei stato davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quello che doveva essere la fine di una serie di eventi negativi, è stato l’inizio di un’altra molto più lunga ma tu non ne sai niente. E se te ne sei andato, se mi hai distrutto dopo avermi illusa, perché mi tormenti la notte?
Eri con i tuoi amici ad una festa e mi avevi invitata. Ero sola e non mi degnavi di uno sguardo e poi, poi inspiegabilmente siamo rimasti chiusi in quattro dentro una camera e abbiamo cominciato a scherzare ma tu restavi sempre molto distaccato nei miei confronti. Il tempo passava e il mio umore degenerava mentre gli altri cercavano di tirarmi su ma i loro sforzi erano tutti inutili. “Io voglio te. Continuo a volere te, come una stupida e non mi importa se ci sono altri intorno a me che mi fanno ridere. Se non ho te, niente ha senso. La mia vita non c’è l’ha.” Pensai. Mi ero allontanata sedendomi in un angolino della stanza ma i tuoi amici non mi hanno lasciata da sola. Sentii le lacrime pizzicarmi gli occhi e il viso avvampare, mi alzai dirigendomi verso la porta bloccata ma non ci diedi peso in quel momento. Mentre allungavo una mano per afferrare la maniglia ne sentii un’altra più calda avvolgermi l’altro braccio. Eri tu, che senza darmi il tempo di voltarmi mi hai tirato e avvolto in un abbraccio. Improvvisamente mi sentivo a casa, quel petto, quelle braccia, quel calore, quell’odore … Ho cominciato a piangere e tu ad accarezziarmi la schiena, quasi a incoraggiarmi. Nel momento in cui alzai lo sguardo per capire il perché di quel gesto, vidi il tuo volto, ci guardammo e continuiammo ad abbracciarci, come se entrambi lo desideravano da tanto, troppo tempo.
Quando stamattina mi sono svegliata, ho sentito una fitta a quell’ammasso di ghiaccio che ha preso il posto del cuore. Ho sentito una morsa allo stomaco quando mi sono resa conto di stare abbracciando il mio cuscino e non te. E non potrò più farlo, perché tu sei andato avanti. Io ho solo finto di fare lo stesso.