Il traffico dei migranti in Italia non sarebbe possibile senza il consenso di Parigi..........
[...] il 36% percento dei migranti che dichiarano la loro nazionalità una volta giunti nei porti italiani, appartiene a (ex) colonie francesi. Infatti secondo dati del ministero dell’Interno raccolti nel 2017, le nazionalità dichiarate dai migranti vengono riassunte di seguito in percentuale:
– Guinea (13%)
– Nigeria (12%)
– Bangladesh (11%)
– Costa d’Avorio (10%)
– Gambia (9%)
– Senegal (8%)
– Marocco (5%)
– Mali (5%)
– Somalia (3%)
– Eritrea (2%).
In più, la Francia con il termine [...] Françafrique indica tutti quei territori appartenenti alle ex colonie francesi in Africa e col passare del tempo venne considerato, sotto certi aspetti, alla pari di un Commonwealth francese sul continente africano.
Attualmente la Françafrique comprende 14 stati formalmente indipendenti dal 1960, ma ancora oggi de facto sono colonie francesi sia per via monetaria sia per via economica, parliamo di Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo.
Ma come riesce la Francia a tenere sotto scacco le sue (ex) colonie? [...] nel 1945 quando vennero firmati gli accordi di Bretton Woods, insieme ad essi nacque il CFA, il Franco delle colonie Francesi Africane.
[...] sulla CFA vengono poste tre condizioni fondamentali che alterano e condizionano fin dall’inizio la valuta.
il Franco CFA è una moneta ancorata ad un cambio fisso, prima con il Franco Francese e ora con l’Euro. Questo significa che si azzera il rischio di cambio per gli investimenti delle multinazionali francesi nei paesi in cui vige il CFA.
La piena convertibilità del Franco CFA è garantita dal Ministero del Tesoro francese, che però chiede il deposito, presso un conto del ministero, del 65% delle riserve estere dei paesi aderenti all’unione monetaria. E’ evidente quanto costi ai Paesi che adottano il CFA la mancanza di sovranità monetaria, del resto quale nazione sovrana depositerebbe, a garanzia della convertibilità della propria moneta, ben il 65% delle proprie riserve estere presso il ministero del Tesoro di uno stato estero per giunta quello del paese ex coloniale? Nessun Paese sovrano farebbe mai una cosa del genere, dato che questo significherebbe affidamento lo sviluppo economico del proprio paese ad una nazione straniera.
di fondamentale importanza, sta nel fatto che la carta monete CFA viene stampata su territorio francese da una zecca ad hoc, annullando internamente ogni politica monetaria indipendente degli stati africani ad essa soggetti. [...]
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.......credo sia estremamente chiara l’analogia
con l’Euro e l’impoverimento e la fuga di tanti
Africani in Europa...........
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