Me ne voglio andare e non tornare più. Non ce la faccio. Appena finisco il liceo, vado all'università, una grande triennale (se non considero l'idea di studiare fuori) e me ne vado a Londra. Davvero, è il mio sogno più grande. Voglio svegliarmi in un letto che non sia il mio piccolo letto a castello, voglio fare colazione in una cucina che non sia la mia cucina in Italia, voglio lavorare, anche come cameriera non m'importa, per trovarmi una mia stabilità e poi guardarmi intorno e provare a fare il lavoro a cui aspiro, voglio uscire con gli amici ad Hyde Park, passeggiare per Oxford Street, visitare il 221B di Baker Street, percorrere Millenium Bridge al tramonto, quando tutto tace, andare sul London Eye mano nella mano con la persona con cui voglio stare e ammirare, da lontano, la città in cui voglio vivere. Ma non per sempre. Perché voglio essere libera. Voglio vedere tutti i più piccoli luoghi del mondo, andare dove nessuno è mai andato, spingermi dove nessuno si è mai spinto, viaggiare dove nessuno ha mai viaggiato. Non voglio limiti, non voglio divieti, non voglio proibizioni. Voglio salire su un treno e scoprire dove quello mi porterà, sentire l'adrelina di un decollo in aereo pensando a quello che ti aspetta quando scendi e allo stesso tempo pensare a quanto sia bello volare e allora penserò si alla città in cui atterrerò, ma anche a restare inchiodata su quella poltroncina e guardare il mondo che scorre sotto di me, come fosse carta. Non voglio rimanere ancora qui, nel mio piccolo letto a scrivere piccole parole su un social in cui non sono neanche famosa. Non voglio continuare a stare in Italia. Sento che non mi appartiene, questa terra. Per quanto bello e straordinario possa essere, questo paese non è il mio posto. E mi dispiace, ma non voglio rimanere. Spero davvero che possano capire che questa non è solo una fantasia. Io me ne andrò davvero, ma rimarrò ancorata qui solo per la mia famiglia, se non vorranno venire con me, ma non mi sento a casa, qui.