«Sono le cose imperfette, le illusioni rammendate, i sogni sbriciolati nelle pozzanghere, i bicchieri spaiati, le finestre chiuse che si riaprono col vento; sono le cose imperfette, sai, che lasciano improvvisamente passare la luce.»
Leonard Cohen.

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«Sono le cose imperfette, le illusioni rammendate, i sogni sbriciolati nelle pozzanghere, i bicchieri spaiati, le finestre chiuse che si riaprono col vento; sono le cose imperfette, sai, che lasciano improvvisamente passare la luce.»
Leonard Cohen.
El Topo, Alejandro Jodorowsky (1970)
Sei perfetta così come sei.
Siamo tutti perfetti agli occhi giusti.
Il mio amore non è mai stato perfetto, mai. Ma posso dirti che è stato vero. Anche adesso mentre te ne vai, mentre ti lascio andare, una parte di me spererà sempre che tu possa trovare la felicità che non hai mai trovato in me e con me.
𝚂𝚎 𝚛𝚒𝚝𝚎𝚗𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚍𝚒 𝚍𝚘𝚟𝚎𝚛 𝚎𝚜𝚜𝚎𝚛𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚙𝚎𝚛𝚏𝚎𝚝𝚝𝚒, 𝚗𝚎𝚜𝚜𝚞𝚗𝚘 𝚙𝚘𝚝𝚛à 𝚖𝚊𝚒 𝚍𝚒𝚟𝚎𝚗𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎. 𝙽𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚟𝚎𝚛𝚘, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚛𝚎𝚊𝚕𝚒𝚜𝚝𝚒𝚌𝚘, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚝𝚛𝚒𝚍𝚒𝚖𝚎𝚗𝚜𝚒𝚘𝚗𝚊𝚕𝚎, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚜𝚙𝚘𝚗𝚝𝚊𝚗𝚎𝚘, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚒𝚗𝚝𝚎𝚛𝚎𝚜𝚜𝚊𝚗𝚝𝚎, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚊𝚏𝚏𝚊𝚋𝚞𝚕𝚊𝚗𝚝𝚎, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚏𝚎𝚕𝚒𝚌𝚎. 𝙽𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚜𝚘𝚐𝚐𝚎𝚝𝚝𝚒𝚟𝚘, 𝚗𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚞𝚗𝚒𝚌𝚘. 𝙽𝚒𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒 𝚜𝚊𝚗𝚘.
— Stefania Andreoli, “Perfetti o felici”
"In natura
niente è perfetto
e tutto è perfetto.
Gli alberi
possono essere contorti,
piegati in modi strani
e sono comunque belli."
— Alice Walker
Osservate poi, nella stessa moderna perfezione delle arti, le immense fatiche e miserie che son necessarie per procurare la moneta alla società. Cominciate dal lavoro delle miniere, ed estrazione dei metalli, e discendete fino all'ultima opera del conio. Osservate quanti uomini sono necessitati ad una regolare e stabile infelicità, a malattie, a morti, a schiavitù (o gratuita e violenta, o mercenaria), a disastri, a miserie, a pene, a travagli d'ogni sorta, per procurare agli altri uomini questo mezzo di civiltà, e preteso mezzo di felicità. Ditemi quindi
se è credibile che la natura abbia posta da principio la perfezione e felicità degli uomini a questo prezzo, cioè al prezzo dell'infelicità regolare di una metà degli uomini (e dico una metà, considerando non solo questo, ma anche gli altri rami della pretesa perfezione sociale, che costano il medesimo prezzo). Ditemi
se queste miserie dei nostri simili sono consentanee a quella medesima civiltà, alla quale servono. È noto come la schiavitù sia difesa da molti e molti politici e conservata poi nel fatto anche contro le teorie, come necessaria al comodo, alla perfezione, al bene, alla civiltà della società. E quello che dico della moneta, dico pure delle derrate che ci vengono da lontanissime parti, mediante le stesse o simili miserie e schiavitù, come lo zucchero, il caffè, ecc. e si ritengono necessarie alla perfezione della società. E notate che l'uso della moneta quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vado predicando; giacchè il detto uso è uno dei principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù, e una delle principalissime cagioni che introducono, e a poco a poco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni […]
(Parziale adattamento da Zibaldone, 16 giugno 1821)
Ho spesso lottato, lottato e conquistato, non la perfezione, ma l'accettazione del mio diritto di vivere nei miei termini umani, imperfetti.
Sylvia Plath, Diari.