𝐴𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 '𝑜 𝑚𝑢𝑛𝑛𝑜
𝑆𝑎𝑗𝑒 '𝑒 𝑐𝘩𝑒 𝑠𝑎𝑝𝑒?
𝑆𝑎𝑝𝑒 '𝑒 𝑓𝑎𝑣𝑒𝑧𝑜.

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𝐴𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 '𝑜 𝑚𝑢𝑛𝑛𝑜
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𝑆𝑎𝑝𝑒 '𝑒 𝑓𝑎𝑣𝑒𝑧𝑜.
Giorgia D'Artizio, "Nomea": recensione e streaming
Esce per l’etichetta Lilith Label il terzo lavoro in studio di Giorgia D’Artizio con La Collettiva, Nomea: una suite musicale tra jazz, folk e indie scritta a più mani che racconta il disagio del vivere in un pianeta ancora troppo lontano dalla nostra comprensione. La suite ruota attorno a precisi nuclei tematici e si può considerare a tutti gli effetti come una forma di arte rigenerativa…
O nomm mio rinde 'e poesie
Comm 'e guerrier ra mitologia
O nomm mio rinde 'e preghier 'e mammà
Si nun me vere 'e veni
Le Scimmie - Nomea
"Poi tutt 'e juorni ce fischiano 'e recchie Nun è nu caso Stammo ind e vocche Ind e penzieri 'E 'sti pruas" Un po' di trash ogni tanto va condiviso
Alla Chiusura Delle Casse
Esposte
Come sugli scaffali dei super market
Speranze anoressiche
Risposte
Plastiche e flatulenze
È un mondo inutile questo
La morte danza tra spiccioli
Nel cappello e dispensa parvenze
Di serenità
Il vento suona
Il suo flauto traverso
E il sole splende incapace
Sulle piogge torrenziali
M’avvolge l’anima in un sacco nero
ed io Urlo con Ginsberg
cercandomi ancora
tra gli uomini uguali
schifosamente uguali
terribilmente normali
ed io scavo la mia tenacia
il mio spirito di sopravvivenza
la vita è una lenza
attaccata alla canna
di seconda scelta
d’un pescatore sbronzo
di vino e pazienza
quando vai troppo su
non sopravvivi
quando stai giu’ vivi
vincolato all’attesa dell’esca
quando vai troppo giù
non vedi un emerito cazzo
aldilà dei tuoi pensieri
sei solo, creatore e al sicuro
sei l’unico dio possibile
sei la solitudine
ma non sei solo
sei la tristezza del mondo
ma non sei triste
sei solo un canale
un limbo di passaggio
che filtra caparbio
gli umori dell’universo
come una sigaretta
che assorbendoli
come te che aspirandoli
a buttarli fuori col fumo
impregnadoti dentro
il cuore, i polmoni, il cervello
a seconda
Esposte
Come sugli scaffali dei super market
Speranze anoressiche
Risposte
Plastiche e flatulenze
Alla chiusura delle casse
Gli Angeli Del Cielo
Non occorre farmi del male per
Render parte di me
Le funivie tra le galassie
Credo sia piu’ che necessario
Sono solo un tombino delle volte
Altre un fulmineo braccarvi
Con sete d’acqua chiodata
Braccare voi
Iene di carta filigranata
Guerrieri della coltre
Sulla folla incantata
Funamboli fra le mie palle
Sono gli angeli del cielo
Che Begli Occhi Che Hai!
Ma che begli occhi che hai!
Lui ci prova a cercarli Fra gli occhiali da sole e il guardarti Fra le pupille e le lenti Mentre leggere sui suoi seni Planano proposte
Cubitali e corsive Immaginarie e ondulanti
Credo si parli di questo Quando si dice "cuore" Ad una tizia appena incontrata
Il colpo di fulmine è Una metafora della scopata Facile
Proposte velate e silenziose Immaginate Che vanno dalle tette di lei Allo stomaco di lui Per poi scendere giù
Farfalle inguinali
Segmenti dagli occhi alla scollatura Raggi laser, raggi x, X-Files Incontri ravvicinati del quarto tipo Luminosi rapimenti Luminescenti
Ma che begli occhi che hai!
La poetica maschile S'accende da un interruttore In uno schifo indescrivibile
Fatto di frasi fatte Prevedibili metafore Omini saltellanti in equilibrio sulla circonferenza del sesso
Ma che begli occhi che hai!
Le dita grattano la cute Fra i capelli, sulle tempie Strizzano il naso Grattano guance Chiamasi imbarazzo
"Andiamo a bere qualcosa"
Chiamasi pompino
Sperato e indicibile
Ma che begli occhi che hai!
Lei lo guarda Capisce e non accetta Dunque non capisce E pensa
Ma che begli occhi che ho!
Fra gli occhiali da sole e il guardarlo Abbassandoli Abbassandosi "Si, andiamo a bere qualcosa, andiamo ad accettarmi Poi, parli così bene"
E planavano proposte Cubitali e corsive Ondulanti Proposte velate e silenziose Dallo stomaco di lei Allo stomaco di lei E l'uccello di lui
Farfalle inguinali
Segmenti dagli occhi Ai passanti Raggi laser, raggi x, X-Files Incontri ravvicinati del quarto tipo Luminosi rapimenti Luminescenti
Ma che begli occhi che ho!
La civetteria femminile S'accende da un interruttore In uno schifo indescrivibile
Le dita intrecciano capelli Li arrotolano Grattano la cute Un po' più su del cervelletto Sfiorano la punta del naso Chiamasi imbarazzo
"Si, dai andiamoci a bere qualcosa" Chiamasi accettazione del vero Scioglimento delle inibizioni
Sperato e indicibile
Ma che begli occhi che ho!
Lui che ride Lei che ride Lui che ride Lei che ride Lui che ride Lei che ride
"Ti accompagno a casa" "No Fermiamoci un po' qui Non ho mai incontrato una come te Mi fai vivere! Mi fai stare bene!"
Chiamasi sbronza
Lei ricambia Sorride Lei ricambia E sorride
Chiamasi pompino
Ma che begli occhi che ho!
E lui pensa fra se e se Pensa senza dire Guardandola dimenarsi
Ma che begli occhi che hai!
Come Cambiarsi Una Maglietta
Donne uomini Lampadine nel sole cocente
Distesi come lucertole al sole Nomadi stanchi Dal peso dei mesi Non più bianchi Non più pallidi Spariscono le occhiaie ed è
Come cambiarsi una maglietta
Donne, uomini Lampadine nel sole cocente
Valutiamo gli umori Guardando nei frigoriferi O ci accartocciamo negli angoli Come ragni morenti
Donne, uomini lampadine nel sole cocente
Avidi, fottutamente avidi Abiti d' un celebre Insaziabile niente
Donne, uomini Lampadine nel sole cocente
Abbiam due dita per la nudità uno per nasconderla l'altro per indicarla
Donne uomini Lampadine nel sole cocente
Si fa presto a dire "Esisto" Sol per l'esserne cosciente Si fa presto a dire "Esisto!" Limitandosi ad osservare Altra gente
Donne, uomini Lampadine nel sole cocente
Distesi come lucertole al sole Nomadi stanchi Dal peso dei mesi Non più bianchi Non più pallidi Spariscono le occhiaie ed è
Come cambiarsi una maglietta
Spariscono le occhiaie ed è
Come cambiarsi una cazzo di maglietta