Comunque dovremmo sdoganare la parola handicappato perché davvero non è un insulto e ha una definizione precisa
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Comunque dovremmo sdoganare la parola handicappato perché davvero non è un insulto e ha una definizione precisa
Fate voi. Per quanto mi riguarda scelgo sempre spirito e carne.
Il nuotatore dello Slam delle piscine è anche testimonial di molti eventi benefici: "La famiglia è fondamentale. I genitori di questi
Uh e per chi avesse qualche dubbio su di che famiglia stia parlando:
Se l’allenatrice delle mie figlie fosse lesbica, non ne sarei affatto turbato. O meglio, non sarebbe un dettaglio importante. Non mi interesserebbe neanche sapere se sia sposata, fidanzata, o vedova.
L’importante è che alleni bene le mie figlie. Anzi, il suo essere omosessuale potrebbe forse garantire una sensibilità maggiore, tipica di chi ha vissuto sulla sua pelle più difficoltà di un etero. Ecco, agli allenatori spesso manca questa sensibilità, la vita di spogliatoio talvolta è un po’ rude, da branco.
Counseling e Disabilità
In un mondo dove tutti credono di aver capito tutto, io invece credo di poter ancora scoprire qualcosa. In un mondo dove la maggior parte si sente arrivato, si sente esperto, si sente in dovere di dirti cosa fare perché questa maggior parte sa cosa sia meglio per te, io decido di osservare e se richiesto di dare la mia di opinione. A me piace il confronto e non il conflitto. A me piace fare…
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Mi girano le ruote
DAL 23 GIUGNO IN LIBRERIA!
«Ecco, credo che questo sia proprio lo scopo del libro: far capire ai bipedi quanto possa essere buffo il mondo visto da una carrozzina a motore e imparare che riderci sopra è molto meglio che piangersi addosso».
«Il mondo da una carrozzina a motore? Se ci ridi su non è poi tanto male».
I “normali” e i disabili. Due mondi ancora separati da un’infinità di barriere architettoniche e mentali. Mentre delle prime sono evidentemente responsabili solo i “normodotati”, a costruire le seconde pare ci si impegni da entrambe le parti.
Diversi libri e manuali sono stati scritti per spiegare i disabili ai normali, ma ancora non era stato tentato il percorso inverso: cercare di spiegare perché la gente comune appare così strana agli occhi di chi, come Engy, la osserva da una sedia a rotelle.
Se state cercando un libro che affronti il tema dell’integrazione delle persone disabili in modo serio e politicamente corretto, quello che avete in mano è l’esatto contrario. Un’autobiografia divertente che racconta e prende in giro stereotipi e pregiudizi abituali.
Angela Gambirasio è nata nel 1975, ma non ha nemmeno una ruga, grazie a una misteriosa malattia muscolare che riduce al minimo sindacale la mimica del viso. Sì be’, poi nemmeno cammina, ma non invecchiare ha il suo prezzo. Ha una laurea in Psicologia, un marito da Nobel per la Pace e si occupa di orientamento presso la più grande università di Milano. Diversamente pendolare ma ugualmente incazzata, per recarsi al lavoro ogni giorno fa molta strada, senza nemmeno reggersi in piedi. Cura il blog “Ironicamente Diversi”, ove analizza il comportamento dei normodotati, perché da bambina ha fatto la cavia e il karma gira.
MI GIRANO LE RUOTE Una storia che non sta in piedi di Angela Gambirasio ISBN 978 88 6830 449 2 | 16,00 €
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Mi girano le ruote was originally published on Imprimatur editore
La mia presenza alle Olimpiadi può essere interpretata solo come uno spettacolo da circo? Lo so, ma non ci penso. Se mi preoccupassi di cosa pensa la gente, non potrei fare quello che mi piace.
Oscar Pistorius