non pensare a me come un numero primo;
pensami piuttosto come un numero irrazionale.
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non pensare a me come un numero primo;
pensami piuttosto come un numero irrazionale.
@alessandrom76
La libertà finanziaria
È passato circa un anno dall'incontro che cambiò la mia vita.
Torniamo ad un anno fa…
Uno studente universitario del primo anno che dopo tante difficoltà, e paura di non farcela, era riuscito a dare tutti gli esami con ottimi risultati.
Riprendevano i corsi, ero eccitato dall'idea, avevo voglia di prendermi il mondo e non vedevo l'ora di continuare a studiare cose nuove.
Quel giorno doveva venire il professore di "Analisi matematica I". Io ho sempre avuto difficoltà con la matematica quando andavo a scuola, ma dopo il primo semestre di università superai ogni mio limite. Scoccò la scintilla, cominciai ad appassionarmi molto alla matematica, perché capii le grandi potenzialità. Probabilmente non mi era mai stata spiegata correttamente fin'ora.
Non mi aspettavo assolutamente che quel giorno avrebbe toccato così profondamente il mio animo.
Non si sapeva nulla di questo professore. Di solito avviene un passaparola con gli studenti degli anni precedenti, cercando di capire con che persona avremmo a che fare, ma stavolta fu un buco nell'acqua.
Entrò un personaggio, era di bassa statura, un po' sovrappeso, non di bello aspetto insomma.
Prof. I: Com s'avasc stu cos?
(come si abbassa questo coso?)
Disse a dei ragazzi vicino alla cattedra, alludendo alla lavagna, mentre vi era una certa confusione in aula. Finalmente avevamo visto chi fosse il professore.
Pensai tra me e me, con aria irrisoria, a chi ci fosse capitato.
Si tolse il giubbotto, si mise davanti alla cattedra al centro e con tono sicuro e determinato cominciò a parlarci.
Attirò l'attenzione di tutti come aprì bocca.
Era come stare in un film, quando un personaggio interviene e comincia a fare discorsi bellissimi che lasciano tutti a bocca aperta.
Ci parlò della sua laurea in fisica nucleare e subnucleare, delle sue 150 e passa pubblicazioni scientifiche.
Ma ad un tratto cominciò a parlare di una cosa in particolare. Dei numeri primi.
Ci disse che, per metterlo da parte, gli assegnarono di risolvere un problema irrisolto sui numeri primi, con la speranza e la sicurezza che avrebbe fallito in questo intento.
Si trattava di definire la sequenza dei numeri primi, tecnicamente parlando, di dimostrare che l'insieme dei numeri primi sia numerabile.
Pensai ovviamente che non ci fosse riuscito.
Però cominciò a scrivere alla lavagna, dicendoci:
Prof. I: Ho la pretesa di risolvere questo problema soltanto con l'addizione, la sottrazione e la moltiplicazione.
Pian piano stava dando vita ad una dimostrazione. Aveva definito i numeri primi in numeri primi maschi e numeri primi femmina.
Dopo aver fatto parallelismi bellissimi con la natura e sulla riproduzione della nostra specie disse:
Prof. I: Bene, a questo punto ho trovato un algoritmo che genera numeri primi, più altri numeri. Fin qui ci erano arrivate tante persone.
Lì pensai che avessi ragione, che non era riuscito a dimostrare questo problema. Ma poi aggiunse:
Prof. I: Quando una specie non si può riprodurre?
Cominciò a far "accoppiare" (calcolare) i numeri primi maschi con i numeri primi maschi ed i numeri primi femmina con i numeri primi femmina. Risultato? Uscirono tutti i numeri in più che risultavano.
Era riuscito a dimostrarlo. Non potevo credere ai miei occhi.
Prof. I: Adesso devo solo dimostrarlo per induzione, ma il principio d'induzione ve lo spiego la prossima lezione.
Io ero sbigottito. Pensai che se fossi stato una ragazza me ne sarei innamorato, invece, mi innamorai della matematica.
Continuò a parlare ed i suoi discorsi mi stimolavano in una maniera indescrivibile.
Prof. I: Voi avrete la possibilità di raggiungere la libertà finanziaria, di alzarvi la mattina e per il solo fatto di farlo guadagnerete. Sapete perché? Perché avete avuto culo. Sì, avete avuto il culo di nascere in un'epoca in cui l'informatica è cruciale.
Avevo aperto così tanto la mente che non mi resi conto del tempo che era passato. La classe applaudì alla fine delle lezione e non era mai successo.
Me ne tornai a casa, sapendo di aver assistito a qualcosa di grande.
Per chi vuole saperne di più, ho trovato questo file in rete: Il segreto dei numeri primi
“Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.”
Paolo Giordano
Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che uno possa costruirsi
Paolo Giordano, "La solitudine dei numeri primi"
Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.
Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi
Perché lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l'uno nell'altra.
La solitudine dei numeri primi
Una svolta nella ricerca dei numeri primi: scoperto un nuovo metodo
La matematica dei numeri primi, da sempre fonte di fascino e mistero, ha appena compiuto un importante passo in avanti. I matematici Ben Green dell’Università di Oxford e Mehtaab Sawhney della Columbia University hanno trovato un modo innovativo per affrontare un problema di lunga data nella teoria dei numeri, utilizzando un approccio sorprendente: i numeri primi approssimati.
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(via Storia dei numeri primi)