Ho trovato finalmente una persona a cui scrivere lettere, e sono felice come un bambino in un negozio di caramelle. Quando scrivo non esiste l'ansia, non esiste la paura, non esiste l'incertezza. Poco fa ho riempito tre pagine con la mia calligrafia piccolina senza neppure accorgermene. La cosa più bella delle lettere è che viaggiano, e non tornano. Ricevere una lettera vuol dire ricevere un pezzettino del mittente, la carta che ha scelto, l'inchiostro, la sua grafia, il tempo che ha impiegato a scriverla. Niente schermi, niente chat, niente immediatezza. Ci vuole tempo per sedersi alla scrivania e scrivere, parola dopo parola, finché non si è detto abbastanza, finché non fa male la mano. E un piccolo cuore aggiunto a penna, accanto alla firma magari, ha molto più valore di qualsiasi emoticon. Ci vuole tempo per uscire, comprare un francobollo e andare ad imbucare. Ci vuole tempo per aspettare la risposta, ci vuole tempo per leggerla, e c'è tutto il tempo del mondo per tenerla. Una lettera mandata è ormai di chi la riceverà, ma una ricevuta è tua per sempre. Ora ditemi voi se c'è qualcosa di più bello.










