"Il sapere tutto prima che succeda, a volte può essere un bene. Hai il tempo di metabolizzare tutto prima e di proteggerti dal dolore che può recarti il troppo sapere, il troppo capire."
Hai questo "dono", chiamatela intuizione, voglia di capire il tutto come arma di difesa.
Ma la maggior parte delle volte questa 'arma', ha un doppio taglio, quello buono ed quello maledetto che può procurarti troppo dolore, compreso d'infezione, che poi per una qualsiasi forza maggiore, dovrai, come se fosse un obbligo disinfettare, curare, tamponare quel sangue, così tanto metaforico, da poter inondare una città intera.
E forse, dico forse perché nulla è certo; e certamente non inizierà ora, la vita, a darti quelle certezze che tanto aspettavi o hai provato con tutte le forze a crearti;
partendo, lasciando ciò che era sbagliato per ritrovarti in un altro girone infernale, fatto di bugie e persone viscide che Dio ti chiedi come hai potuto un'altra volta fare un passo sbagliato, non accorgendoti che saresti finita dove non volevi più tornare. E più provi a spegnere quelle fiamme ,di questo girone metaforico, più riescono ad opprimerti e bruciano fino alle viscere.
È viscerale, profondo, forzata questa voglia di controllare tutto, non riuscendo a vedere che tutto ti sta sfuggendo di mano; come dell'acqua che provi a prendere, ma a goccia a goccia ti sfugge via.
Ecco, quando tutto ti sfugge via,
scivoli via anche tu.
E quando sei tu a scivolare via, nessuno se non te stesso può riprenderti.








