Non ho scelto come Tu che c'hai fatto così Così soli e sole Ma a me sta bene, si, così Non ci importa come Non ci importa, siamo qui Così soli e sole Ma me sta bene, sì, così.
ACHILLE LAURO
Three Goblin Art
TVSTRANGERTHINGS
Monterey Bay Aquarium
he wasn't even looking at me and he found me
I'd rather be in outer space 🛸
RMH
occasionally subtle

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d e v o n
Xuebing Du

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@escapeofall
Non ho scelto come Tu che c'hai fatto così Così soli e sole Ma a me sta bene, si, così Non ci importa come Non ci importa, siamo qui Così soli e sole Ma me sta bene, sì, così.
ACHILLE LAURO
Mi mancheranno i sorrisi, che da un po’ non vedevo Ti chiamerò qualche volta senza avere un motivo Racconterò a chi mi chiede, che sto bene da sola Questo farai anche tu Cancellerò foto e video dal mio cellulare Solo per non vederti né sentirti parlare Ne avrò piena la testa, spazio sulla memoria E chissà quanto tempo io ti amerò ancora
(via escapeofall)
Lasciarsi adesso non fa più male, non è importante Cosa ci importa di quello che può dire la gente L'abbiamo fatto oramai, non so più quante volte, te lo ricordi anche tu Ci sono troppi rancori che ci fanno star male Mi sono messa in disparte, sola con il mio dolore Dove c'era dell'acqua oggi solo vapore, potevamo fare di più A che serve cercare se non vuoi più trovare A che serve volare se puoi solo cadere A che serve dormire se non hai da sognare Nella notte il silenzio fa troppo rumore A che serve una rosa quando è piena di spine Torno a casa e fa festa solamente il mio cane Ora i nostri percorsi sono pieni di mine Sto annegando ma tu non mi tendi la mano A che serve un cammino senza avere una meta Dare colpa al destino che ci taglia la strada Non importa se sono vestita o son nuda Se da sopra il divano più niente ti schioda A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi Ero dentro ai tuoi occhi ma tu non lo ricordi Noi di spalle nel letto, più soli e bugiardi Ti addormenti vicino e ti svegli lontano
Mi mancheranno i sorrisi, che da un po' non vedevo Ti chiamerò qualche volta senza avere un motivo Racconterò a chi mi chiede, che sto bene da sola Questo farai anche tu Cancellerò foto e video dal mio cellulare Solo per non vederti né sentirti parlare Ne avrò piena la testa, spazio sulla memoria E chissà quanto tempo io ti amerò ancora
Mi dici che Che non funziona più Siamo soli adesso noi Sopra a un pianeta blu E quando arriva sera Invadi la mia sfera Non è la primavera Che non sento da un po' Non sento da un po' I brividi sulla mia pelle Il tuo nome fra le stelle Sembra ieri, sembra ieri che la sera Ci stringeva quando tu stringevi me
Ora che non posso più tornare A quando ero bambina Ed ero salva da ogni male E da te, da te, da te
Dietro di noi vedo giorni spesi su treni infiniti Forse è solo che mi manca parte Di un passato lontano come Marte Tu cosa dirai vedendomi arrivare Quando ti raggiungerò
Scommetto che Ora non prendi più L'abitudine di far Sempre come vuoi tu E quando arriva sera Mi manca l'atmosfera Non è la primavera
NOEMI
Ricordo ancora quella sera guardavamo le Le code delle navi dalla spiaggia sparire Vedi che son qui che tremo Parla, parla, parla, parla con me Ma forse ho solo dato tutto per scontato e E mi ripeto: "Che scema a non saper fingere" Dentro ti amo e fuori tremo Come glicine di notte
Noemi
trying animation again!
Non trovo una gioia neanche a pagarla ultimamente.
Chell’ vot ca suffrev
e nun t’ l’aggia ritt.
...
C’è una canzone che ho sentito e rappresenta noi, in tutto e per tutto. Allora ho pensato che poi non sono la sola ad aver vissuto un momento del genere, allora, forse mi sento meno sola. Sto annegando tu non mi tieni la mano... ma qualcuno lì fuori sta come me ed io non ho intenzione di farlo sentire solo.
Sto annegando ma tu non mi tieni la mano...
Avevo trovato assurdo il pensiero che mi lasciassi, in un giorno d’estate, mentre continuavo a guardarti come se fossi l’unica persona al mondo, bella, bella da morire.
Avevo provato ad immaginare come sarebbe stato non averti lì al mio fianco, non poterti guardare o semplicemente accarezzarti.
L’avevo fatto, l’avevo provato a fare milioni di volte, con il solo risultato di lacrime che solcavano il mio volto infrangendo qualsiasi momento felice insieme.
Ero riuscita a capire che cosa avrei provato, nel caso in cui tu avresti deciso di lasciarmi.
Ci ero riuscita.
Una delle poche cose che in quel periodo mi erano riuscite bene, ma così bene da rischiare davvero di perdere tutto.
Così, nel momento in cui ci stavamo accorgendo di essere, quasi, ad un punto di stallo, tu avevi deciso di partire per andare a lavorare fuori.
Presi bagagli e borse, prendemmo anche noi stessi e ci estirpammo fuori da quel luogo come se ci fossimo strappati le radici, lasciandoci in balia del rumore del vento e della pioggia.
L’avevamo fatto, insieme, perchè tu, sempre e solo tu, dicevi che avremmo potuto crearci un futuro solido ed insieme.
Partimmo senza se e senza ma, ma lasciandoci alle spalle anche un po’ di noi stessi.
Questa mancanza purtroppo non siamo mai riuscita a colmarla, riuscendo ad arrivare a quel punto dove la dolcezza effimera che piaceva a me, scomparve. Il punto di non ritorno, quel punto dove ti guardi allo specchio e non hai altre domande se non chiederti ‘Che è successo? Quando? Perchè?’, senza, ovviamente, riuscire ad avere delle risposte indietro.
Siamo arrivati ad un punto, di fronte a noi abbiamo trovato due strade diverse, non più una sola che faceva in modo che fossimo sempre vicini, ma divise.
Ed allora in quel punto morto ci siamo fermati, come quando si ferma il tuo cuore, come quando si ferma una macchina e non riparte più.
Mi sono sentita sbattuta, frustrata, buttata, delusa, cacciata, illusa, debole, triste, senza più nulla, senza più niente.
Da un momento all’altro eravamo rimaste me e me stessa, senza nessun appiglio, senza nessun ostacolo, senza avere una spalla su cui poter cadere in caso di sconfitta, la terra avrei trovato da quel momento in poi. sarei riuscita, forse, un giorno a renderla fertile e far in modo che in quella terra arida, asciutta e vecchia, sarei riuscita a far uscire un fiore, uno con le radici solide, un fiore indistruttibile, quel fiore che sarebbe rimasto oltre le intemperie, le tempeste, gli alluvioni ed anche i tornadi.
Lo so, lui sarebbe rimasto lì.-
-EllieAnne.
CONOSCIAMOCI
Presentatevi: Anni, cosa vi appassiona, cosa odiate, ecc...
"Il sapere tutto prima che succeda, a volte può essere un bene. Hai il tempo di metabolizzare tutto prima e di proteggerti dal dolore che può recarti il troppo sapere, il troppo capire."
Hai questo "dono", chiamatela intuizione, voglia di capire il tutto come arma di difesa.
Ma la maggior parte delle volte questa 'arma', ha un doppio taglio, quello buono ed quello maledetto che può procurarti troppo dolore, compreso d'infezione, che poi per una qualsiasi forza maggiore, dovrai, come se fosse un obbligo disinfettare, curare, tamponare quel sangue, così tanto metaforico, da poter inondare una città intera.
E forse, dico forse perché nulla è certo; e certamente non inizierà ora, la vita, a darti quelle certezze che tanto aspettavi o hai provato con tutte le forze a crearti;
partendo, lasciando ciò che era sbagliato per ritrovarti in un altro girone infernale, fatto di bugie e persone viscide che Dio ti chiedi come hai potuto un'altra volta fare un passo sbagliato, non accorgendoti che saresti finita dove non volevi più tornare. E più provi a spegnere quelle fiamme ,di questo girone metaforico, più riescono ad opprimerti e bruciano fino alle viscere.
È viscerale, profondo, forzata questa voglia di controllare tutto, non riuscendo a vedere che tutto ti sta sfuggendo di mano; come dell'acqua che provi a prendere, ma a goccia a goccia ti sfugge via.
Ecco, quando tutto ti sfugge via,
scivoli via anche tu.
E quando sei tu a scivolare via, nessuno se non te stesso può riprenderti.
"Il sapere tutto prima che succeda, a volte può essere un bene. Hai il tempo di metabolizzare tutto prima e di proteggerti dal dolore che può recarti il troppo sapere, il troppo capire."
Hai questo "dono", chiamatela intuizione, voglia di capire il tutto come arma di difesa.
Ma la maggior parte delle volte questa 'arma', ha un doppio taglio, quello buono ed quello maledetto che può procurarti troppo dolore, compreso d'infezione, che poi per una qualsiasi forza maggiore, dovrai, come se fosse un obbligo disinfettare, curare, tamponare quel sangue, così tanto metaforico, da poter inondare una città intera.
E forse, dico forse perché nulla è certo; e certamente non inizierà ora, la vita, a darti quelle certezze che tanto aspettavi o hai provato con tutte le forze a crearti;
partendo, lasciando ciò che era sbagliato per ritrovarti in un altro girone infernale, fatto di bugie e persone viscide che Dio ti chiedi come hai potuto un'altra volta fare un passo sbagliato, non accorgendoti che saresti finita dove non volevi più tornare. E più provi a spegnere quelle fiamme ,di questo girone metaforico, più riescono ad opprimerti e bruciano fino alle viscere.
È viscerale, profondo, forzata questa voglia di controllare tutto, non riuscendo a vedere che tutto ti sta sfuggendo di mano; come dell'acqua che provi a prendere, ma a goccia a goccia ti sfugge via.
Ecco, quando tutto ti sfugge via,
scivoli via anche tu.
E quando sei tu a scivolare via, nessuno se non te stesso può riprenderti.