World's Best Osmose Player MELTS Our Faces
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World's Best Osmose Player MELTS Our Faces
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Hurom Water Purifier Test – Was bringt ein Wasserfilter für Zuhause?
Expressive E Osmose CE Has Never Sounded So Good
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Expressive E Osmose CE 61 MIDI Controller
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Probabilmente l’anno 2000 non è stato il migliore per approcciarsi agli Enslaved. L’anno 2000 me lo ricordo chiaramente perché da quando iniziai ad andare al liceo tutte le domeniche mattina le passavo al bar del paese perché dovevo saltare la messa. E leggevo e rileggevo i Grind Zone alla scoperta di nuove band, che, una per volta selezionavo e compravo un album il sabato successivo e li scoprii proprio così. La settimana era sì dedicata all’ascolto del nuovo album comprato, e dei vecchi sempre belli, ma anche alla selezione del prossimo acquisto. Degli Enslaved del 2000 si salvava come look solo Grutle. Ivar sembrava uno di quei disperati che frequentava il Virus di Marsciano, poi c’era un altro chitarrista che sembrava un topo con la lacca uscito da una darkroom. Dirge Rep sempre serio sembrava un prete. Si parlava degli Enslaved come di vichinghi, o di presunti tali, o non di non più vichinghi ormai. Si parlava di sperimentazione e di lunghissimo minutaggio.
Mardraum dura un’ora, è un polpettone inaudito, è un disco ostico e probabilmente uno dei meno riusciti della band. Eppure io lo ascolto puntualmente da quell’anno lì. Ha una produzione tagliente, grezza; la batteria sembra una batteria di pentole da cucina. Eppure la band ce la mette tutta per fare un album progressivo, con tanti cambi di atmosfera, con chitarre che vanno e vengono e con voci pulite non sempre intonate. Ora immaginate di voler rifare Meddle dei Pink Floyd o Animals però con un ampli pieno di overdrive da 30 watt e con la voglia di metterci gli assoli alla Kreator. Gli unici effetti sonori sono il taglio di alcune frequenze oppure aggiungere i filtri alle voci. Gli Enslaved stavano già dicendo di voler inserire suggestioni anni ’70 ma c’è da dire che ancora non ne esce fuori una. Ci son riff lunghi, a volte crossover, ci sono molti elementi thrash che, con l’ausilio dei tamburi e di rullate tribali, hanno qualcosa di rituale ma il più delle volte tutti gli strumenti vanno a confluire quasi nel rumorismo. Il brano più coerente con ciò è proprio l’omonimo. Ci sono pochi e mirati synth che non fanno altro che distorcere ancora di più questo turbinio di brani tipo "Daudninekviga" o "Krigaren eg ikkje kjende" dove spesso si sentono anche gli echi dei Satyricon. Mardraum è freddo, come se fosse un disco degli Immortal o dei Marduk o dei recenti Gehenna; anche quando ci sono i cori, non sembra di essere di fronte ad un album viking o epico. Infatti dal successivo Monumension torneranno da Pytten e otterrannoun prodotto davvero diverso.
Expressive E Osmose Controller Edition Polyphonic Aftertouch
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The Expressive E Osmose 49 CE with tafony
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Expressive E Osmose CE Superbooth 26
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