È già autunno, altri mesi ho sopportato senza imparare altro: ti ho perduta per troppo amore, come per fame l’affamato che rovescia la ciotola col tremito.
Elio Pagliarani, Inventario privato.
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È già autunno, altri mesi ho sopportato senza imparare altro: ti ho perduta per troppo amore, come per fame l’affamato che rovescia la ciotola col tremito.
Elio Pagliarani, Inventario privato.
Hai fatto burrasca
Hai fatto burrasca e hai fatto sereno, fai sereno e burrasca perché ti amo ti tocca questo che tu voglia o no, io approderò nel tuo porto. - Elio Pagliarani
Elio Pagliarani, La ragazza Carla. 1989. 2 di 3.
[La poesia e la voce di Pagliarani sono tra le più squisitamente moderne del Secondo Novecento italiano. Al di là della lirica, ma con una sua musicalità autentica. Al di là del verso e del tono, ma con una ritmica precisa e originale. Si lascia ogni romanticismo alle spalle, ma solo per dare più spazio alla semplicità di un'emozione. La poesia di Pagliarani è oggettiva; sono le cose stesse che parlano, l'io del poeta si fa da parte: solo in alcuni casi riaffiora una soggettività svuotata in un pronome personale. Le cose parlano e il poeta non fa che leggerle e trascriverle, ordinarle forse. Quello che fa è il lavoro sporco. La bellezza gli riguarda poco, non è compito suo. Lui è solo un tramite. E la sua voce è la crudezza stessa del mondo che traduce nel testo. Poesia cruda, quasi crudele, al di là della misericordia, ma non senza pietà. Poesia in cui nirvana e samsara si intersecano fino a coincidere, senza soluzione (di continuità, ma non solo). Non vi è supplemento d'anima, ma solo l'eterno ritorno delle parole. La redenzione è già qui, per quanto sia penosa. È la vita. È inumana, disumana, ma vita. È crudeltà senza disperazione: gioia e dolore e basta. Lo scherzo infinito.]
A dirli questi mesi sembra agevole
con il margine di rischio necessario
a chiamare la vita col suo nome:
primavera invocata tempestiva
fu tempesta, e in vista della terra
il naufragio balordo; giugno vissi
per rassegnarmi a perderti; è di luglio
la più cupa speranza di riuscire
a fare della morte un’abitudine.
- Elio Pagliariani, Inventario Privato, Totale S.E.&O.
«difendo la vita nella sua interezza»
- Elio Pagliarani, La ballata di Rudi, XIX; Adesso la Camilla gioca in borsa.
(prendi appunti sull'inerzia nel concetto di massa, raduna materiale sull'ansietà dei corpi mansueti e la vertigine astrale, sulla forza di gravità che ci strappa il cordone ombelicale.)
- da “Ho sognato un naufragio”, Elio Pagliarani, La ballata di Rudi, IV.
T’alimenta la gioia perché divampi
col tuo sorriso il volto; è pura gioia
che riscatta dal marchio del pallore
il sangue cittadino, dà vigore
di fuoco alla tua vitalità.
Quante ore
d’ufficio e quanti giorni in questi anni
d’ufficio fanno il totale della giovinezza?
Non so quanta saliva ha da secernere
la ragazza incollando francobolli, so
che cosa bruci per tenere in luce
te soave e i capricci.
- Elio Pagliarani, Inventario Privato, il primo foglio.
(Nato ieri)