➡️In girum imus nocte ecce et consumimur igni⬅️
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numeri 32:23
💡 Ami i giochi di parole? Dai un’occhiata a 7 sfide di parole con palindromi e anagrammi! Mini-giochi, esempi divertenti e trucchi creativi per allenare mente e fantasia. 🧩✨
Leggi l’articolo completo qui:
Scopri 7 sfide di parole con palindromi e anagrammi: esempi, mini-giochi e trucchi per divertirti, stimolare la mente e allenare la creativi
Qual è il tuo palindromo o anagramma preferito? Scrivilo nei commenti!
Che poi la data di oggi, oltre a essere un palindromo, è anche un ambigramma.
Se volete saperne di più, leggete qua.
scritte e governi che li capovolgi e restano uguali
AMBIGRAMMI E AMBIVALENZE
Di scritte e governi che li capovolgi e restano uguali.
Non ve lo potete perdere!
Un post che parla di GRA-FICA, di POLITICA e di FATTI MIEI.
https://aitanblog.wordpress.com/ambigrammi-e-ambivalenze/
Cliccate, guardate e scordatevi la rivoluzione.
Il 12-02-2021 è una data palindroma. Era una data palindroma anche il 20-02-2002, quando scrissi questo miniracconto bidirezionale qua, e il 2 febbraio di due anni fa, quando lo riproposisul mio blog aggiungendo qualche spiegazione autocelebrativa… Qui si vive anche di questi minuscoli successi.
((( Dal 20 02 2002 al 02 02 2020 (fechas capicúas) )))
Palindromi e scarciofamenti
Da mesi mi sforzo di cambiare abitudini, di andare al mercato con le mie brave sporte anziché al supermercato: dare la precedenza alla piccola distribuzione e ai negozi di vicinato, e risparmiare imballaggi in plastica sono i principali motivi che mi spingono a farlo. La genuinità dei prodotti? La produzione a km 0? Ci credo un po’ meno, sono cose basate sulla fiducia, e non è detto che su certe cose la grande distribuzione non sia una garanzia più sicura. Diciamo che sono disincantato, o forse rassegnato, su questo aspetto della questione.
Però le mele da 3 chili 2 euro della mia verduraia di San Giovanni, piccole, rugose e qua e là toccate sono deliziose: lei lo sa che mi piacciono e mi fa sempre buon peso. “Le più brutte, mi raccomando”, non manco di ricordarle. “Queste bisogna mangiarle presto”, mi risponde quando la partita è delicata. “Non si preoccupi, se marciscono e se magari hanno qualche verme, tanto meglio”: vuol dire che non hanno troppe porcherie, penso.
Ogni tanto scambio qualche parola, quando non c’è altra gente attorno a me; perché parlare, al mercato o in negozio, resta una faccenda un po’ delicata per me, è una cosa che faccio con un certo disagio, confesso che l’ambiente anonimo e spersonalizzato del supermercato mi si adatta di più. Se andassimo a prendere un caffè no, non avrei problemi a scambiare due chiacchiere, ma lì al banco non ci riesco, forse perché mi sento in obbligo di “essere banale” e questa è una cosa che non senza un certo snobismo non riesco a fare.
Ma sabato ho infranto la regola: lei ha fatto il conto alla signora che c’era prima di me e ha detto “23 euro e 32. Oh..! è un palindromo!”
Io ne sono rimasto colpito: non avevo mai sentito dire palindromo a una verduraia. Non accusatemi di pregiudizi sociali o chissà che e rispondete sinceramente a questa domanda: avete mai sentito qualcuno al banco del mercato dire palindromo? Chiaro che no. E gliel’ho detto: signora, lei è la prima verduraia a cui sento dire palindromo; e lei ne ha riso, un po’ lusingata, perché s’è capito che era un complimento, non una cosa razzista (classista, avremmo detto una volta). Ma al di là della stranezza, trovo notevole che la signora mentre lavora abbia la presenza di spirito di far caso a queste cose, vuol dire che non è abbrutita dal lavoro, che tra lei e la cliente corre un canale di comunicazione non formale, direi personale. Insomma.., il cervello è in funzione, e il banco è un luogo oserei dire umano.
Tempo fa acquistavo d’emergenza un ombrello tascabile, da qualche parte in Riviera, forse Ventimiglia, non ricordo, e la signora per vantare le qualità di quello che avevo in mano mi disse: quello va bene, stia tranquillo che se c’è vento non si scarciofa. “Scarciofa: terza persona, presente indicativo del verbo scarciofare... Non l’ho mai sentito. Interessante…” le dissi; e glielo comprai immediatamente, per quella sola ragione. In realtà la signora, scopro adesso, aveva preso il verbo dal lessico politico, perché in quel periodo Forza Italia aveva avuto a dichiarare pubblicamente che non si sarebbe fatta scarciofare da Renzi e dai Cinque Stelle, intesa per scarciofare l’azione di chi foglia dopo foglia, passo dopo passo lascia a nudo qualcuno o qualcosa; ma io non lo sapevo. E poi, a pensarci, non mi pare che il verbo scarciofare si possa adattare al caso, perché l’azione che la signora voleva indicare era quella che i siciliani, col loro misurato buongusto definiscono “scoppolare”, togliere la cappella, che è azione repentina, non progressiva, come appunto il vento fa con gli ombrelli.
E comunque sia.., parlare di palindromi, scarciofamenti e magari anche di ossimori al mercato, nonostante sia un manico di scopa, mi piace; mentre invece quando una merciaia, mentre impacchettava il bavaglino che avevo comprato a mio nipote mi chiese “cosa pensa del tempo?”, io temporeggiai chiedendo di rimando “il tempo che passa o il tempo che fa?”, e una volta che lei chiarì “no, il tempo che fa” io pensai bene e risposi “cosa vuole che pensi, uno prende quel che viene”, pagai, salutai e me ne andai pensando a una espressione che usava mio padre: “Che bello strumento che è la lingua..!”
(Sopra: una vecchia cartolina di San Giovanni, frazione di Luserna San Giovanni; in primo piano lo spiazzo che il sabato ospita tre banchi di mercato, uno di formaggi dell’alpe Gianna, nella Comba dei Carbonieri, e due di verdure. Della verduraia che merita di comprare da lei per il solo fatto che sa di palindromi, ho detto; della formaggiaia posso dire che le sue “tume, tumin, tumette e saràs...” sono puri prodotti d’alpeggio, e che ha uno stracchino della valle Infermotto, che è qui a fianco prima della valle Po, notevole, ma quello lo fa suo cugino, non lei. Se poi volete, nella strettoia che si intravede a lato della piccola ala coperta, c’è il panettiere che fa il pane più buono del mondo, lo potete mangiare per una settimana, è bello compatto e non diventa mai duro. Ho preso la cartolina qui.)
La luce del cielo della Candelora 💖 #02022020 . . . #numeri #numerologia #numeridoppi #palindromi https://www.instagram.com/p/B8EndTsIMak/?igshid=1v8a5ajsdwgaw