Si continuano a iniettare nuovi programmi e paradigmi, davanti a una folla che non cerca altro.
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Si continuano a iniettare nuovi programmi e paradigmi, davanti a una folla che non cerca altro.
Quando un* critic*, come ciclicamente accade, dichiara la morte del romanzo, spesso è perché ha un romanzo pronto da pubblicare, nel cassetto. Quando un* critic* chiede al sistema di osare e di effettuare un potenziamento, è perché in privato ha predisposto una ricetta per il potenziamento, pronta per essere proposta come alternativa al depotenziamento della massa del sistema, una sorta di “osatoio” personale di cui è fermamente convint*. Quando un* critic* propone di cambiare il sistema è perché ha raggiunto una densità sufficiente di contatto e tangenza col sistema, tale da permettere al** critic* di accorgersi che quella tangenza di contatto non è sufficiente tuttavia per poter esprimersi come preferisce, di conseguenza sentendosi giunt* alle colonne d'Ercole, al non plus ultra della propria situazione, invoca un abbattimento delle colonne, un superamento, per accorgersi una volta avvenuto lo stesso che era tutto inutile. Non esistono a tal proposito paradigmi, la stessa storia dimostra, sempre ciclicamente, che ciò che è valido al lunedì non lo è il mercoledì, tornando a esserlo al giovedì.
Quando durante l’interrogazione la prof incomincia a chiedere i paradigmi: