Io quando faccio pausa dopo aver studiato tre pagine
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Io quando faccio pausa dopo aver studiato tre pagine
Anche gli uomini dei libri e dei film fanno peti
Vorrei spezzare una lancia a favore di noi donne che sogniamo ardentemente di incontrare un uomo come quelli che vediamo nei film o che incontriamo nei romanzi. Tutti ci dicono di smetterla di cercarli e di pretenderli nella vita reale, lo diciamo anche a noi stesse, perché tanto non esistono, sono frutto di aspettative alte e impossibili, sono perfetti, eccessivamente perfetti e la perfezione si sa, non esiste ed è pure noiosa.
Eppure io continuo a credere che noi donne non vogliamo l'uomo perfetto, perché in fondo nemmeno i nostri beniamini lo sono e nemmeno noi lo siamo. Prendiamo Orgoglio e Pregiudizio, ad esempio, nel quale Mr. Darcy ha fatto sognare, e tuttora lo fa, milioni di fanciulle, nei secoli dei secoli, amen: la storia finisce con il coronamento della storia d'amore tra Darcy e Lizzy, dopo aver abbattuto le mura dell'orgoglio e del pregiudizio reciproci. Bene. Qualcuno sa come prosegue la loro vita? Perché io credo che Mr. Darcy, per quanto fosse posato, educato, equilibrato, britannico, un bel peto sul divano o a tavola dopo pranzo gli sarà pur scappato almeno una volta e chi lo nega mente. Perché è così per forza, non è più sotto i riflettori, alla gente non importa, ci sono solo lui e Lizzy ora, quindi via alle impronte sui mobili, ai calzini sparsi e alle cose che non trova neanche se le ha sotto il naso.
E allora perché, nonostante tutto, noi cerchiamo Mr. Darcy, così come qualsiasi altro nostro beniamino, negli esemplari maschili che percorrono le vie della città?
Perché sono le loro qualità, ad essere diventate rare. Dove sono finiti il coraggio e la lealtà di Aragorn, la generosità e la sincerità di Mr. Darcy, il senso di giustizia e la capacità di proteggere di Ross Poldark, la voglia di lottare per la propria donna di tutti i principi Disney, la gentilezza e la cultura del marchese di Rochester, eccetera eccetera?
Lo sappiamo che dietro le quinte fanno peti, non trovano le cose, combinano guai anche loro, su questo ci passiamo sopra, dopotutto lo facciamo anche noi donne, ammettiamolo. Però uomini così, con i grandi valori, la testa sulle spalle, in grado di amare veramente, sono scomparsi, o semplicemente impigriti, non si sa. Sicuramente noi donne continueremo a cercare, o a sognare e basta.
“Tutto ciò che sappiamo è una nostra impressione, e tutto quello che siamo è un’impressione altrui.”
-Pessoa, Il libro dell'inquietudine
Come mi vede A.
Biblioteca. Pomeriggio. Pausa.
“Dai, andiamo a prenderci un caffè. Lascia perdere il libro e gli appunti e seguimi.”, mi propone A.
“Ma io…” rispondo titubante, senza avere il tempo di continuare la frase.
“Ma, niente ma, subito dopo potrai riprendere a progettare tutta la tua vita, sempre che tu ci riesca. Non sarà mica un caffè a ritardarti, no?!”, dice con tono incalzante. “E poi mi è sembrato proprio che ti servisse una pausa. Gli amici queste cose le sanno, fidati”. Sorride vago.
Io gli rivolgo uno sguardo interrogativo. Sono esitante, non so se lasciar prevalere le mie resistenze. Alla fine, decido di cedere. In fondo, mi dico, sono solo cinque minuti e un caffè mi serve davvero.
“Hai bisogno di sfogarti, no?” dice. “Su, sfogati!”. La sua voce è una sonda sottile che cerca di attraversare le mie barriere e i miei stati d’animo.
Io mi sento messa alle strette. Mi rinchiudo completamente in me stessa e continuo a fissarlo, senza dire niente. Mi conosce da un po’, avrebbe dovuto saperlo che avrei reagito così, penso.
Lui se ne accorge, sorride e cambia subito discorso. “Sai, credo di essermi fatto un’idea di te”, dice fiero.
“Un’idea? Di che tipo, scusa?”, chiedo incuriosita e impaurita allo stesso tempo.
“Quella di una che ha un poco diffuso “romanticismo cinico”, che è l’unico modo per disinfettarsi dall'amore romantico edulcorato che ci ammorba, visto sempre come “tutto rose e fiori”. È un po’ la differenza tra chi dice che l’amore è bello nonostante le spine e chi dice che è bello proprio per le spine. Sembra scontato, ma, ormai, sono tutti o romantici in maniera stucchevole o dispettosamente cinici o, peggio, fastidiosamente indifferenti. Una vera romantica, come te, lo sa. Semplicemente, sei molto selettiva, dai tantissimo e pretendi tanto perché non ti vuoi accontentare. Rispondi male all'amore prefabbricato, all'amore in serie “da confezione di cioccolatini”. Così, per disinfettarti dall'amore smielato, usi il “cinismo” che non è un vero cinismo, anzi, solo una maniera di fare selezione perché, invece, il sentimento puro, è immune al cinismo, resiste, lo batte e quindi sopravvive alla sua prova. Quando questo accade, tu sei veramente sicura di avere davanti qualcosa di reale e non edulcorato. Secondo me, proprio per questo, riservi il tuo amore solo a pochi eletti, solo a quelli che ritieni degni. Credo questo sia il minimo indispensabile da dire.”
“ Il minimo”, penso, senza proferire parola.
Oddio, una mosca, è sicuramente il segno del destino che aspettavo per far pausa
io ad ogni minimo inconveniente: ho bisogno di una sigaretta
Invenzioni divine
Dio inventò l'uomo, e vide che era cosa buona e giusta. Poi inventò la donna, e vide che, nonostante tutto e tra alti e bassi, era cosa buona e giusta anch'ella. Poi inventò la Coppa del nonno, e capí che era talmente cosa buona e giusta che inventò subito dopo la pausa studio per poter godere fino in fondo di tanta bontà.
Non seguite le linee...fate le curve...magari arrivate lo stesso dove volevate o dovevate arrivare,ma nel mezzo avete vissuto/trovato/scoperto/perduto/amato/rimpianto/sognato/assaggiato/immaginato...tutto quello che seguendo solo una linea non avreste mai potuto dire..l'ho fatto
_rinacater
Lizzie McGuire
È un normale pomeriggio invernale. Nebbia. Freddo. Esami da preparare. Approfitto della sensazione di vuoto allo stomaco per fare una pausa merenda, rigorosamente pane con burro e marmellata, come quello che mi preparava la nonna quando ero piccola. Accendo la tv, giusto per liberare la mente dalle nozioni di letteratura italiana che sto cercando di appiccicare in qualche modo alle pareti della mia memoria, e mi accorgo che da poco è iniziata la serie televisiva che guardavo sempre quando ero alle elementari. Signori e signore sto parlando di… Lizzie McGuire, la biondina che con la sua coscienza-fumetto, il fratello pazzo, i buffi genitori e i suoi inseparabili amici, Gordo e Miranda, ha fatto ridere tutti noi, nati negli anni ‘90, quando eravamo bambini. Ovviamente sono rimasta incollata al televisore fino alla fine dell’episodio, con un sorriso nostalgico e pensando a cose tipo “come sono diventata grande”. La cosa però che mi ha colpita in quei 25 minuti è il fatto che Lizzie (alias Hilary Duff) a quei tempi era una ragazza in carne. Non grassa, per carità, però nemmeno magra come uno stecco. La cosa mi è saltata all’occhio perché nelle serie televisive di oggi le bambine e le ragazze che interpretano i ruoli da protagoniste sono tutte magre impiccate. Ho ingurgitato il mio bicchiere di latte e sono tornata in camera a studiare. In bocca però sento ancora un retrogusto amaro.
-Chiara