«C’è una grazia crudele nel vento di gennaio:
scuote i ricordi come foglie secche
e ci costringe a guardare ciò che siamo diventati.
Eppure, in questo gelo, abita una tenerezza:
la scoperta che il tempo non è fuori di noi,
ma è la sostanza stessa delle nostre mani.
Ricordare è l’arte di veder appassire la bellezza
per poi vederla fiorire in un altro modo, più segreto.
Sulla sabbia restano i vuoti dei passi perduti,
ma è proprio quel vuoto a spingerci verso l'azzurro,
là dove il mondo finisce e inizia l'attesa.
Quel piccolo segno di speranza,
sospeso tra il sale e il cielo,
sei tu, pellegrina di mari lontani.
Non sei naufraga, ma luce che rientra:
la vela che finalmente riconosce il suo porto,
il viaggio che si fa riposo sulla soglia.
Sei tu che torni alla tua Itaca,
al calore di questa casa che ti ha sempre attesa» (Sosio Giordano)










