Amare una persona e non poterla avere é in assoluto la cosa più brutta che esista
@prendimilamanocomeieri
seen from Russia
seen from Germany
seen from United States
seen from China
seen from Japan
seen from Saudi Arabia

seen from Malaysia
seen from United States

seen from Germany
seen from Germany

seen from Kazakhstan

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Qatar

seen from Malaysia

seen from United States
seen from Germany
seen from United Kingdom
seen from Türkiye
Amare una persona e non poterla avere é in assoluto la cosa più brutta che esista
@prendimilamanocomeieri
Che ti vorrei qua con me e questo è un gran problema
@prendimilamanocomeieri
Ma poi mi sono resa conto che la libertà è bella, ma che senza di te ha poco valore
@prendimilamanocomeieri
Pensavo mi fosse passata e poi ti ho sognato
@prendimilamanocomeieri
Mi hai cambiato la mentalità e ciò non va bene.
@prendimilamanocomeieri
Che ti vorrei sentire anche per un istante
Lorenzo Fragola (via @prendimilamanocomeieri )
Puoi uscire dalla mia testa per piacere?
@prendimilamanocomeieri
25 novembre.
Esco da lavoro e ti trovo li, sorridente e bellissimo, ad aspettarmi.
È il 25 novembre e per mia mamma sto andando a dormire da una amica mentre in realtà sto scappando verso la mia piccola fuga d’amore. Due zainetti, un po’ di cibo e ci siamo. Salgo sulla opel astra H con un po’ di timore: e se ci succede qualcosa? Mia madre lo scoprirebbe e succederebbe un finimondo.
Azioniamo il navigatore e...via! Partiamo verso il nostro nido d’amore disperso tra delle montagne che a me non son mai piaciute.
Offuscati dall’adrenalina del proibito ci coccoliamo con un atmosfera di felicità e spensieratezza.
Fino a che non arrivano le strade di montagna, quelle stradine che a me hanno sempre fatto paura. E allora sto zitta, respiro piano e guardo fuori dal finestrino il paesaggio ormai oscurato dal buio. E tu capisci, cerchi di sdrammatizzare e ogni tanto mi appoggi quella mano così familiare sulla gamba. Un solo piccolo contatto che mi fa immediatamente calmare. Mi fido di lui, mi fido ciecamente e allora cerco di rilassarmi.
Finalmente arriviamo, io entro a fare il check-in e tu parcheggi l’auto.
“Ci vediamo dentro amore”
Poche piccole parole che rendono questa bimba così immensamente felice.
Entro prima io e il classico istinto da donna mi spinge a curiosare ogni angolo. È un piccolo chalet ma molto confortevole. Sistemo le poche robe che abbiamo e poi sento bussare alla porta.
“Benvenuto a casa signore” e tu ridi, ridi e mi si spezza il fiato. Ridi e io rido con te, ridi e io sono felice.
Ti illustro la casa con fare smorfioso e tu mi segui come il più attento turista segue la sua guida. Poi ad un certo punto mi blocchi, mi abbracci e mi butti sul letto. Sei tu, sopra di me come miliardi di altre volte.
È la nostra fuga dal mondo, la nostra fuga dal male e da tutte le litigate che hanno reso il nostro rapporto così fragile.
Siamo io e te, nessun altro.
Ti bacio e tu ricambi, come fosse un bisogno quasi animalesco non riusciamo ad aspettare neanche un attimo di più. Siamo arrivati da mezz’ora e già siamo sul letto mezzi nudi.
E sono calma, tu sei calmo e ci godiamo quest’aria di tranquillità e romanticismo. E piano piano, scandito dal ritmo di mille baci mi fai tua. Un rituale che succede praticamente sempre ma che non mi stanca mai. Sono tua, lo sarò per sempre e tu sai il perché. Sono tua e sono al sicuro in quello chalet assieme all’uomo della mia vita.
“Amore facciamo schifo!”
“Dici?”
“Si decisamente, ma sei bellissimo quindi non potevo aspettare un minuto di più. Ma....ora ceniamo che muoio di fame”
Decido di cucinare io, sai che ho sempre voluto cucinarti qualcosa e allora lasci fare. Chiami un tuo amico e mentre cucino ci mettiamo a parlare con lui e la sua morosa. Poi li salutiamo e torniamo a noi, decidi di spostare la televisione in modo da vederla dal letto mentre io apparecchio.
“Amore puoi andare a farti la doccia mentre io apparecchio che devo farti una sorpresa?”
E così te ne vai, e io tutta eccitata inizio a correre ovunque cercando ciò che mi serve.
Due calici, candele e spengo la luce.
La pasta ovviamente faceva schifo ma hai mangiato tutto scherzandoci sopra. Mangiamo il dolce e decidiamo di tornare a letto a vedere la tv.
Tu lavi i piatti e io distesa mi godo la visuale di quel uomo nudo così bello che sta lavando i piatti al posto mio.
E rifacciamo l’amore, per altre due volte, fino a che stremati non cadiamo l’uno accanto all’altra a farci le coccole.
Continui a farmi le coccole fino a che non mi addormento, come fai sempre quando dormiamo assieme. E finalmente mi addormento, tra le braccia dell’uomo che è tutto per me, circondati da un paesaggio che piano piano si sta riempiendo di neve pronto ad accogliere due stupidi ragazzi che il giorno dopo inizieranno a tirarsi le palle di neve spensierati e felici.