L'articolo parla dei bambini e degli adolescenti di Valenza che tornano ad andare a scuola a piedi, da soli o accompagnati da adulti che fanno a turno su rotte scolastiche rese sempre più sicure con l'aiuto dell'amministrazione comunale e la partecipazione di tutta la comunità cittadina. Il giornalista de "el País" racconta che un gruppo di genitori di 6 scuole valenzane ha messo in moto questa iniziativa che può porre le basi per arrivare a un profondo cambiamento nella mobilità e nella qualità della vita della città, ottenendo strade più sicure, una segnaletica appropriata allo scopo, marciapiedi più ampi, riduzione dei limiti di velocità e la collaborazione di alcuni negozianti di fiducia, cui i bambini e i ragazzi possono rivolgersi nel caso in cui si imbattano in qualche problema nel loro tragitto scolastico. “Siamo in una società che protegge i bambini fino all'eccesso, [...] stiamo creando adolescenti che non sanno fare niente. Un ragazzino di 7 o 8 anni dovrebbe poter scendere tranquillamente a comprare il pane e poi tornarsene a casa. [...]”, sostiene Arechavala, que ha due figli di quattro e sette anni ed è un geografo, specializzato in mobilità urbana. _______________ Dovremmo cominciare ad attuare iniziative simili anche nelle nostre città e nei nostri paesini dilaniati dal traffico e dalla mala educazione. Ne va del futuro e della salute delle nuove generazioni, sempre più impigrite, stanche di tutto e poco abituate a muoversi a piedi ed esplorare la realtà circostante in piena autonomia.













