Qualche ora (reale, ovvero un paio d’anni percepiti) nel traffico di Milano, hanno stimolato la mia consueta voglia di analisi di fatti, dati e circostanze, portandomi a produrre una cataglogazione liennana delle speci incontrabili nell’intricato tessuto stradale cittadino…
Il buon samarinauto: fa passare tutti, accompagnando la sua dimostrazione di magnanima generosità con un gesto ampio della mano ed un sorriso…ha difficoltà a capire che tanto si è appena fatto un amico nella persona che ha lasciato inserirsi nel traffico quanto l’odio per lui è in costante ascesa tra coloro che lo seguono…è oggetto di studio, tanto da parte di associazioni di filosofia atea quanto da enti religiosi, perché il fatto che sia sostanzialmente in salute nonostante le maledizioni che gli vengono rovesciate addosso, ne fanno un soggetto di analisi per chi indaga sugli effetti pragmatici della preghiera ed affini…
La costante A(uto): va piano, fa i 25 kmh massimo, ma li fa sempre e comunque incurante di precedenze, stop, semafori rossi, strisce pedonali, posti di blocco, guardie di frontiera, cavalli di frisia, filo spinato, campi minati, apocalissi zombie…nella maggior parte dei casi sembra imbalsamato alla guida, mani sul volante alle notorie dieci-e-dieci, come consigliatoli dall’istruttore di scuola guida, ed è tra l’altro l’unica cosa che ricorda, a riguardo del condurre un veicolo, d’insieme solo alla raccomandazione di suo nonno, quel chi va piano va sano e va lontano che porta tatuato sull’anima. Non crede dell’esistenza della vita oltra la seconda marcia, ed è riconoscibile anche dal grido d’aiuto del motore, sempre su di giri, che urla come il T-Rex in Jurassic Park…lascia i più a riflettere sul perché non abbia deciso di andare a piedi, con effetti benefici sulla sua salute ed anche su quella degli altri…
L’arrabbiauto: ce l’ha con te, sempre e comunque, e legge qualunque cosa venga fatta da un altro automobilista come un’offesa a lui, un complotto, un intenzionale sgarbo, una cagata che non può passarla liscia, un crimine contro l’umanità! Cosa cazzo parcheggi, che lui c’ha fretta! Cosa cazzo ti fermi con il rosso, che lo sanno tutti che sto rosso è un rosso che si può ignorare! Cosa cazzo fai ancora fermo dopo sette centesimi di secondo dallo scatto del verde! Cosa cazzo suoni, solo perché si è parcheggiato in seconda fila in un vicolo minuscolo del centro di Genova che ha imboccato in contromano…in sostanza: che cazzo esisti!
Il no-maps: strana forma di negazionista che, sostanzialmente non crede nei navigatori e quindi non li usa, finendo per viaggiare a velocità moooolto basse, nella corsia sbagliata, per poi girare di colpo, rigorosamente senza freccia, nella viuzza più lontana da dove sta, tagliando la strada a chiunque, per poi però ricredersi e cercare di reimmettersi, in una danza che a confronto i ralenty di Fast and Furious sono una webcam su una strada provinciale del basso rovigotto, una notte infrasettimanale di Novembre…
L’anziano con il cappello: specie autoctona della provincia del nord-ovest, Cuneo in particolare, ha preso la patente quando il presidente dell’ACI era Tazio Nuvolari ed Enzo Ferrari era solo un pilota della Alfa Romeo; ha un rispetto sacro per i limiti, una totale incapacità di lettura della segnaletica, la ferma convinzione che la quinta marcia si metta solo in autostrada e con lungimiranza, alla vista di un semaforo verde, rallenta che si sa mai diventasse giallo di colpo…sordità e forte miopia lo rendono spesso ignaro di ciò che gli sta succedendo intorno...
I genitori dell’anno: seduti su SUV grandi quanto un carro armato sovietico in marcia verso Praga, nel 1968, trasportano anche un pargolo, su seggiolino d’ordinanza, collocato sul sedile posteriore (a circa sei metri da loro, date le dimensioni del veicolo sovracitato) che ignorano tranquillamente, impegnati come sono a litigare fra loro, cercare stazioni radio e/o podcast su spotify, controllare whatsapp, fare una call di lavoro e tutto contemporaneamente...
L’ecociclista: convinto che il fatto che vada in bici, e che quindi si stia occupando di salvare il pianeta dalla crisi climatica, gli garantisca diritti inalienabili di precedenza sempre e comunque che reali di Inghilterra spostàteve proprio! Probabilmente si crede anche invincibile, perché al di là dell’avere ragione o meno, l’eventuale scontro frontale tra lui ed una station wagon della VolksWagen lo vedrebbe, mi sento d’azzardare, soccombere…forse lo consola il fatto che anche nell’eventualità, lui sarebbe biodegradabile e la sua bici riciclabile, quindi ad impatto ambientale zero
L’extracomunitario sull’extramonopattino: un suo amico gli ha trasformato il monopattino elettrico in un mostro con le prestazioni della Yamaha VR46 di Valentino Rossi, ma con le ruote grosse come una fetta di salame e per telaio l’asta del mocio vileda; in compenso lui è completamente ignaro dell’esistenza di orpelli quali un’assicurazione, un casco, il codice della strada, la versione scritta della lingua italiana, l’impenetrabilità dei corpi fisici, la possibilità che le ossa del corpo umano si frantumino, l’eventualità della morte. Viaggia sicuro, baldanzoso ed ignaro, mentre chiacchiera in video chiamata con suo cugino in Niger, mentre autotreni lo schivano per un pelo, automobili si tamponano a catena, autocolonne dell’esercito s’arrestano di colpo…è più inconsapevole del mondo che lo circonda di un paziente che si sveglia dal coma dopo trentadue anni…
Elenco incompleto, il mio, ed in futuro sicuramente oggetto di integrazioni, che, mai ne abbiate, vi invito a fare…